Fare scuola in modo diverso si può

LussaLo avevamo detto, progettato e realizzato 18 anni fa con il progetto Onde: si può fare scuola in modo diverso, si DEVE se vogliamo dare un futuro ai nostri figli e le tecnologie dell'informazione permettono di ripensare il modo di fare scuola, sia nei grandi istituti che nei piccoli centri, consentendo anche alle piccole scuole di fare cose incredibili.

Oggi Quinta mi ha invitato a visitare il liceo Lussana a Bergamo (invitato è un eufemismo, mi ha detto "devi assolutamente venire a vedere" e se lo dice lui bisogna credergli) e ho visto realizzato di nuovo quello che qui è stato pian piano smontato da chi resiste al cambiamento.

Come se l'innovazione avesse un'urgenza vitale propria che, uccisa in un punto, la fa spuntare più forte di prima in un altro punto.

Partiti da un altro punto di vista, quello della didattica cura (noi eravamo più interessati all'impatto sociale dell'apprendimento) siamo arrivati alle medesime soluzioni, come due montanari che arrivano allo stesso rifugio partendo da approcci e con sentieri molto diversi.

 

Q1Ho visto aule dove i ragazzi non hanno libri tradizionali, ma solo iPad, e dove l'interdisciplinarietà degli insegnanti incoraggia il lavoro di gruppo.

Ho visto eBook prodotti al posto delle ricerche tradizionali, ho visto ragazzi che non cazzeggiano, che interagiscono, curiosi, a loro agio con i visitatori e se interrogati rispondere con grande tranquillità e proprietà di linguaggio.

Ho anche scoperto che Quinta è il Presidente di un'associazione che si chiama Impara Digitale che sostiene queste iniziative.

InterrrHo visto la presentazione di una relazione sul clima e l'impatto dei gas serra, da parte di tre ragazzi di una prima classe mentre gli altri prendevano appunti.

Mi ero messo in fondo all'aula apposta per vedere cosa succedeva in classe con tanti tablet: non ho visto nessuno giocare a solitario o vagolare in internet o su Facebook.

Merito del lavoro in team e della logica della collaborazione tra pari che motiva senza bisogno di continui richiami.

 

 

GuidiL'anima del progetto è Dianora Bardi, un'insegnante di lettere che con determinazione ha sviluppato il progetto e oggi ne racconta i modi e i successi illustrando dati e metodologie: valutazioni e confronti con classi "tradizionali", esami di allievi che da due anni non usano libri di testo che arrivano alla maturità con una commissione tradizionale, con gli stessi compiti degli altri, che superano l'esame con sei punti di media più degli altri.

La prof. Bardi ci racconta del metodo, del ruolo determinante della progettazione didattica e di quello importante ma secondario della tecnologia: la tecnologia rende possibile una visione.

Oggi ci sono 9 classi che seguono il nuovo approccio (che tra l'altro ci allinea con gli standard europei) e l'effetto su tutta la scuola è evidente: iscrizioni raddoppiate, attenzione e reputazione che attirano collaborazioni, sponsor, opportunità.

Un cambiamento che si estende, che pone sfide organizzative non da poco, ma che non spaventano, grazie anche al fatto che, mi diceva Damiano, c'è un preside che ha una capacità di motivare, innovare e gestire straordinaria.

Manderei certamente qualce amico insegnante titubante a visitare il Lussana e a parlare con la prof. Bardi, ci manderei anche qualche insegnante sfiduciato sulla possibilità di cambiare e quelli che "vorrei ma non so da che parte partire".

Intanto ho invitato il Quinta a visitare la Scuola di Musica dove, con un altro percorso, stiamo facendo le stesse cose e sperimentiamo modi che funzionano nella scuola, nella comunità o in un'impresa con i medesimi effetti positivi.

 

 

 

 

Thank You Dave

T5E' morto Dave Brubeck, un grande musicista.

Il suo Take Five era la sigla dei Tagliapietre, il complesso dove ho cominciato a suonare,  tutte le sere in apertura lo eseguivamo, presentandoci e augurando buona serata a tutti.

Quel brano era la nostra bandiera, la dichiarazione che non avremmo fatto musica scadente, ma anche nelle scelte semplici ed orecchiabili avremmo cercato la qualità che Brubeck aveva portato assieme al suo quertetto.

Il loro album dal vivo lo avrò ascoltato centinaia di volte e ancora oggi lo trovo superlativo.

Ho anche un album dei violoncellisti dell'università di Yale che esegue una suite composta da Brubeck ed è musica completamente diverse, dolce, a volte malinconica ma sempre avvolgente.

Grazie di tutto Dave Brubeck, ti restituisco la tua sigla per un nuovo inizio.

"Signore e signori buonasera, i Tagliapietre vi danno il benvenuto a questa serata …"

 

 

 

 

Grilleide

Ho guardato alcuni degli spot autoprodotti per le primarie, anzi "parlamentarie" del Movimento 5 Stelle, ed è una fatica sconsolante: più di sei non sono riuscito a guardarne.

Non commento la rozzezza stilistica o l'utilizzo dei mezzi, è la stessa differenzaa che passa tra "Autoscatto" e Playboy, ma è deprimente il vuoto, la genericità delle proposte, il qualunquismo strisciante che abbiamo già caramente pagato con l'approccio leghista, certo sono meno rozzi ma lo sfondo è lo stesso.

E' questo lo specchio dell'Italia che voterà nel 2013? Scilipoti che diventa "sistema"?

Ci sono mille critiche da fare ai partiti tradizionali, ci sono quelli che hanno allevato ladri affaristi e puttanieri, quelli che si sono chiusi in sette oligarchiche, quelli che hanno fatto del bizantinismo il loro modo di fare, quelli che si sono sempre opposti ma un briciolo di cultura politica ancora la si vedeva.

Le impietose interviste delle Iene hanno reso evidente l'incultura dei parlamentari attuali, ma almeno, come dire…, lo abbiamo scoperto dopo, qui il gioco è al rovescio: votami per la mia banalità, sono come te, mediocre e quindi non pericoloso.

Mi viene in mente il libro di Luca Sofri "… eleggiamo persone mediocri perchè pensiamo di poterle controllare, non eleggiamo i migliori come fanno altrove".

La rete è una gran cosa, permette a tutti di esprimersi, di poter far conoscere la propria opinione, di dare voce a chi altrimenti non l'avrebbe: ma non garantisce che siano cose sensate e che su di esse si possa costruire il governo del paese.

 

Sistemare la legna per l’inverno

SestoAutunno08 57Stamattina ho sistemato la legna per la stufa che ho in cucina: in fretta in fretta prima che piova!

Quando sono a Sesto mi piace vedere la legna ben ordinata in fianco alle case, squadrata come fossero mattoni lego, interrotta di tanto in tanto da pezzi messi in senso opposto per assicurare che l'insieme non cada al primo pezzo che togli.

Un lavoro semplice, antico, che prefigura il tepore che avrai all'interno.

Sistemare la legna immagino sia come aver portato il frumento nel granaio: per quest'anno l'abbiamo "sfangata".

Baccalà ripieno

BaccaIl premio per una intensa sessione di lavoro: l'esclusivo baccalà ripieno di Marina.

Ricetta rara di un piatto povero che diventa principesco arricchito dal buon vino della Capuzza, dalla polenta di Storo e di amici allegri.

Che dire delle verdure stufate? E del semifreddo ai marron glaceés?

Brava davvero.

Che belle lezioni!

Lorenzo e Simone, due grandi amici mi hanno affiancato oggi in un lungo meeting sulla gestione delle risorse umane: che bravi, che grande umanità ed esperienza hanno saputo condividere!

Come quella canzone di Mina

I sostenitori di Renzi mi pare abbiano perso un'ottima occasione di stare zitti.

Le frasi, le polemiche, i polveroni non hanno fatto altro che avvantaggiare l'antagonista facendolo apparire pacato e rispettoso ed il proprio candidato "peggio di un bambino capriccioso" che la vuole sempre vinta, come dice la canzone di Mina.

Una débacle della comunicazione, io avrei cambiato scelta di voto se fossi andato a Brunico a farlo.

Gli auguro di riuscire a riflettere sulla seconda parte della canzone: "al momento giusto, tu sai diventare un'altro…."

Lezione privata

Prima di andare a letto, Carlo mi ha fatto ascoltare una delle tante "rarità" che aveva portato con sè per la serata d'ascolto: una riedizione del disco di Mauro Pagani.

Lo abbiamo ascoltato sul mio stereo e Carlo me ne ha guidato la comprensione: un raro privilegio una "lezione privata" così

Storia della musica e musica della storia

Carlo boccadoro ha tenuto una lezione davvero speciale parlando degli Area e di Demetrio Stratos contestualizzandone la musica in quegli anni di sconquasso.

Chi, come me, ricorda quegli anni non ha solo ascoltato della musica straordinaria ma ha rivissuto il film dell'epoca, ha ricordato le tensioni i disagi, le speranze, le paure.

Chi non c'era, come i ragazzi di Officina che ascoltavano la lezione di Carlo, hanno avuto un dono prezioso perchè non credo nessuno abbia mai detto loro cosa furono gli anni '70 e se non sai da dove vieni è difficile capire l'oggi.

Ma soprattutto è stata una lezione di come una musica puà raccontare un tempo, un epoca storica, un clima che tutti abbiamo respirato e la narrazione è così densa di emozioni che la musica ne rievoca i battiti ad ogni ascolto.

E' musica che racconta, musica della storia.