Storie di faraoni

Nel nostro immaginario le storie dei faraoni sono in fondo storie di dissolutezza, crudelta’, buffonesca grandeur. Il faraone che perseguita il popolo eletto, il faraone che vive nello sfarzo mentre il popolo muore di fame: solo Cleopatra Liz Taylor ci e’ simpatica perche’ si sa la storia la scrivono i vincitori e dal 300 ac con Alessandro Magno e i Tolomei l’Egitto diventa terra di conquista fino ai giorni nostri con l’ultima dominazione, quella inglese, che finira’ dopo 80 anni nel 1954.
Ali la nostra guida ci racconta invece un altro mondo, fatto di storie d’amore e di passioni, di scienza e di cultura.
Il mio faraone preferito ora e’ Achenaton, che combatte i troppi sacerdoti del suo tempo e introduce un monoteismo che vede nel sole la fonte della vita. Raffigurato con tratti marcati degni di un quadro di Modigliani, tramanda alla storia il suo amore per Nefertiti, la bella che viene da lontano, probabilmente dalla Numidia, dedicandole poesie e statue.
Allo stesso modo Ramses II dedichera’ templi e statue a Nefertari, piu’ bella di tutte le belle.
Come dice Ali, Ramses II con la sua politica assicura la prosperita’ al suo popolo e con le sue opere d’arte che richiamano milioni di turisti, ancora oggi da’ da mangiare agli egiziani.

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Il dono della vita

Credevo che le incisioni sui templi fossero solo indigazioni di gloria militare, ecco invece Osiride (la leonessa) che usa la chiave della vita per il faraone.

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Uccelli

Indicazioni terapeutiche contro lo scolo: la cura fa effetto, sette gocce prima e cinque dopo la terapia.

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Parto naturale

Tempio di Kom Ombo.
A parte lo spettacolo del tramonto, il tempio contiene iscrizioni e terapie di medicina antica.
Straordinaria questa incisione che spiega il parto naturale in posizione accucciata.

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Miti e icone

Giro nei templi e osservo le icone, come questa “madonna” che allatta.
E trovo trinita’ e croci e storie di resurrezioni e fertilita’ in una narrazione che e’ la storia mitica di tutti noi.

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Il Nilo

C’e’ poco da dire, si respirano storia e leggenda.
Tornano alla mente le letture del sussidiario delle elementari e i romanzi di Agata Chrisitie, l’acqua scorre dal cuore dell’Africa e arriva al Mediterraneo dopo aver toccato milioni di vite.
Assuan e la sua diga, simbolo della maestria italiana come una Ferrari, le feluche e i gabbiani invitano alla lentezza dopo giorni molto intensi.
E’ la mia prima crociera e che sia il Nilo a tenermi a battesimo mi pare bellissimo.

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Amore e ingegneria

Dal Cairo a Assuan facciamo scalo a Abu Simbel il magnifico sito con il tempio di Ramses II e della moglie Nefertari.
Eretto 3600 anni fa con speciale allineamento del sole e spostato nel 1964 per salvarlo dalle acque del lago Nasser create dalla diga di Assuan.
Tagliato, smontato e rimontato pietra su pietra, 100 metri più in alto mantenendo l’allineamento del sole e il legame tra il tempio dei due sovrani da un team internazionale di ingegneri.
Opera di ingegno e d’amore allora come sessant’anni fa, amore planetario per la bellezza.

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Polizie

C’è la polizia turistica davanti agli hotels, nei siti archeologici, negli shopping centers, c’è quella militare agli incroci e quella del traffico.
Nessuna ferocia, i più sembrano dei fantaccini in divisa riciclata ma il senso che l’Egitto stia proteggendo il 10% del suo PIL che viene dal turismo, è comunque forte.

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Cairo o Las Vegas

Ho già percorso un paio di volte la tangenziale attorno al Cairo e mi sembra di essere alla periferia di Las Vegas: un’edilizia frenetica sottrae terra al deserto per crare nuovi quartieri residenziali.
Tutti i cartelloni sono in inglese e anche l’immaginario è quello del real estate americano.
Il contrasto con la povertà di alcuni altri posti che attraversiamo è stridente e mi domando chi ci verrà qui ad abitare, chi cederá al miraggio tutto occidentale del giardinetto con la piscina.

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Sistemi autoregolati

Al Cairo c’è un traffico caotico a ogni ora del giorno e della notte e i 22 milioni (!!!) di abitanti si mescolano alle automobili senza quasi vederle quando attraversano la strada.
Non ci sono semafori, o meglio non vengono rispettati, e nei punti nevralgici i vigili fanno bene il loro lavoro.
Per il resto è un sistema totalmente autoregolato che funziona, fatto di sguardi, di colpi di clacson ma non ho notato incazzature o insulti.
Ho visto solo un microincidente in due giorni e
Mi verrebbe da fermarmi a un incrocio a guardare e imparare.

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