Settimanona

No, non sono due sinfonie di Beethoven assieme ma la settimana che sta per iniziare è proprio una settimana molto densa di eventi.

Domani, lunedì, c'è Carlo Boccadoro al Cefriel che parla di musica e sarà l'occasione per riflettere con Alfonso e i suoi sull' innovazione, su cosa vuol dire "convincere" gli altri a fare le cose in modo diverso, sia che si tratti di suonare o che si tratti di come è organizzata un'azienda.

Martedì e mercoledì dedicati alla musica, lezioni, prove, riprese video.

Giovedì e venerdì a Pula per l'avvio di un nuovo progetto che spero proprio prenda forma.

Giovedì sera va in onda su Current Tv (Canale Sky 130) alle 23 (o alle 23.30 non mi è chiaro) la mia intervista sulla sicurezza informatica: qui c'è il promo e qui poi ci sarà la puntata sul web in differita.

Il catering di Marina: Pasta e fagioli

Minestrone1Gli amici di Viandanze avevano a chiesto a Marina se faceva da "catering" per il corso di teatro danza di questo weekend e lei, da grande artista, ha fatto la sua parte: pasta e fagioli da oscar per 22 persone.

Devo dire che la casa profuma di cottura lenta e di cotiche da un paio di giorni ma la pasta e fagioli è così, o è fatta con amore o non esiste. Ho amici (Francesco di Martile) che ancora ricordano quella memorabile che Marina fece per la cena con Giovanni Soldini, ospite di Cuccioli & Mukltimedialità.

Minestrone4 Abbiamo anche messo a disposizione le nostre ciotole speciali, regalate da un grande amico come Pippo Pisa il giorno del nostro matrimonio a segnare la comuninza tra lui, siciliano e la pasta e fagioli come la facevano a casa mia.

Trasformato per l'occorrenza la nostro Doblò in un "pasta-car", in realtà abbiamo trasportato anche salame, gorgonzola, polenta, una pignatta di gulasch e quattro torte di fregolotti che erano assolutamente impeccabili.

Minestrone3 Come a una mensa Marina serviva controllando dosi e reazioni, per la serie "la qualità si controlla sull'intera filiera del prodotto", e alla fine mi pare che tutti abbiano apprezzato e dei due pentoloni è rimasto ben poco.

Minestrone2 In fondo , non ci vuole molto, come per le nostre prove di musica con Marco: una buona compagnia, voglia di fare e voglia di stare assieme e un buon pasto semplice e fatto con amore.

Devo aggiungere che per l'occasione Marina ha fatto preparare un bel pane pugliese dal nostro fornaio di fiducia, il "mitico" Gravina che è davvero un maestro e tra pasta e fagioli, olio d'oliva del Garda, pepe, pane profumato e Groppello fresco, i giovani teatranti hanno visto premiata la loro giornata di lavoro.

Minestrone5 Alla fine si scopre "l'arma segreta" della pasta e fagioli, se guardate bene sopra il mestolo si vede ciò che ne rimane: un osso di prosciutto che nei due giorni di cottura ha restituito alla pasta, assieme alle cotiche, tutto il suo residuo di sapore.

Una ventata di ottimismo

Vorrei parafrasare il poeta Tonino Guerra quando faceva la pubblicità di Euronics: ma come si fa a non essere ottimisti?!

Luca Formentini mi segnala l'attività di Alessio Nacuzi un musicista toscano (mi par di capire insegni a Siena) che lavora con i bambini e basta leggere il suo blog per avere un'endovena di ottimismo e di senso della "possibilità" di cui parlava Benjamin Zander al World Economic Forum di Davos.

Ma basta questo video per rendersi conto di quale spazio immenso di apprendimento abbiamo di fronte.

E poi ho anche scoperto il sito della CEI Y Orchestra ma ancora devo navigarlo… Quante cose succedono attorno, ha ragione Tonino Guerra.

Farsi perdonare dai clienti

Prima di Natale avevo ordinato online a Lina24 un "regalo" per la famiglia: un nuovo amplificatore per la zona video e mi ero premurato di avere la consegna per tempo, anzi per evitare rischi avevo scelto di andarlo a ritirare presso il rivenditore online che è a Bolzano.

Poi le nevicate i classici ingolfi natalizi, fatto sta che l'amplificatore non si è visto ed ero arrabbiato con il fornitore ma poi una gentile signorina faticosamente raggiunta al telefono (ci scusi ma siamo una piccola organizzazione e non sempre riusciamo a smistare tutte le telefonate) mi assicura che appena ricevono il pacco me lo recapiteranno gratis a casa.

Arriva lunedì.

Morale: una gentilezza un atteggiamento remissivo che riconosce il torto (porgere la giugulare lo chiama Lorenzo) risolvono molti dei malintesi con i clienti ed è sempre un'ottima strategia.

Lo scavo

Oggi sono stato a filmare lo "scavo" della tavola armonica e ne approfitto per un piccolo test con un video di appena 30 secondi ma caricato direttamente sul blog senza passare da YouTube.

In pratica dal filmato HD della telecamera, veloce taglio con QuickTime (con l'encoder per HD), passaggio in iMovie per un micro montaggio di tre scene, export a formato da cellulare, upload e correzione dell' html con l'istruzione "embed".

Tra l'altro mi pare che la qualità sia ottima anche in formato piccolo e poi Filippo dice che il legno va bene.



La rete non è il web

Luca ha scritto un bell'articolo sul Sole 24 Ore su cosa sia la rete, cosa non sia, cosa potrà essere.

Mi piace in particolare questa sua frase:

"Perché la rete non è soltanto quello che è: è anche quello che si
vorrebbe che fosse. Quello che critici o entusiasti sperano che
diventi. E il bello è che niente impedisce a chiunque abbia un progetto
in mente, di provare a realizzarlo."

L'articolo è qui.

Muss es sein?

Come in un percorso ipertestuale saltando da un concetto all'altro sono arrivato al Muss es sein?

Beethoven2 Sono partito dalle riflessioni sulla musica contemporanea e poi durante un'intervista che ho fatto a Carlo Boccadoro per una rivista locale, lui citava la Grande Fuga di Beethoven come un esempio di musica contemporanea assolutamente rifiutata all'epoca e oggi considerata un capolavoro, anzi IL capolavoro di Beethoven prima della sua morte.

E dalla Grande Fuga e dai Quartetti di Beethoven (la sua ultima opera) sono tornato a rileggere quel passaggio "misterioso" citato da Milan Kundera nella Insostenibile leggerezza dell'essere: "Muss es sein?" "Es Muss sein!", "Deve essere?" "Si, deve essere".

Beethoven scrisse la domanda sotto i lenti accordi introduttivi dell'ultimo movimento del quartetto n.16 op. 135 e poi dopo poche battute, quando il tema diventa più veloce scrive la risposta "Es muss sein", "Si, deve essere" e dato che l'intero movimento lo ha chiamato "La decisione difficile", è come se per un momento (è l'ultima opera che scrive prima di morire) si domandasse il senso delle cose, il senso del suo essere musicista, il senso del dovere, il fatto di seguire un imperativo etico rispetto alle possibili alternative a cui risponde con decisione da eroe romantico. (qui un video con il IV movimento, audio non perfetto ma le immagini rendono bene i due momenti, il dubbio e la risposta. Qui un video con un audio migliore)

La musica ripete più volte tre note simili "Muss es sein?" con intensità e coloriture diverse ma poi subito risolve, "sì, così deve essere" e ha un fondo di allegria come ogni scelta consapevole.

Leo Ho poi trovato un vecchio video di Leo Ferrè che scrisse una canzone proprio intitolata "Muss es sein? Es muss sein!" e un blog che ne da' il testo originale francese e la traduzione italiana (indispensabile per seguire le parole di Leo Ferré non sempre comprensibili nel filmato)

Per Ferré l' "Es Muss sein!" è lo sfociare della musica nelle strade, dice alla fine del brano:

"Noi…nelle strade la vogliamo la Musica
E ci verrà
E l'avremo la Musica

MUSS ES SEIN? ES MUSS SEIN!
Così dev'essere? Così è!

La Musica…La Musica…

Dov'è oggi la Musica?


La Musica muore, Signora!


Credi davvero?


La Musica la trovi al Politecnico


Tra due equazioni, mia cara!


Con Boulez nel suo negozio


Ed un ministro all'occhiello


MUSS ES SEIN? ES MUSS SEIN!


Nelle strade, la Musica!


Music? In the street!


Dans la rue la Musique!


Nous l'aurons!


BEETHOVEN STRASSE


MUSS ES SEIN? ES MUSS SEIN!


COSI' DEV'ESSERE? COSI' E'!

Che cos'è la musica? Si chiede Ferré in un altro video mentre dirige un'orchestra:

E' il dito di Dio sul cuore degli uomini.

Che definizione favolosa!

E la domanda Muss es sein? mi gira in testa spesso, come tanti mi chiedo "Ne vale la pena?"
Senti la fatica ed eccola lì la domanda, guardi la strada che ancora ti manca, assaggi l'incomprensione o peggio l'ingratitudine e ti chiedi se davvero valeva la pena di metterci tanta dedizione.

La Sardegna? La Scuola di musica? Il violoncello? Marina? I figli? Il Clusit? Gli amici? Il blog? Lo studio? Mia mamma?

Beethoven se lo chiede 11 volte, tante sono le ripetizioni delle tre note, ma il passaggio al "Es muss sein" è immediato, come un gesto deciso di chi si alza in piedi e decide di agire.

Anch'io in fondo quando mi siedo mi faccio domande che risolvo appena mi rialzo, ben sapendo che non è una risposta definitiva, ma è la sola possibile per chi ha avuto il coraggio onestamente di interrogarsi.

Una risposta che spesso arriva da fuori, a chi sa ascoltare, a chi sa leggere negli occhi delle persone che ci sono attorno e che spesso non sanno di darti la risposta. Proprio oggi mi facevo domande circa la ripresa del mio impegno a Pula, "Muss es sein?" e poi una chat con Leo nel pomeriggio e stasera, straordinaria coincidenza, con Annalisa , le persone che avevo nel mio team e ieri gli auguri di Enrico Mulas. Casualità? Forse. Ma per me è un "Es muss sein!" non intriso di dovere militaresco di garibaldina obbedienza, è il senso di qualcosa che è giusto che accada e di cui tu sei in parte artefice, per cui quando tocca a te ti alzi e fai il tuo assolo.

Sistina La musica di Beethoven lo racconta meglio di tutte le mie parole e quella frase di Leo Ferré, "il dito di Dio che ti tocca", il contatto tra te e il mistero, che ti fa sapere che non sei inutilmente al mondo anche se non ne conosci tutti i perchè, mi pare l' immagine che esemplifica il tutto: un tocco reale, ben diverso dall'immagine della creazione della Cappella Sistina in cui c'è un "quasi" contatto che sancisce una differenza, un flusso che la musica rende percepibile quando la ragione non lo spiega.

Shiva Siamo parte dello stesso cosmo e delle stesse montagne, danziamo la stessa danza di Shiva, e quando il cuore sente ciò che è giusto e ciò che non lo è non c'è da stupirsi, è perchè siamo esposti alla verità e naturalmente liberi di non accettarla, di scegliere un'altra strada, ma non di negarla.

"Muss es sein?" "Es muss sein!"

Da segnare in agenda: lunedì 18 ore 16.30 al Cefriel

Lunedì prossimo (il 18 gennaio) al Cefriel alle 16.30 ci sarà un nuovo Innotalk, un racconto sull'innovazione indirizzato principalmente ai collaboratori e ai ricercatori ma a cui possono chiedere di partecipare anche ospiti esterni che fossero incuriositi dal tema.

L'ospite sarà Carlo Boccadoro che parlerà a tecnologi e informatici della sua esperienza di direttore d'orchestra e di compositore. Un direttore d'orchestra vive intensamente il problema
dell'innovazione: deve convincere musicisti che hanno "sempre suonato
in un certo modo" a eseguire un brano o un'opera in modo diverso e deve
trovare argomenti e motivazioni convincenti perché sono solo gli
orchestrali a produrre suoni. Se poi il direttore è anche compositore
la sfida è duplice: deve creare musica che non sia già stata scritta da
altri, deve poi proporla e trovare attorno ad essa almeno un ascolto se
non un apprezzamento.

Sarà un discorso di grande interesse, ne sono sicuro.

Valery Gergiev

Gergiev Filippo mi ha parlato di questo grande direttore d’orchestra russo, Valery Gergiev
direttore artistico del Teatro Mariinsky di San Pietroburgo che lui ha incontrato qualche tempo fa per lavoro.

Me ne ha perlato per segnalarmi la sua capacità magnetica di far muovere l’orchestra, di farla suonare come uno strumento reale e di riuscire a trovare nelle persone la motivazione a cercare e raggiungere l’eccellenza. Ho trovato un video di CNN che ne traccia un profilo e in cui i suoi orchestrali ne parlano con ammirazione e lui dice che “si dirige con gli occhi”. E racconta anche del suo impegno per la pace con il concerto che ha tenuto in Ossezia dopo i bombardamenti della Georgia.

La cosa mi ha incuriosito e molto e ho trovato un paio di video su YouTube (che grande banca della conoscenza!) che mi sembrano interessanti, nel primo spiega il suo punto di vista su Mahler e poi c’è l’esecuzione della 6 sinfonia con la London Symphony e nell’altro dirige i Quadri a un’Esposizione con l’orchestra della NHK giapponese con una grinta che fa impallidire Emerson Lake and Palmer. Lui russo, anzi osseto parla con inglesi e giapponesi nella stessa loro lingua, quella della musica. C’è da pensare.

Qui Mahler e la LSO

Qui I Quadri a un’ Esposizione



E qui ancora con l’orchestra della Scala. Io questi suoni non li avevo mai sentiti nelle edizioni che ho su CD dei Quadri

Bravi bravi

Vbo3 Ascoltare la VBO dal vivo è stato proprio piacevole: l'affiatamento, il piacere con cui suonano, gli sguardi e le intese fra loro, li fanno sembrare una big band o un gruppo rock più che un'orchestra che esegue musica barocca.

Poi quando entra in scena Giuliano Carmignola sembra un chitarrista elettrico che esegue un assolo bruciante o Ian Anderson dei jethro Tull quando accompagnava con il corpo i grappoli di note che estraeva dal flauto.

La VBO è sensazionale nelle dinamiche che fa perfettamente percepire, nel sincronismo degli attacchi e delle pause e nei controtempi che ti fanno sembrare che si tratti di musica scritta ieri e non trecento anni fa.

Alla fine un bis travolgente proprio da rock band: il "presto" de l'Estate dalle Quattro Stagioni di Vivaldi, suonato ad una velocità e con un groove che ha scatenato l'applausone finale.

Bello poi ritrovare i musicisti al bar e vederli contenti della performance.

VBO e Carmignola domani sono a Genova al Teatro Carlo Felice.