Tre anni dopo

Chissà per quale barbatrucco tecnologico è tornata nel mio aggregatore la notizia di un'intervista che ho dato 3 anni fa al Security Summit di Milano.

Non ho fatto caso alla data, mi pareva solo strano che citasse il mio blog su Noza24 che da tempo non tengo aggiornato.

Ho ascoltato l'intervista per essere sicuro di non aver detto castronerie e solo ora scopro che il tutto non era al Summit di quest'anno ma a quello del 2010: ne ricavo tre lezioni.

1-Le riflessioni di più largo respiro non scadono a breve come lo yoghurt

2-La rete è implacabile nel tenere traccia della tua "memoria"

3-Apri l'occhio! Se qualcosa non quadra fidati del tuo istinto animale.

Comunque per chi volesse controllare l'intervista è qui.

 

I temi della maturità sono un inganno o una realtà che non vogliamo vedere?

Ho letto tutte le tracce dei temi della maturità e li trovo tutti affascinanti: c'è Pasolini, la storia dal delitto di Sarajevo alle Brigate Rosse, c'è la ricerca scientifica, una citazione di Fritjof Capra: ma davvero i ragazzi della maturità di oggi sanno affrontare questi temi?

Ho l'impressione di un inganno: la scuola non mi sembra il luogo che alleva coscienze critiche, che stimola la curiosità, che incoraggia la lettura del nostro tempo ma poi per coprirsi le vergogne ecco che sceglie dei temi che vengono da un'altro mondo.

E' come se dopo averli fatti studiare (si fa per dire) con i flautini di plastica, alla maturità proponessero di scegliere tra tre esecuzioni di Brahms, Stravinski e Frank Zappa.

O forse la realtà è diversa: i ragazzi, NONOSTANTE la scuola, sono davvero capaci di svolgere questi temi perchè loro vivranno in un mondo senza frontiere, loro sanno i danni della società dei consumi e la smonteranno semplicemente senza rinfacciarlo a noi padri. Sono curiosi del presente senza doverlo leggere sui libri perchè loro sono il presente e capiscono l'ecologia meglio di chi ha creduto nella chimica e nel potere salvifico del moplen e del napalm.

Li vedo alla Scuola di Musica, li vedo al teatro di Viandanze, li ho visti a Mezzogiorno in Famiglia e li vedo su Facebook: vedo conformismi e banalità ma anche solidarietà, voglia di amicizia, vedo impegno, dedizione, allegria intelligente.

Spero che tanti abbiamo fatto bene con la prova di italiano per dimostrare che c'è una realtà che non vogliamo vedere solo perchè la gerontocazia ha un solo modo per mantenersi: rendere impossibile l'accettazione che un ragazzo sappia il fatto suo.

Avrei scelto questo tema e non è detto che…

GigidesertoSecondo me il tema della maturità sul "viaggio" e "lo straniero" è affascinante, lo avrei scelto senz'altro anche perchè dopo le mie ripetute visite a Trieste e Gorizia, dove il confine si sente nell'aria, mi rendo conto che sono nato qui in un paese di frontiera che un colle separa da un'alrta nazione ma che quel confine non passa nelle lingue e nella vita di tutti i giorni.
Ascolto musica "di frontiera" perchè sto cercando di capire se ci aiuta a cancellarla nei nosti cuori la frontiera che ci impedisce di immaginare un futuro diverso.
Intanto mi trascrivo tutta la traccia e mi leggerò Magris.
Non c’è viaggio senza che si attraversino frontiere – politiche, linguistiche, sociali, culturali, psicologiche, anche quelle invisibili che separano un quartiere da un altro nella stessa città, quelle tra le persone, quelle tortuose che nei nostri inferi sbarrano la strada a noi stessi.
Oltrepassare frontiere; anche amarle – in quanto definiscono una realtà, un’individualità, le danno forma, salvandola così dall’indistinto – ma senza idolatrarle, senza farne idoli che esigono sacrifici di sangue.

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