We do big things

Il sogno di chi osa credere che ci sia un futuro da costruire, di gente normale che osa sognare.

C'è il disegno del futuro, il ruolo della tecnologia, dell'innovazione, il ruolo fondamentale dell' istruzione, il ruolo delle energie pulite, della biotecnologia. Il tutto in un contesto di grande rispetto istituzionale.

Un discorso pieno di riflessioni non valide solamente per gli americani, ma uno "Stato dell'Unione" che deve far riflettere tutti "Reinventing ourselves". Un discorso che richiede un'ora ma è un'ora ben spesa.

Perchè lunedì sera è una serata da non perdere

Boccadoro2 Lunedì sera Carlo Boccadoro torna a Desenzano per proseguire il suo discorso sulla musica contemporanea in un "Concerto a Sorpresa" in cui sue esecuzioni dal vivo al pianoforte, e suoi commenti aiuteranno a capire meglio la musica del nostro tempo.

Un bel video realizzato per Sentieri Selvaggi, l'ensemble fondato da Carlo e da altri, spiega lo spirito con cui il gruppo agisce e si muove da assoluto protagonista sulla scena musicale italiana e internazionale.

La semplicità del linguaggio che ascoltate nel filmato è la stessa che ritroverete alla serata d'ascolto con quello straordinario mix di chiarezza, simpatia e grande competenza che fanno del maestro Boccadoro un artista nel senso più ampio del termine.

 

 

Complimento gradito

Ricevo una mail con un complimento gradito dopo la lezione di ieri

"Gigi è stato fantastico, ha dimostrato di  essere talento e maestro in un' unico discorso facendomi ricredere  sull'imprenditoria italiana, che per mia pigrizia o disinformazione,  poco seguo o non tengo come modello; bè ieri sera ne ho avuto la  contro prova e tanti consigli da tenere a mente. Veramente bello! "

Ma come si fa?

Leggo la notizia dell'ex deputato di Forza Italia che dopo sei (dico SEI) anni di carcere ora la corte d'appello assolve perchè il fatto non sussite e cioè perchè ciò di cui lo accusavano non esiste.

Uno si fa sei anni di galera e poi lo stato dice, no, scusa, ci siamo sbagliati…

Ma come si fa?

Che succede?

Seguo con attenzione stupita quello che succede in Libia dopo quanto già accaduto in Tunisia e in Egitto.

Non capisco se compiacermi per la caduta di regimi totalitari o preoccuparmi per l'avvento di "ismi" di cui temere ancor più la portata. Questo scoprire di saperne troppo poco della vita di milioni di persone che vivono non lontano da noi mi turba, mi domando se anche io, in fondo, non sia vittima di quella sottile intossicazione che per nascondere l'oscenità del quotidiano acceca tutti rispetto al mondo.

Ripenso alla vergogna del servilismo nei confronti di Geddafi giustificata dalla sua forza e dal suo potere economico e ora la voce della sua fuga ingloriosa come del leader tunisino che lascia forzieri di ricchezze sottratte alla sua gente e chissà quante altre ne ha al sicuro altrove.

Un'intera area del mondo si muove come un terremoto e non capisco cosa stia realmente succedendo. Vorrei avere un ministro degli esteri che spiega e agisce, vorrei avere un governo che si muove con la comunità internazionale per far sì che questo incendio non diventi una furia incontrollata ma bruci solo la sterpaglia.

Vorrei un paese che più di tutti alza la bandiera dei valori, della libertà, della democrazia, con voce più forte perchè siamo nel cuore di questo Mediterraneo che è culla di civiltà e che ora racconta di stragi e di possibili guerre.

Con voce più alta perchè siamo giovani, di storia recente, con una Costituzione che ha fatto tesoro di tutto ciò che l'uomo ha imparato sul diritto, la dignità e la libertà dall'antica Grecia fino alla rivoluzione francese e a quella americana.

E invece ci si vergogna quasi di celebrare i nostri 150 anni, si tace di fronte a un puttaniere che bacia le mani insanguinate e che offende ogni giorno tutti i nostri valori più sacri.

Ho deciso. Come un garofano del Primo Maggio io il 17 marzo metterò la coccarda tricolore.

Non per orgoglio patrio, non sono un nazionalista, ma la porterò per dire con forza che quei valori nati proprio sotto i miei piedi, qui, tra Solferino e San Martino, non servono solo a me ma servono per guidare chi potrebbe non trovare la strada in mezzo al fumo degli incendi o sotto le fucilate delle milizie.

Festa con gli amici

Foto2 Oggi è festa, in tutti i sensi.

Marco, Vito e Milena vengono a condividere una delle delizie della cucina di Marina: la pasta e fagioli.

E' da ieri che pian piano sobbolle sulla stufa e un profumo delicato ma ben caratteristico si sente appena entrati in casa.

Cosa c'è di meglio che un piatto fumante di pasta e fagioli con una giornata uggiosa fuori, della buona musica in sottofondo, un vinello corposo e tre amici cari con cui gustare il tutto?

Foto Guardo i gesti, le mani svelte che preparano i quadrucci di pasta fatta in casa che aggiungeranno delizia al buono.

Sono combattuto tra il desiderio del sedermi a tavola per iniziare a mangiare e prolungare l'attesa per gustarmi tutte le piccole cose che accadono attorno ad una semplice grande festa d'affetto.

Una cottura di un giorno, due giorni di preparazione e l'osso del prosciuto da cercare da chi ancora li tiene e le cotiche da preparare con cura perchè insaporiscano senza ungere e i fagili che risorgono dal lungo letargo con pazienza notturna: che magia la pasta e fagioli!

Per noi è sempre piatto memorabile e pieno d'amore. Piatto amato da mio padre che ne capiva il senso, lo abbiamo sempre fatto dandogli il giusto contorno di affetti: con gli amici americani, con Giovanni Soldini e gli ospiti di Cuccioli e Multimedialità, con gli amici di Equiliber, con tanti che no ci sono più ma che ogni volta si siedono attorno a noi quando il pepe e l'olio rivivono al contatto con la pasta e fagioli fumante.

Ciotole di terracotta siciliane, regalo di nozze di Pippo Pisa, caro amico da più di trent'anni, completano il tutto ed escono come un ostensorio dal tabernacolo nel giorno speciale.

Marco è arrivato, Vito ha chiamato e Milena è di strada.

Buona festa anche a tutti voi.

Martedì sera con i Beatles al college Bocconi

Martedì 22 alla sera faccio ancora una volta la "lezione" sul talento agli studenti. Questa volta tocca agli studenti della Università Bocconi impegnati in un Business Game che si protrarrà per sei incontri che ha tra gli animatori Paolo Cerini, un caro amico che conosco letteralmente da quando era un ragazzino.

Sono affezionato a questo racconto che non invecchia mai come la musica dei Beatles.