L’età del dubbio

CamilFinito di leggere il bel libro del Cardinal Martini (finale bello, parte centrale molto specifica per i cattolici in senso stretto) volevo riposare la mente e sono andato sul sicuro: il nuovo libro di Camilleri, L’età del dubbio.

Lo avevo iniziato l’altra sera ma ieri, complice Blue che mi ha svegliato a metà della notte tagliandomi il sonno, mi ci sono tuffato e al risveglio stamattina l’ho finito.

All’altezza di tutti gli altri, bell’intrigo, e soprattutto mi piace questo Montalbano che riflette sull’amore, sull’età su cosa è giusto e cosa no.

Finale no comment per non togliere il gusto a chi lo deve ancora leggere e una sola domanda: ma perchè non molla Livia? Sempre più antipatica.

007

Ieri sera siamo stati a vedere 007 Quantum of Solace (ma che vuol dire?) e a me è piaciuto parecchio, in parte per gli stessi motivi per cui invece a Massimo non è piaciuto.

Mi è piaciuta l’azione, il carattere del nuovo Bond (fedele come un cane a "M") per nulla raffinato o distaccato ma arguto, deciso e passionale.

Eì vero che a me piacciono un sacco Terence Hill e Bud Spencer nei vecchi film della serie Trinità", mi piacciono le scazzottate funamboliche di Jackie Chan e c’è una squenza in 007 QoS che sembra proprio un omaggio al grande Chan.

A me la storia è piaciuta e mi è piaciuto che fosse un seguito del precedente, non era mai successo in modo così evidente, facendone una sorta di saga alla Signore degli Anelli o Guerre Stellari.

Mi ha fatto sorridere la fantageografia iniziale in cui dalle curve della gardesana sale (verso Tremosine) e sbuca alle cave di Carrara e dopo essersi liberato della macchina dei cattivi, ridiscende ed eccolo a Siena.

Ho solo una critica: la colonna sonora non è ha carattere e non resta in mente.

Corso di cucina (per la sopravvivenza dei giovani)

Immagine_3Che mia moglie Marina sia geniale, lo so da sempre eppure non finisce di stupirmi soprattutto per la sua capacità di dare concretezza a idee brillanti trasformando una "bella pensata" in realtà.

E’ stato così con i corsi di alfabetizzazione per genitori, con il progetto "Ieri, oggi e domani", con "Le stonate", con gli incontri con le donne extracomunitarie, con lo spazio libri alla Festa de l’Unità, con la biblioteca di condominio a Sesto.

Ed è così anche con quest’idea di fare un corso di cucina per i ragazzi che si trovano a doversi fare da mangiare da soli, perchè vanno all’università o perchè si trovano spesso a casa da soli perchè i genitori lavorano.

I nostri figli vivono da soli adesso e sono entrambi autosufficienti dal punto di vista culinario, Piero è già un talento e addirittura riporta alla madre sugerimenti e npvità o si avventura su terreni impervi ma di grande soddisfazione come i dolci (sguardo di orgoglio da mamma orsa quando ha chiesto a Marina la ricetta per i biscotti e le casette natalzie…). Ma se è così per i nostri ragazzi non è altretanto per molti altri adolescenti che già si "intoppano" di fronte a un uovo al burro.

Incoraggiata da una nostra amica con due figli che ha fatto poi da passaparola ad altri, brochure di qualità, con tutte le regole sacre della comunicazione d’impresa, tempo due settimane e ieri sera c’è stata la prima "lezione" ed è stata un successo.

Cose apparentemente banali come affettare le cipolle o rompere le uova per fare una carbonara o schiacciare l’aglio per il soffritto sono in realtà conoscenze che restano per una vita e poi c’è anche da imparare a pulire il lavandino alla fine, a risistemare prima di preparare la tavola.

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Marina non voleva che ne parlassi, un po’ anche per scaramanzia, fino a che il progetto non fosse partito ma avendo assaggiato ieri sera, al rientro dalle prove d’orchestra, l’ultima porzione di pasta alla carbonara preparata dagli "allievi", devo dire che il test è ampiamente superato.

E trovo anche perfetto il menu/programma del corso, che non solo insegna delle "manualità" ma aiuta ad allargare i propri gusti e la sensibilità ai sapori.

L’effetto virale più divertente è che adesso sono i genitori che vogliono venire a fare un corso del genere e Marina ci sta pensando seriamente a come adeguare il menu lasciando inalterata la formula che è perfetta.

partendo dal fatto che lo fa di mercoledì quando io sono alle prove dell’orchestra e quindi non faccio l’impiccione e mi gusto gli assaggi al rientro.

Ukulele info

Ho chiesto a Fabio alcuni suggerimenti per trovare online siti e informazione sull’ukulele e lui, con la sua solita intelligenza non si è limitato a darmi delle indicazioni ma mi ha scritto tre righe talmente piene di arguzia che le voglio condividere: se dopo averle lette non correte a comperarvi un ukulele andate dal cardiologo, il vostro cuore si sta pietrificando  il peggio è che non lo sapete.

"Dal punto di vista strettamente fisiologico, l’ukulele è un insieme ben coordinato di vari pezzi di legno sagomati ad arte. Ciò che lo differenzia da Pinocchio è innanzitutto l’assenza del naso. Cosa che gli impedisce di dire bugie. L’ukulele non mente mai. La seconda fondamentale differenza è che lui i fili ce li ha. Quattro. Si chiamano “corde”, in omaggio a quelle vocali. E difatti servono a farlo cantare, non a farlo muovere. Quando un ukulele canta, attenti. È particolarmente contagioso. Potreste cominciare a canticchiare anche voi."

Ah sì, ecco i link:

Per acquistare o occasioni Il Mercatino dell’Ukulele
Informazioni ecc. Italian Ukulele Committee
Corso online Pineapple’s pete uke school

Ukulele anch’io!

Foto_10Evviva! Alberto mi ha regalato un ukulele per ringraziare della serata sui Beatles dove Fabio KoRyu Calabrò usava, appunto, un ukulele.

Fabio ha spiegato al pubblico che un ukulele è uno strumento fantastico, chi sa anche solo strimpellare la chitarra lo sa suonare, che costa pochissimo (con 30 euro ve la cavate) e ve lo potete portare dovunque.

Ukulelebeatles

Confermo! Accordato (online c’è un sito con l’accordatore … fantastico!), capito che le dita vanno messe come sulle ultime quattro corde della chitarra e via.

Avete un amico chitarrista o che lo faceva da ragazzo ma poi ha smesso per i mille impegni della vita? Invece della solita cravatta o delle banalissime bottiglie di vino, pensate a regalargli un ukulele per Natale, lo farete felice.

 

In fondo sono in buona compagnia:
i Beatles suonavano l’ukulele e certamente molte loro canzoni sono nate sulle quattrocorde.

E poi c’è lei quella che ha fatto sognare ad ogni uomo di essere un ukulele per potersi appoggiare al suo seno e di farsi abbracciare:

Strafalcions

Non sono solo gli spammers e costruttri di siti falsi di phishing a scrivere in italiano maccheronico: uno degli amici di Equiliber, Eugenio Prosperetti, un avvocato esperto di "mondo digitale", ci ha fatto notare alcuni passaggi delle condizioni d’uso di Facebook.

Da morire dal ridere!

" Quando lei affigge il Contenuto di Operatore al Luogo, lei autorizza e ci dirige per fare tali thereof di copie come giudichiamo necessario per facilitare l’affiggere ed il magazzino del Contenuto di Operatore sul Luogo.
Affiggendo il Contenuto di Operatore a qualunque parte del Luogo, lei concede automaticamente, e lei rappresenta e garantisce che lei ha la destra per concedere, alla Società una licenza irrevocabile, perpetua, non-esclusivo, trasferibile,, completamente pagata, mondiale (con la destra al sublicense) di usare, copiare, pubblicamente eseguire, pubblicamente mostrare, riformattare, tradurre, l’estratto (nell’intero o nella parte) e distribuire tale Contenuto di Operatore per qualunque scopo, commerciale, la
pubblicità, o altrimenti, su In connessione col Luogo o il thereof di promozione, preparare i lavori derivati di, o incorpora negli altri lavori, tale Contenuto di Operatore, e concedere ed autorizzare il sublicenses del rinunciare.
Lei potrebbe togliere il suo Contenuto di Operatore dal Luogo a
qualunque tempo.
Se lei sceglie di togliere il suo Contenuto di Operatore, la licenza concessa al di sopra di scaderà automaticamente, comunque lei riconosce che la Società potrebbe trattenere le copie di archived del suo Contenuto di Operatore. Il Facebook non afferma qualunque proprietà sopra il suo Contenuto di Operatore; piuttosto, come tra noi e lei, il soggetto ai diritti concessi a noi in questi Termini, lei trattiene la proprietà piena di tutto il Contenuto di Operatore e qualunque diritti di proprietà
intellettuali o gli altri diritti di proprietà sono frequentati il suo Contenuto di Operatore
".

Come fa notare il Quinta sarebbe divertente vedere l’effetto di qualcuno che fa causa a Facebook e fa sorridere il pensare che magari hanno pagato fior di quattrini di avvocati per fare la traduzione.

A me viene da riflettere su quante volte le persone, migliaia e migliaia, hanno cliccato "accetto" su queste terms and conditions senza averle minimamente lette (ci voleva un mastinno come Eugenio!) e a volte sono stupide come queste ma a volte potrebbero anche essere dannose o pericolose. In questa società della fretta potrebbero esserci sorprese spiacevoli, sia per Facebook che per noi.

Dal corso al workshop

Il corso allo IED sta andando davvero bene, i ragazzi rispondono agli stimoli e alle richieste di intervento dapprima esitando ma poi sempre più coinvolti.

Oggi è iniziata la parte interattiva in cui i ragazzi devono creare un’azienda fittizia e farne l’analisi della comunicazione e costruire Vision Mission e Promessa e mi pare che stiano entusiasmandosi al fare come è giusto che sia: mi faciliteranno di gran lunga il compito all’esame, se va avanti così meriteranno tutti ottimi voti.

Notspeakinginmyname

Mi sembra interessante l’iniziativa di Not Speaking in my name, che dopo le dichiarazioni del Cavaliere sull’abbronzatura di Obama raccoglie foto che si dissociano e chiedono scusa.

Trovo interessante la forma di protesta e l’idea che il web si presti a forme di politica o di non-politica i cui effetti sono imprevedibili: dal totale oblio, all’efficacia nulla, alla raccolta di fondi che possono far eleggere un presidente Usa.

Multivioloncela

Appel_3All’inaugurazione dello spazio di Viandanze stasera c’era anche Daniela Savoldi, la mia maestra di violoncello che passa dal Festival Tenco, a Rai Due a questo palchetto di periferia. Eccola lì al centro della foto con la sciarpetta arancione che tiene il ritmo a voce.

Lei è una musicista eclettica senza dubbio, oltre al violoncello è vicina al diploma di chitarra classica, canta e suona le percussioni con questo gruppo di samba afro beat gli ApPel.

Il suo dna brasiliano si sente ma soprattutto si vede da quanto si diverte e per ringraziarla di tanta passione musicale ecco un microvideo girato stasera, montato al volo e messo su YouTube.