La macchina fotografica dell' iPhone4 sembra fare il suo dovere.
Facciamo tappa per la notte.
Pensieri e riflessioni non solo sulla tecnologia ma su molte cose che mi fanno pensare
C'è un senso di maestosa vastità tra boschi, laghi e fiordi e l'intreccio tra l'acqua e la terra, tra cielo e alberi offre ad ogni sguardo immagini da cartolina.
Non ci accorgiamo nemmeno che il sole oggi si è visto poco presi come siamo dal guardare attorno a noi.
Attraversando i paesi, con le casette bianche di legno celate tra gli alberi c'è anche la sensazione di attraversare un racconto di elfi e gnomi.
E' un'america che mi piace, larga, silenziosa, operosa, pasticciona e frugale, molto diversa da quella delle grandi città.
Una sosta nei motel per farsi raccontare e siamo di nuovo in viaggio in un posto che non finisce.
In questa stagione, con gli alberi che sembrano tessuti di Missoni, anche le autostrade sono piacevoli.
Ieri siamo stati lungo la costa fino a Bar Harbour e oggi puntiamo all'interno.
Uno dei vantaggi dei limiti di velocità è che ti abitui a un'andatura che è poco diversa tra autostrade e strade normali e quindi, non avendo mete precise o tempi da rispettare, di tanto in tanto scegliamo strade parallele.
Il risultato è che gli alberi e i colori sono ancora più vicini e la guida piacevole.
Chiacchieriamo, un po' di rock and roll classico dalla radio e non serve molto altro.
Il viaggio è stato tranquillo ma un po' più lungo del previsto e a Boston il tempo è uggioso e guidare verso il Maine è abbastanza fastidioso.
Il ritardo e le lungaggini dell'immigration ci hanno fatto partire verso nord alle 6, in piena ora di punta ma in fondo che importa, non abbiamo fretta.
A Kennebuck ci mettiamo un bel po' a trovare il lodge e ci ferma anche una macchina della polizia (con tanto di luci blu, e fato investigatore) perchè abbiamo svoltato da una corsia in cui non si poteva ma piove e il poliziotto capisce che siamo turisti in cerca di meta e evitiamo la multa.
Alla fine ci premiamo con un clam chowder e un hot dog fatto di aragosta: welcome to Maine.
… è perchè oggi partiamo per il New England alla scoperta della Indian Summer dettta anche "foliage", ovvero del cambio di stagione autunnale dai colori sgargianti e questa è la nostra prima tappa.
Io prenderò appunti e proverò a tenervi partecipi.
A presto.
Ho partecipato a molti seminari in cui non ho mai capito cosa si seminasse e di certo non si raccoglieva poi nulla.
Oggi ho la sensazione di aver piantato un semino in questa microscopica scuola, voluta con forza da genitori e sindaco quando le riforme dimenticano spesso la qualità della vita.
Nascerà un albero? Non lo so, ma come nel libro di Giono io non smetto di piantare alberi.
Inviato da iPhone
Domani vado a parlare di reti e di sicurezza, di comportamenti responsabili, di tutela e di censura… a un gruppo di bambini in una piccola scuola elementare in provincia di Varese.
Mi arrovello da giorni su cosa è meglio fare e deciderò poi all'ultimo istante perchè voglio evitare lo "spettacolo" o le slides tecnichesi con bambini di 7 o 10 anni.
La settimana prossima ho poi una lezione da tenere alla Rutgers University a Newark ma l'impegno di domani è molto più difficile e impegnativo di quello americano: parlare ai bambini è la cosa per la quale sento la responsabilità più forte.
La "vocina" mi dice che me la caverò ma so che dovrò dare fondo a tutte le mie risorse e all'esperienza ma soprattutto alla sensibilità e all'ascolto dei loro sguardi.
EVVAI! Il team Europeo ha battuto gli USA in Ryder Cup per 14 punti e 1/3 a 13 e 1/2 e la coppa torna nel vecchio continente.
Grande rimonta delgi USA che li ha riportati a 13 1/2 pari con l'ultimo incontro vinto poi da Mc Dowell alla buca 17. Mi son perso la diretta ma gusto lo stesso la vittoria leggendo i resoconti dal sito.