Obama Online
E' incredibile l'utilizzo che Obama sta facendo delle tecnologie di rete: video streaming, account su Twitter, gruppo su Facebook, dialogo sul suo blog.
E' ovvio che non lo può fare di persona ma è strabiliante il fatto che lo pretenda dal suo staff e questi lo stanno facendo "alla grande".
Sul suo blog ho già trovato il testo del suo discorso di investitura.
Tra l'altro anche il Senato americano ha un sito dedicato all'inaugurazione e tutte le TV e i media hanno usato largamente la rete per coprire l'evento (il giornalista Rai diceva che CNN è stata sommersa di richieste, non si capisce quali ma il senso è che un sacco di gente voleva interagire).
Non sappiamo se riuscirà a cambiare tutto quello che ha promesso di
cambiare ma alla tecnologia di rete sta dando un'autorevolezza che le
farà fare un grande balzo nella diffusione.
L’insediamento di Obama
Ho guardato molto volentieri in tv l'insediamento di Obama, mi è piaciuto il doscorso e lo stile oratorio del nuovo presidente davvero da manuale: silenzio iniziale, senza nemmeno un gesto per zittire una folla oceanica, sguardo continuo a cercare gli occhi di tutti, pause e silenzi che raccontano, fermo e solido, ricco di metafore e domande.
Dal punto di vista dei contenuti mi sono piaciuti molto i passaggi in cui ha detto "solo sessant'anni fa c'era chi non poteva nemmeno entrare in un ristorante o ora uno di loro giura come presidente" e i segnali di reale volontà di dialogo senza dare segni di cedimento o mostrare inutili muscoli.
MI è piaciuto come ha affrontato il tema della crisi senza nasconderne la gravità o minimazzare ma infondendo coraggio e speranza.
Mi è piaciuto quando ha anticipato i possibili critici che ha troppe cose da cambiare eppure ha detto "lo farò"
Sì. Mi è piaciuto e me lo riascolterò con calma (il traduttore simultaneo copriva l'originale e non traduceva alla lettera) perchè è da manuale.
Se stavano zitti, uffa!
All'insediamento di Obama suonava Yo-Yo Ma (Marina mi ha chiamato al volo per dirmelo) ma i giornalisti di Rai3 continuavano a parlare e non si sentiva quasi nulla, dal sito ho letto che suonava una nuova composizione di John Williams.
Intanto sono contento del "riconoscimento ufficiale" dello strumento e del mio violoncellista preferito, poi spero di trovare il video su YouTube fra qualche giorno.
Forse stanno capendo
A quanto pare i discografici (almeno quelli inglesi) stanno capendo che la strategia per contrastare la pirateria online non è quella di intentare migliaia e migliaia di processi ma di trovare nuove strategie.
La fonte è Repubblica online in un reportage dal Midem di Cannes, la più importante manifestazione in tema di musica.
Per i pigri che non vogliono leggere tutto l'articolo riporto alcuni passaggi:
La lotta al downloading non ha prodotto risultati rilevanti. C'è
bisogno di un nuovo approccio al problema del file sharing, e c'è il
consenso di tutti a lavorare con i fornitori di accesso per consentire
una nuova politica" dice John Kennedy, presidente dell'Ifpi, la
Federazione Internazionale dell'Industria Fonografica, presentando, in
occasione del Midem di Cannes, il "Digital Music Report 2009", dove c'è
scritto a chiare lettere che il 95% della musica on line viene
scaricata dai siti illegali.
"Basta fare guerra a chi scarica la musica su Internet. Mandarli in
galera non ci farà guadagnare un solo dollaro in più. L'industria deve
dare ai consumatori quello che vogliono, in maniera legittima,
assicurandosi che gli artisti, i compositori e le case discografiche
siano pagate". Chi alza bandiera bianca di fronte alla "pirateria
informatica" è Feagarl Sharkey, responsabile di Uk Music,
l'associazione che mette insieme discografici, artisti e produttori del
più florido mercato musicale europeo, quello inglese
dice ancora Sharkey, "Il 2009 sarà l'anno in cui l'industria della
musica smetterà di preoccuparsi e imparerà ad amare la bomba. Il file
sharing on line va trasformato in un opportunità, in una fonte di
ricavi".
"Se potessimo avere una licenza in grado di far pagare a chi si
connette a Internet un solo euro al mese per poter scaricare
liberamente la musica, l'industria potrebbe guadagnare 500 milioni di
euro al mese, circa 26 miliardi di euro l'anno". Il modello è quello
che dai primi anni del '900 è in vigore per le radio, che consentono di
ascoltare musica gratis, ma che pagano una licenza per poterlo fare.
"Alla fine di tutto quello che conta è la musica", tiene a sottolineare
Feargal Sharkey, "e dobbiamo tornare a pensare alla musica prima di
tutto".
Eravamo in tanti a dirlo e forse cominciano a capire.
Mi è passata
Dopo cena non sono riuscito a posare il libro finchè non l'ho finito.
Stamattina alle 3 la sindrome di Larsson mi è passata, è vero che al risveglio ero un pochino "rinco" e che ho lavorato sodo e poi il volo di ritorno e l'autostrada hanno fatto il resto, ma … "quando ce vò, ce vò!"
Bellissimo. Condivido le valutazioni che ne ha fatto Antonio dal punto di vista della trama e c'è davvero qualcosa di speciale in uno scrittore che ti cattura, ti fa vedere i personaggi mentre leggi, te ne fa sentire le voci, ti fa affezionare a loro, ti fa sobbalzare nelle scene in cui sono in pericolo.
Dei tre mi pare questo il più bello, mi spiace un pochino che non ce ne sarà un quarto.
Sindrome di Larsson
Credo proprio di essermi beccato la sindrome di Larsson.
I sintomi sono evidenti: occhi arrossati, leggera pesantezza alle
braccia per aver tenuto il libro per più di due ore e una malsana
ansia di tornare in albergo a leggere nonostante l’astice alla sarda
che ho nel piatto.
Il decorso è comunque positivo perchè ho superato la metà e tra il
dopocena, l’attesa in aeroporto e il volo di rientro, il libro finirà.
E se il mondo lo cambiasse il rock&roll?
Le VeniceSessions continuano anche su Facebook e mi è stato chiesto di indicare chi potrebbero essere i "selvaggi di genio" che Baricco ha indicato tra i possibili costruttori del futuro.
Io ho indicato Mitch Resnick, Liddy Nevile, Daniel Barenboim e Paolo Zanella perchè oltre che avere idee geniali sono direttamente impegnati a cercare di cambiarlo questo mondo.
Poi girando tra le proposte degli altri ne ho trovato una che segnala la Rock&RollForever Foundation di Little Steven (quello che suonava con Bruce Springsteen) che ha creato una organizzazione no-profit per insegnare la storia del Rock&Roll e invertire la tendenza che vede ridurre i fondi per la musica e la cultura.
E se…
Autocompiacimento
Girovagando su YouTube ho trovato il video del mio intervento su pirateria e criminalità audiovisiva al Festival del Cinema a Roma e mi pare sia venuto davvero bene.
In fondo in sette minuti si può fare un ragionamento non stereotipato.
Il video è di buonissima qualità e messo online da Key4Biz che mi pare abbiano fatto su YouTube un lavoro egregio.
Già che ci siete, se avete tempo e se volete farvi un'idea più precisa in materia di diritti digitali, meritano anche gli interventi di Leonardo Chiariglione (un mito per tutti noi), di Stefano Quintarelli, di Juan Carlos De Martin e di Paolo Nuti.
La videointervista è online
Monica Onore ha montato la videointervista che aveva fatto a inizio settimana ed è online adesso su Innovhub di Nova.
Avevamo parlato di che musica mettere in sottofondo e che immagini usare a complemento e mi piace che abbia scelto immagini di gente, di traffico, di vita normale e non le solite stereotipate immagini tecno ossessive.
Ben fatti anche i tagli e la sintesi giornalistica di più di un'ora ci chiacchiere: brava davvero Monica.
In sei minuti mi pare ci sia anche stato lo spazio per dire cose sensate.