Quando la famiglia si abbraccia

Piero è rientrato da Bologna e stasera è stato bellissimo trovarsi tutti e quattro in cucina a chiacchierare mentre Marina friggeva le frittelle di carnevale (che non duravano mai più di trenta secondi).

Parole tra adulti, progetti e speranze di giovani mischiate al racconto della quotidianità di chi ad ogni età sente il vento in faccia ogni mattina, un'intimità, una complicità, un affetto che mi faceva visualizzare un grande abbraccio che ci raccoglieva tutti.

Persino Blue di tanto in tanto veniva a prendersi la sua dose d'affetto a turno da tutti noi.

Una gioia piena vedere i figli che chiedono guardandoti negli occhi, vedi che crescono seguendo il crescere dei loro ragionamenti e delle loro riflessioni: Piero che si affaccia alle scelte della vita, Giulio che mostra sempre più spiccato il suo talento di conoscitore dell'animo umano nonstante sia il cucciolo della covata e domande dolci e importanti su segreto dei nostri tanti anni assieme.

Una serata così ti ricarica le batterie per giorni e giorni e forse per sempre.

Blue con la tonsillite

Ieri sera Blue era mogia mogia, mi ha faticosamente salutato al rientro dalla Sardegna e poi si è rimessa a cuccia al buio senza bere nè mangiare si vedeva che aveva gli occhietti lucidi e sofferenti dei bambini con la febbre alta.

Una visita dalla nostra veterinaria Paola stamattina ha risolto tutto: una inezione di antiinfiammatorio e antidolorifico e una di antibiotico, Blue aveva una forte tonsillite.

Sono bastate tre ore e ha ripreso a mangiare e bere e stasera è di nuovo la solita Blue, sempre in cerca di grattate sotto il mento e di carezze.

Lunedì un controllo per sicurezza ma tutto sta andando per il meglio.

Il giorno prima della felicità

Erri
Erri De Luca è uno degli scrittori italiani che prediligo, c'è una musica nella sua prosa, una finezza nelle sue storie e una profondità nei suoi personaggi che ti lascia sempre ricco alla fine della lettura.

Questo suo ultimo "Il giorno prima della felicità" è un racconto molto bello nella Napoli del dopoguerra, la  maturazione di un ragazzo che diventa uomo guidato dalla saggezza del portinaio di un palazzo, maestro di vita che "sente quello che pensa la gente".

E' bastato il viaggio di andata a Cagliari per leggerlo tutto d'un fiato ma senza fretta, gustandomi la scrittura epica, il ritmo dei grandi classici, la profondità della tragedia greca che si trova in tutti i libri di De Luca.

Un rammarico: non avevo la matita per sottolinearmi alcune frasi davvero stupende ma in fondo va bene così, è un libro che voglio ricordami tutto intero.

Il fantasma esce di scena (meglio così)

Roth
Ho faticato a finire questo libro di Philip Roth: scrittura impeccabile, profondità di analisi ma… non mi ha fatto emozionare.

Una storia sulla vecchiaia vista nel suo decadimento, nell'impossibilità di cambiare e direi quasi rassegnato.

L'ho letto tutto perchè ormai mi mancavano poche pagine alla fine e non ne avevo altri accattivanti sul comodino.

Un libro che non presterò o consiglierò.

E se stessimo sbagliando?

Parlavo ieri al telefono con i prof. Gianni Degli Antoni (un possibile intervento di Liddy a Crema quando viene qui per il compleanno di Marina) e accennando al mio lavoro a Pula dicevamo: e se stessimo sbagliando approccio? Se invece che chiederci come usare meglio la tecnologia per aiutare le imprese, come usare più efficacemente l'informatica ci provassimo a chiedere: "Come usare in modo 'completamente diverso' la tecnologia dell'informazione?"

E' il "tarlo" che mi hanno da tempo messo in mente Liddy quando viene in vacanza da noi o Mitch Resnick durante la cena a casa sua o Steve Ocko quando mi faceva vedere i suoi nuovi giocattoli creativi e i primi robot Lego presentati a Cuccioli e Multimedialità nel 1995.

Se la situazione economica e sociale sta attraversando una crisi "senza precedenti" non è il caso di guardare anche all'uso della tecnologia in modo "senza precedenti"? Ne usciremo mai con un uso "incrementale" dell'innovazione?

Se la barca fa acqua bisogna certamente svuotare alacremente lo scafo ma occorre che nel contempo qualcuno pensi a barche completamente diverse.

Riascoltavo il discorso di Resnick ai Google Talks del 2006 e il pensiero mi torna a ronzare nella testa.

Bentornato

Bello tornare a casa e trovare una magnifica tarte tatin che ti
accoglie e amici con cui condividerlaphoto.jpg

Una serata alle frontiere della biotecnologia

Ieri sera sono stato invitato a cena ed ero con persone davvero speciali: c'era la prof. Anna Tramontano, una autorità mondiale nella biochimica che insegna a La Sapienza e guida uno dei laboratori di ricerca qui a Pula e poi il prof. Francesco Cucca, docente a Sassari che guida un altro laboratorio che studia il genoma umano.

Racconti fantastici sulle nuove frontiere della scienza, sulle scoperte, sulla straordinarietà di questo posto su come il nostro Paese sia ricco di persone che ti raccontano le loro scoperte con passione unica e che non vedono i mille ostacoli, che pure ci sono eccome!, ma i vantaggi che il loro lavoro potrebbe portare a tutti noi.

So pochissimo di biotecnologie ma spero nelle prossime settimane di trovare il tempo di fare un giro a quei laboratori e di farmi spiegare cosa sta succedendo perchè mi sono rimaste impresse un paio di affermazioni, e non lo dicevano per vanagloria: "siamo tra i primi dieci laboratori al mondo ma siamo 5 anni avanti in quello che stiamo facendo".