Relax intelligente

LeverattoSe non fosse per i saggi consigli di Carlo Boccadoro, non avrei scoperto questo libro di Piero Leveratto, (Con la musica – Ed. Sellerio) contrabbassista genovese e soprattutto grande cultore di musica di ogni genere.

Questo suo libro è la perfetta lettura ferragostana: storie brevi che puoi interrompere quando ti devi alzare dalla sdraio per fare un tutto o per andare a riempire la brocca d'acqua e che ti aprono orizzonti d'ascolto non banali suggeriti con aneddoti e arguzie intelligenti.

Il fatto che sia pubblicato da Sellerio con quella carta che solletica le dita è un piacere in più.

Buon sabato.

 

Vie di comunicazione

StradaPer la prossima conferenza sto riflettendo sul fatto che le strade si sono chiamate a lungo "vie di comunicazione": ma lo sono ancora?

La comunicazione è ancora legata allo spostamento?

O le strade comunicano una storia che è la somma dei racconti di chi le percorre?

I romani davano un nome alle strade per dare loro una vita autonoma, oggi hanno sigle o acronimi BREBEMI, A36, che forse rispecchiano che ben poco ci sia da narrare in uno sfrecciare veloce in terza corsia.

Se la strada è fatta solo per unire due punti distanti allora che sia un tunnel il più veloce possibile: meno distrazioni.

Se è inutilmente ingolfata come la strada da Desenzano a Salò ogni istante racconta dei nostri sbagli nella gestione del territorio, della pochezza degli amministratori, dell'assenza di una visione e di amore per la bellezza.

Senofonte e MarcoPolo non hanno raccontato solo i viaggi, hanno raccontato mondi che ciascuno ricostruiva nell'immaginario della propria fantasia ed è quello che ancora accade oggi, solo che i narratori sono diventati migliaia, decine di migliaia e scrivono, filmano, twittano scattano immagini che impietosamente dicono come stanno le cose.

C'è poco da stare allegri se Goethe diceva "Conosci la terra dove fioriscono i limoni?" mentre oggi i racconti in rete dicono "ma hai visto che scempio di capannoni".

L’attacco

Trovare l'inizio di una nuova conferenza è un'operazione difficile, tortuosa fatta a volte di molti tentativi e fallimenti.

E' come trovare "l'attacco" ad una parete da scalare: se non è quello giusto dopo qualche tempo ti rendi conto che non puoi proseguire e devi ritornare indietro, spostarti e trovare una nuova soluzione.

Nella ricerca dell'attacco, della metafora, del filo conduttore, vago tra i cespugli della rete a cercare l'indizio e spesso mi perdo tra filmati di YouTube e racconti di Wikipedia che mi spostano di qui e di là come le sirene di Ulisse.

Il segreto non è razionale, non so se accade anche agli scalatori ma a me accade, continuo a provare, non insisto, quando trovo il sentiero giusto, la via giusta, lo "sento" e finchè non accade l'aggancio è inutile insistere.

Devo parlare di una strada, di stonature e di intonazioni, di armonia e di funzione e come sempre ricorro alle metafore artistiche che mi sono più vicine, ai linguaggi in apparenza distanti dal tema ma proprio per questo forse quelli più giusti: come il sentiero più lungo a volte è l'unico che porta alla meta

 

Una montagna di buoni propostiti

SfondoscrivaniaSono stato a un passo dal chiudere questo blog: non lo aggiorno da quasi un anno.

Ero quasi deciso e poi ho passato in rassegna alcuni dei post più vecchi e poi dall'uno all'altro rendendomi conto che ci sono comunque 9 anni della mia vita, 9 anni di pensieri e di sensazioni che sono un'immagine tridimensiaonale di come sono fatto.

Sesto è certamente complice della decisione di non chiudere il blog ma, anzi, di riprendere a scriverci per sfuggire alla trappola degli altri Social Network così istantanei ed effimeri.

Per pensare ci vuole tempo ma soprattutto una condizione emotiva speciale che io trovo quasi esclusivamente qui.

Non è "calma": a volte, anzi, è il contrario. E' la sensazione di prendermi tutto il tempo necessario per lasciare che le idee vengano, si sviluppino, alcune si siedano e si riposino, altre invece si mettano a correre.

Anche per dare seguito ai buoni propositi ci vuole tempo ma me lo sto prendendo e la lista delle cose quotidiane da fare si esaurisce in fretta per lasciare il posto alle attività continuative più importanti a cui voglio dare seguito.

Mi basta guardare fuori per sapere come fare, in equilibrio tra il continuo mutare dei fiori sul balcone e la solidità delle rocce là dietro.