Da solo?

Schermata 04-2456035 alle 12.42.20Una "chicca" anche il suo paragonarsi a Gesù: a me fa sorridere, magari qualche cattolico più rigoroso potrebbe anche incazzarsi.

Stronzate

StrojpegIn uno slancio di sincero affetto, ieri Fabio Koryu Calabrò mi ha regalato un illuminante libretto: Stronzate di Harry G. Frankfurt, un saggio che fa il pari con l' "Allegro ma non troppo" di Carlo Maria Cipolla che ci ha dischiuso la comprensione della differenza tra la persona intelligente e il cretino.

Frankfurt è un eminente filosofo morale che insegna all'Università di Princeton e questo testo, che si legge in un'ora (ma che fa poi riflettere ben più a lungo! ) ha tutto il rigore metodologico e scientifico di uno studioso serio.

Appunto qualche passaggio particolarmente utile alla comprensione di cosa si possa definire una "stronzata" rispetto a una menzogna o anche solo a una sciocchezza.

– La stronzata è una falsa rappresentazione ingannevole, dei propri pensieri, sentimenti e atteggiamenti

– Con le stronzate un oratore vuole comunicare una certa impressione di sé

-E' l'assenza di un legame con un interesse per la verità, l'indifferenza per come stanno davvero le cose, che è essenziale per la definizione di stronzate

– L'essenza delle stronzate non è di essere false, è di essere finte

– Dire una bugia è un'azione con un fine preciso, il bugiardo non può non preoccuparsi dei valori di verità: per inventare qualunque bugia , deve credere di sapere cosa è vero

– chi racconta stronzate non è né dalla parte del vero né dalla parte del falso. I suoi occhi non sono rivolti ai fatti, non si preoccupa che le cose che dice descrivano correttamente la realtà. Le sceglie, o le inventa, perché si adattino ai suoi scopi.

– Le stronzate sono un nemico della verità più pericoloso della menzogna

– Le stronzate sono inevitabili ogni volta che le circostanze obligano qualcuno a parlare senza sapere di cosa sta parlando

– La produzione di stronzate è stimolata ogniqualvolta gli obblighi o le opportunità di parlare di un certo argomento eccedono le conoscenze che il parlante ha dei fatti rilevanti attorno a quell'argomento.

– C'è la diffusa convinzione che in una democrazia ogni cittadino debba avere un'opinione su tutto. L'assenza di qualunque legame significativo tra le opinioni di una persona e la sua comprensione della realtà avrà conseguenze ancora più gravi.

– Come esseri coscienti esistiamo solo nella nostra relazione con le altre cose, e non possiamo in nessun modo conoscere noi stessi senza conoscere quelle.

Una buona sintesi del tema la offre Umberto Eco nella sua recensione al libro in cui conclude :

"Quello che caratterizza la stronzata rispetto alla sciocchezza è che essa è una affermazione certamente errata, pronunciata per far credere qualcosa di noi, ma chi parla non si preoccupa affatto di sapere se dice il vero o il falso. "Quello che di sé ci nasconde chi racconta stronzate, è che i valori
di verità delle sue asserzioni non sono al centro del suo interesse.". Affermazioni del genere fanno subito rizzare le orecchie, e infatti Frankfurt conferma i nostri peggiori sospetti: "I campi della pubblicità e delle pubbliche relazioni e quello, oggi strettamente correlato, della politica, sono pieni di stronzate così assolute da essere diventati ormai indiscussi paradigmi del concetto". Il fine della stronzata non è neppure quello di ingannare su degli stati di cose, è quello di fare colpo su uditori dalle scarse capacità di distinguere il vero dal falso – o anch'essi disinteressati a queste sfumature. Credo che chi pronuncia stronzate confidi anche nella debole memoria del suo uditorio, il che gli consente anche di dire stronzate a catena che si contraddicono tra loro: "Il produttore di stronzate cerca sempre, in un modo o nell'altro, di passarla liscia" "

Adesso capisco perchè mi danno tanto fastidio alcuni dei testi che sto leggendo in campagna elettorale: sono un concentrato di stronzate.

Gerontocrazia

EtaQuesta sera ho ricevuto un pieghevole con i candidati della lista civica "Comune Amico" e, a parte una grafica davvero difficiele da leggere, mi ha colpito l'età dei candidati: 11 su 16 hanno dai 58 anni in su.

Ho provato a confrontare il dato con un paio di altre liste che avevo in casa e ne esce un raffronto interessante tra la gerontrocrazia della lista di Comune Amico, la caratteristica dei 30/40 dei grillini, il peso della mezza età del PD all'opposto della lisa Aria Nuova.

Ho anche cercato in rete le altre liste ma ci sono solo i nomi e non le date di nascita (e questo meriterebbe qualche commento ma… lasciamo stare).

Tornando a queste quattro ci sono due dati interessanti:

Età media: Comune amico 57,9  PD 52,7 – 5 Stelle 44,3 – Aria Nuova 41,9

Presenza donne  (su 16 candidati) : Comune amico 4  PD 4 – 5 Stelle 2 – Aria Nuova 8

16 anni di età media di differenza tra le due liste agli estremi sono tanti, anche se forse dovrei andare a vedere quanto sia "mediamente vecchia" la popolazione di Desenzano ma ancora più sorprendente è l'assenza di donne tra i grillini come se fosse lo specchio di una generazione di  maschi "sessantottini" che ancora non l'hanno mandata giù.

Al di là di queste mie frettolose considerazioni mi piace notare come tra realtà dei fatti e proclami di alcune di queste liste ci sia una tale stridente distanza che sconcerta.

Due su tutte: la lista di Comune Amico si scaglia contro gli "interessi speculativi" dimenticando che hanno amministrato il comune negli ultimi cinque anni e quanto a interessi speculativi che hanno tollerato bisogna stendere un velo bello pesante, i grillini che hanno fatto il copia-incolla di un programma nazionale senza rendersi conto che sono frasi senza senso applicate a Desenzano "potenziando i mezzi per utenti pendolari" ( pendolari? ) "rendendo pubbliche le proposte di legge prima che siano votate" (il comune non fa leggi).

Siamo destinati a essere governati da vecchi, brontoloni, che parlano anche a vanvera?

 

Oggetti in via di estinzione

Mi serve un nuovo amplificatore, quello che ho (riciclato dal salotto) perde i colpi.

Per un po' mi sono cullato con l'idea di prendere un ampli a valvole, anche cinese su prezioso consiglio di Enrico, ma poi riflettendo meglio sul mio tipo di ascolto, e sulla reale collocazione dell'oggetto, mi son detto che un semplice amplificatore integrato, senza sintonizzatore, senza effetti, e prese AV è quello che mi serve.

Oggi ho fatto un primo "assaggio" nei negozi qui attorno (Trony e d Euronics) per scoprire che gli amplificatori sono oggetti in via di esinzione: televisori in quantità, boom boom box di tutte le forme, home cinema, microintegrati a riempire due scaffali… e tre soli amplificatori con tanto di cartello "saldo".

E' uno specchio del mercato della musica, che spinge alla grande quantità (ipod e cuffiette per intenderci) o all'estrema sofisticazione e costo degli impianti da audiofili lasciando un "buco" nel bel mezzo dove c'erano casse e amplificatori "tradizionali".

Credo che ben pochi dei ragazzi che vedo alla scuola di musica abbiano mai ascoltato musica con un impianto di quelli per cui noi abbiamo lavorato le estati per potercelo comperare e Stefano mi faceva notare come la produzione musicale dal punto di vista sonoro, sta seguendo e massificando la tendenza aumentando il volume e limitando la dinamica del suono ( anche questa è un'altra storia che prima o poi mi scrivo per risistemare i molti pensieri che si intrecciano ma intando metto qui un riferimento semplice e chiaro sulla Loudness War).

Tornando al mio amplificatore, sto pensando che mi devo affrettare prima che si "estinguano" o si ritirino solo nelle riserve degli audiofili e magari se mi ci dedico con un briciolo di attenzione trovo qualche ultimo pezzo che viene svenduto a prezzo di realizzo.

Già sono scomparsi i Sansui che pascolano solo su eBay, resta qualche Onkyo, qualche Harman Kardon, qualche Yamaha, rari Marantz.

A dire il vero sono anche scomparsi i relativi negozi, almeno nei paesi, come è successo ai negozi di dischi: dalla bottega, all'angolo del megastore, alla scomparsa definitiva

Domani farò un'altra esplorazione ma ho come l'impressione di visitare le città abbandonate dopo la corsa all'oro.

 

Art-Attack

FotoHo cominciato ieri con la trasformazione di un volgare imballo di cartone in una grintosa "flight case" per la cassa Yamaha che uso per amplificare il violoncello: nastro adesivo nero di quelli potenti, plastica autoadesiva, rinforzi di plasica ai bordi, colla siliconica a caldo (dopo aver scoperto che il Bostik scioglie il polistirolo….), bulloncini, rondelle e nastrino di seta per la chiusura.

Oggi ho riparato lo spruzzino della doccia ma molto meno artisticamente andandone a comperare uno nuovo.

 

Foto2Stasera ho dato l'assalto alla riparazione di un relais difettoso nel vecchio amplificatore che ho in studio e che va a singhiozzo.

Funziona solo se si tiene premuto il suddetto relais con il dito e allora ecco un angolare di metallo, un legnetto con un feltro a premere… ma il mio Art-Attack in questo caso non funziona un gran che.

Dovrò rassegnarmi a buttare l'ampli, non particolarmente di pregio, e sostituirlo con un nuovo oggetto ma questa è un'altra storia.

Nell'attesa me lo tengo con il singhiozzo e gli faccio sentire la minaccia della sostituzione, a volte gli elettrodomestici , quando sanno che hai deciso di rimpiazzarli, si mettono a funzionare come non hanno mai fatto.

Lezioni di vita

Maestro Valdemarin mi ha segnalato un magnifico video che contiene una grande lezione di vita.

E' un servizio della CBS sull'orchestra sinfonica di Kinshasa, capitale del Congo, uno dei paesi più poveri al mondo.

La lezione di vita comincia con il racconto del direttore, un ex pilota la cui compagnia aerea è fallita, e che non sa lui stesso leggere musica o suonare, la sua "follia": costruire un'orchestra sinfonica in un paese che non ha musicisti, non ha conservatori, non ha insegnanti, non ha strumenti… e allora, viene da dire, un motivo in più per farlo!

E poi le immagini di una violinista che suona portandosi dietro i tre figli o il racconto dei violini riparati con i fili dei freni di bicicletta, la musica che sconfigge la povertà … ma il resto lo lascio a voi.

Io di certo lo terrò a mente tutte le volte che mi imbatterò in qualcosa che sento di dover fare e che mi sembra difficile perchè non ho tutte le risorse per farlo: da qualche parte troverò un filo dei freni.

 

Ukebello: Ukebravo!

FkRc4Ukebella serata! Fabio Koryu Calabrò sa stare in scena da grande professionista e se poi non solo deve utilizzare l'ukulele ma ne deve parlare e trasferire a chi lo ascolta tutta la sua passione per il "gioiellino della musica", allora il piacere è assicurato.

Un racconto ben dosato tra aneddoti e vera storia che esalta la capacità dell'ukulele di trasmettere allegria con la musica sempre a farla da protagonista: grandi standard, qualche brano suo, un duetto improvvisato con un ukulelista presente in sala.

L'obiettivo di lanciare il suo corso estivo di ukulele è perfettamente riuscito: a fine sera ci sono già due gruppi possibili, uno di ragazzi e ragazze e uno di donne che Marina ha genialmente chiamato "Ukelelà", o se preferite "uhhh, chèle là!"

Fabio ha assorbito tutta l'energia positiva che si raccoglie alla Scuola di Musica e l'ha restita al pubblico distillata e potenziata dalla sua maestria e almeno tre persone mi hanno detto " è stata una serata di allegria e leggerezza".

C'è poco da dire, Fabio ti fa dire senza indugio: Ukebravo!

 

Ukebello stasera alla Scuola

12 ukuleleQuesta sera 20.40 alla Scuola di Musica ci sarà una serata pirotecnica: Fabio Koryu Calabrò è uno spettacolo!

Ho visto con lui la "scaletta" della sua performance e credo valga davvero la pena di esseci.

Per darvi un'idea: gli ho mandato una mail ieri sera con la sintesi delle cose che ci eravamo detti, i titoli dei vari passaggi… e lui ci ha composto una canzone che userà come sigla della serata: un mito!

Porterò il mio ukulele che non suono da tanto, non si sa mai.

Cose importanti

GigiClown2
Ogni tanto guardo la fotografia che ho sulla parete a fianco della scrivania e mi mette di buon umore.

E' di una ventina di anni fa e facevo l'animatore alla festa di fine anno alla scuola materna.

Ricordo che avevo le tasche piene di caramelle che elargivo con finta parsimonia.

Stasera Piero e Giulio erano a cena qui e abbiamo riso molto delle stupidaggini del paese e delle notizie del giorno e abbiamo fatto onore alle verdure e ai medaglioncini preparati da Marina.

Ora che ho finito le varie piccole incombenze che mi ero fissato per oggi, guardo la foto.

Quello sguardo mi dice molte cose, sono io che attraverso l'obiettivo sto dicendo al me di oggi: quando riguarderai questa foto ricorda che ciò che hai fatto per i tuoi figli, per farli sorridere è una delle cose più importanti che tu abbia fatto.

 

 

JBL L40

IMG_2605Con l'aiuto di Stefano ho fatto "restaurare" due vecchie casse JBL L40 che erano di Giampiero e che Meri stava buttando (erano in effetti messe maluccio).

A parte il valore affettivo che hanno per me, il suono è bello caldo e preciso e si addice perfettamente al mio gusto di ascolto.

Dovrei cambiare l'amplificatore che ha un canale più debole dell'altro ma per ora me lo faccio bastare anche perchè non sono un audiofilo particolarmente fanatico.

Mi gusto la serata.