In poche parole

L’innovazione non è l’adozione di tecnologie. La riorganizzazione non è
l’abbassamento dei costi. La leadership culturale è la trasformazione
dell’azienda fondata su una grande visione e un’ottima capacità di
cogliere le opportunità offerte dalla tecnologia per realizzarla.

Come al solito, Luca De Biase sintetizza in modo mirabile.

Il dono di capire la musica del nostro tempo

13CorsoComposizioneLocandinaA3autoriCon la lezione su John Cage, inizia sabato mattina il corso del maestro Boccadoro sull'ascolto musicale.

Se volete farvi un bel regalo per Natale, spendendo una cifra più che ragionevole (45€ per un ciclo di tre lezioni come uditore) questa è l'occasione giusta: cosa c'è di più illuminante di capire la musica del nostro tempo.

Se poi volete regalare la partecipazione a una persona che vi sta a cuore, alla segreteria della Scuola trovate le Gift-Card da personalizzare.

Potete prenotarvi sulla pagina Facebook dell'evento, telefonare, o inviare una mail a segreteria@scuoladimusicadelgarda.it

 

Un esperimento importante

TognolaDopo la due giorni di prove d'orchestra in cui abbiamo verificato la rispondenza sonora dello spazio (con i commenti soddisfatti di chi ha suonato), è in corso ora un nuovo importante test.

Stefano Castagna con la band di Paolo Tognola sta sperimentando una registrazione quasi "live" che si completerà con un live vero e proprio con tanto di pubblico. (dovrebbe essere in corso proprio adesso)

Stiamo cercando una risposta concreta a molte domande tecniche sulla qualità della registrazione, su come dare opportunità effettive ai gruppi emergenti di come realizzare prodotti sonori e visuali impeccabili a un costo abbordabile.

Nei prossimi giorni valuteremo con Stefano i risultati effettivi e proveremo a declinare "cosa abbiamo imparato".

Non è la ricerca del Bosone di Higgs ma è comunque una ricerca importante per la musica e per i tanti artisti del mondo DOC (e non solo)  per i quali la stiamo svolgendo.

Multimusica

FiatiMentre al piano di sopra erano in corso le prove d'orchestra e nell'aula accanto c'era una lezione di pianoforte, i quattro insegnanti di strumenti a fiato stavano provando un brano assieme.

La giornata di venerdì è stata tutta così: musica di ogni genere in diversi momenti, un rimbalzare di suoni e strumenti.

E' proprio così che vive quel posto speciale.

No che non va bene, ci sono dei naufraghi

Qualcuno pensa che la "sparata" berlusconiana sarà un ulteriore elemento che spingerà alla vittoria il centrosinistra quasi che il "tanto peggio, tanto meglio" sia un approccio su cui fare affidamento.

Da quello che leggo credo invece che siamo di fronte a un fatto molto grave e preoccupante dove gli interessi di parte prevalgono sul senso collettivo e dove alla serietà di cui 'c'è estremo bisogno si contrappone il populismo che fa leva sugli istinti bassi piuttosto che sulla ragione.

Non è un colpo al Pdl, e quindi un vantaggio per il centrosinistra, è un danno alla dialettica, alla democrazia rappresentativa: come potranno sentirsi rappresentati quegli elettori moderati, laici, liberisti che non sono dei baciapile da UDC (ma nemmeno vedono di buon grado la sinistra) e che hanno sperato di vedere il Pdl tornare ad essere un partito vero, dove scegliere i rappresentanti, dove votare, come ha detto qualcuno, significa non avere vergogna dei propri candidati.

Non va bene che ci si dimentichi come siamo arrivati alla crisi che ci attanaglia, non va bene che ci si dimentichi di puttane e minorenni, di ruberie e scandali, non va bene che non si tenga conto del prestigio appena faticosamente ricostruito a livello internazionale e non va bene che si affossi una legge elettorale che restituisca, almeno in parte, ai cittadini la sovranità di decidere chi li rappresenta e nel contempo una maggioranza che possa governare.

Non va bene che le alleanze siano ancora tra i "basta tasse" e i "fora i teroni dal nord" che fanno da specchio, guarda caso, ai demagoghi dell'ultimo minuto, che riportano indietro di decenni il livello della discussione politica e il rispetto delle istituzioni.

Le primarie del PD erano state una dimostrazione oggettiva di un percorso possibile per la democrazia di ritrovare i propri capisaldi, a sinistra e a destra indistintamente, e anche le primarie del M5S vanno nella medesima direzione.

Buttare all'aria il tavolo del dialogo, per riproporre un modello in cui il capo decide chi vuole lui è un danno per tutti, anche se, come spero, perderà perchè comunque in parlamento siederanno rappresentanti non di cittadini ma di un misero caudillo a cui sarà impossibile partecipare all'elaborazione di un progetto collettivo che anteponga il bene comune alle faccende personali.

Non va bene e non vedo ergersi a destra una voce che dica: adesso basta. Non vedo il decoro e la compostezza mettere da parte la cialtroneria e se ripenso a quegli uomini di destra con cui ho dialetticamnete dialogato, con cui ho collaborato in consiglio comunale avendone e guadagnandone il rispetto, ho grande compassione per loro.

Li vedo come naufraghi impossibilitati a salire su una barca di briganti.