Il discorso

Ho passato la serata sul divano, sonnecchiando tra un exit poll e l’altro e sono contento di essermi svegliato all’alba in tempo per ascoltare in diretta su CNN il discorso di Obama.

Serio, lucido, parlava a braccio ma con un discorso che ha detto molte cose in una sola: possiamo cambiare il mondo.

Fantastiche le metafore e all’idraulico di Mc Cain ha contrapposto la nonnina che ha visto un nuovo mondo e ha chiesto "che mondo vogliamo che vedano i nostri figli?".

Straordinaria la coreografia e sebbene faccia venire i brividi la politica quando diventa spettacolo, non c’è dubbio che quando si tratta di creare emozione e consenso a un’idea grande, l’oratoria, il lavoro, l’attenzione che Obama ha messo in campo sono una lezione per tutti.

Pastweb

Dopo quasi un mese e mezzo di call centers che ogni volta ti rimbalzano su un altro, di tecnici che vengono e vanno senza installare, di fibra che non c’è, ma no, ma si, li ho mandati a stendere: ho detto a Fastweb di tenersi la loro ADSL.

Chiamato al volo il mitico Giancarlo Ariosto, grande esegeta dei listini di telecomunicazione, benchmark vivente delle offerte dei diversi operatori, gli ho chiesto un consiglio e lui si è messo al lavoro con tempestività che Fasweb si sogna: abbiamo scelto Vodafone. Fa tutto lui e in un paio di giorni dovrei essere attivo.

Una bella lezione

La seconda lezione allo IED è andata davvero bene e devo dire che i ragazzi sono stati attivi e pronti al dialogo come speravo che fosse.

Era la seconda puntata della "teoria" della comunicazione d’impresa ma abbiamo anche cominciato a sperimentare e ad applicare le teorie alla pratica: ne è venuta fuori una "promessa" di un’ipotetica campagna di un’azienda di acqua minerale (avevo in mano la bottiglietta) che abbiamo definito avere come modello di riferimento Raoul Bova e sono uscite due formulazioni davvero intriganti: "La nostra acqua ti massaggia l’anima" e "Calma i bollenti spiriti".

Siamo poi passati a una elaborazione su Moleskine (la ragazza nel primo banco ne aveva una) ed è venuto fuori "Cento righe per iniziare il tuo romanzo".

Non hanno ancora ben ben chiara la differenza tra visione-missione-promessa e su cosa voglia dire davvero "fare in modo che la marca sia una star" ma siamo sulla buona strada, adesso abbiamo soprattutto esercitazioni e l’applicazione diventerà chiara.

Pubblicità negativa: non funziona

Uno spot cattivo piazzato al momento giusto è come uno sgambetto: può far cadere anche i baldanzosi.

Ne sa qualcosa l’ex sindaco di Desenzano che a chiusura della campagna elettorale si trovò il solito volantino che gli attribuiva una (inesistete) volontà di costruire una moschea e snobbare gli è costato caro, non tanto quello specifico evento, quanto la forza della comunicazione e l’ubbidienza ad alcune delle sue leggi.

Se invece, come stanno facendo i Repubblicani in questi ultimi giorni, gli spot cattivi e la denigrazione sono reiterati, si perde l’effetto sgambetto e si rischia l’effetto opposto favorendo l’avversario.

In entrambi i casi, sgambetto o raffica di cattiverie, è un segnale di forte difficoltà che denota più paura di perdere che voglia di vincere, più forza della disperazione che forza della visione: se si è ben lavorato prima creando un forte posizionamento e una campagna capillare e dialogante, l’inefficacia della pubblicità negativa è sicura.

Ne parlavo oggi nella mia lezione su Séguéla e la sua campagna per far eleggere Mitterand alla presidenza in Francia con lo slogan "La force tranquille" e in cui per la prima volta la pubblicità ben fatta decreta la vittoria di un candidato a parità di altri mezzi e in cui i tentativi di denigrazione da parte di Giscard d’Estaing, presidente uscente, non fecero altro che rafforzare ancor di più l’immagine e la solidità di Mitterand.

Ho l’impressione che Mc Cain sia in seria difficoltà

Conversazioni notturne a Gerusalemme

MertiniAppena preso in mano e sono già a metà di questo folgorante libro del Cardinale Carlo Maria Martini e di padre Georg Sporschill "Conversazioni notturne a Gerusalemme".

Dico folgorante perchè frasi e riflessioni ti colpiscono per la lucidità e l’apertura che mostra e che ci sarebbe piaciuto sentire, ma non credo accadrà mai, dal papa attuale.

Trovo lo stesso piacere nella lettura che ho provato leggendo Daisaku Ikeda e, pur non riuscendo a capire fino in fondo concetti di fede e di preghiera che li accomunano, li sento vicini per la profondità e "laicità" della loro fede che non si vuole imporre ma far scoprire.

Farà bene a tanti miei amici cattolici che spero corrano a comperarlo per i loro figli: il libro è rivolto direttamente ai giovani di cui padre Sporschill che lavora con i bambini di strada nell’Europa dell’Est, ha raccolto le domande.

Fa bene anche a chi pratica un’altra religione convinto che, come dice il Cardinale "Non puoi rendere Dio cattolico. Dio è al di là dei limiti e delle definizioni che noi stabiliamo."

Ci sono frasi che si addicono anche a chi, come me, si sente ancora in cammino e me ne sono appuntata qualcuna:

"Sentire Dio … è un’arte dell’attenzione che occorre apprendere come l’arte di amare."
"Molte miserie sono prodotte dagli uomini. Questo ci costringe a pensare in modo politico e a lottare per la giustizia"
"Non dobbiamo limitarci a domandare: perchè buon Dio esiste tutto questo? Dovremmo chiedere anche: qual’è la mia parte e come posso io cambiare la situazione."
"La felicità non è qualcosa che arriva o che dobbiamo solo aspettare. Dobbiamo cercarla."
"Quando vedo la bellezza, non so spiegarla, eppure lo stupore può condurmi a Dio."
"Certo, esiste l’inferno, solo che nesuno sa se vi si trovi qualcuno."
"Cambiare il mondo significa togliere agli uomini le loro paure."
"Il senso è come l’acqua in cui nuoto."

Continuo a leggere con la matita per sottolineare e per ricordare meglio, perchè, come dice padre Sporschill con una frase su cui vale la pena di meditare a lungo: "La metà della notte è il principio del giorno."

La tredicesima storia

TrediciEra un bel po’ che lo stavo leggendo e ieri ho finito questo La tredicesima storia di Diane Setterfield.

Un bel libro per chi ama la scrittura precisa ed elegante britannica e una bella storia … sulle storie, sul fatto che il racconto di noi è un pezzo di noi.

Non un giallo ma una storia che ha continue svolte e un finale a sorpresa. Non annoia di certo

Ridere

E’ una tipica giornata autunnale, anzi una di quelle speciali "il giorno dei morti" e grazie al blog di Mantellini scopro a catena una serie di blog intelligenti come Spinoza  e divertenti come Fincipit e dei suoi autori Alessandro Bonino (questo suo post mi ha fatto ridere proprio di gusto) Stefano Andreoli (da applauso questo post e il fatto che la frasetta sotto il titolo del blog cambia in continuazione per cui è bello solo continuare afare click) e  che vi raccomando e un libro che sicuramente piacerà a mio figlio Piero: Sempre cara mi fu quest’ernia al colon.

Ridere fa proprio bene e se proprio bisogna festeggiare i morti meglio morire dal ridere.

Preparativi per il 7 novembre

SeratebeatlesHo "ripassato" il programma della lezione sui Beatles che farò venerdì prossimo e mi sembra tutto a posto, i tempi poi dipenderanno dal pubblico.

E’ la prima volta che faccio una conferenza che non sia strettamente legata all’informatica e la cosa mi piace, forse perchè sotto sotto sono convinto di saper fare altre cose meglio di quanto non sappia di bit e bites.

Intento segnatevi la data e l’ora.