La finzione del tempo e dello spazio

Ieri ero in Rai per la registrazione delle due puntate pasquali di Mezzogiorno in Famiglia e, ovviamente dovevamo fare “come se fosse” Pasqua.
Amadeus e gli altri conduttori salutavano gli ascoltatori con auguri calorosi e anche gli interventi da Desenzano e Cefalù, registrati martedì, simulavano la medesima situazione.

La cosa curiosa è che dopo due ore mi sono dovuto sforzare di chiedermi: ma oggi, che giorno è?
La finzione dello studio, condita con l’emozione intensa del gioco, aveva spostato l’asse del tempo e delli spazio, ero in un “posto” il giorno di Pasqua.
Non sono un grande esperto ma credo si possa dire che ho vissuto un’esperienza “alienante” che mi ha portato a vivere come fosse vera una situazione non reale?
Ma che certezza ho che per dire che non fosse “reale”?
Era tutto assolutamente vero per quanto ci riguarda.
Che pillola vuoi, la rossa o la blu?

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Tav e il pensiero a lungo termine

Dai tempi del lavoro non venivo a Roma assiduamente e queste quattro settimane di giochi on tv mi hanno obbligato a fare il pendolare come una volta.
Devo dire che i collegamenti in treno sono stati una sorpresa positiva e un’immagine di come, nonostante mille difficoltà, si facciano passi avanti,
Guardavo stamattina le migliaia di persone che affollavano la stazione Termini e la fila dei treni rossi e argento che in tre ore collegano i centri delle città: per un paese stretto e lungo come il nostro un bel cambiamento.
Non sono un amante della velocità e non la ritengo un valore, e forse invece che TAV, Treni ad Alta Velocità, li chiamerei, TMTV, Treni con il minor Tempo di Viaggio, oppure TAP, Treni ad Alta Possibilità di spostarsi, di avere il tempo di godersi la meta.
Non amo i luddisti No-Tav, si sa, una giusta vigilanza ecologica nasconde una reale incapacità di pensare a lungo termine, presupposto indispensabile proprio al pensiero ecologico, di immaginare come un intero paese debba evolvere per orientare il progresso senza farsene travolgere.
Si si i problemi sono altri, e i pendolari che hanno treni catorcio, e gli sprechi delle ferrovie e…tutto vero ma lavorando in Sardegna con il Prof. Zanella ho imparato la difficoltà e l’importanza del pensare a lungo termine, il bisogno di tenere lo sguardo dritto all’orizzonte.

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