Andrea e Milena: bel suonare

Schermata 2012-10-31 alle 02.18.16Mi sono proprio goduto la musica stasera: flauto e chitarra erano proprio ben dosati e i brani che hanno proposto erano proprio tranquili e facili da seguire.

Molto bravo Andrea Sciola a raccontare e spiegare sia i brani che la sua vita di musicista in Germania e soprattutto a dare ulteriore senso alla piacevolezza del suonare con gli altri.

 

Cosa ci insegnano i genitori

MammaOggi, al termine della cerimonia,  ho ricordato mia mamma così:


Cosa chiediamo a un genitore?

Infinite domande da piccoli: perché mamma? Perché?

Profonde domande quando diventiamo genitori noi stessi: ma tu come hai fatto? com'ero io da piccolo?

Noi tre fratelli abbiamo avuto una grande fortuna: una mamma che é vissuta quasi un secolo, che ha vissuto intensamente ogni attimo e ha avuto una lunga storia da raccontarci.

Ci ha nutrito soprattutto di esempi e di racconti, qui le chiameremmo parabole, lezioni di vita apprese dalla vita stessa.

Ci ha raccontato l'amore per nostro padre come prima risposta al perché più grande: che senso ha la vita?
Ha il senso che dá l'amore "Io e tuo papá ci bastavamo, mi disse un giorno" e non é il bastarsi del poco, ma quello dell'abbondanza: l'amore che basta e avanza.

Ci ha raccontato la giustizia, delle parti uguali, c'erano momenti in cui ci vestiva in modo identico, io lo detestavo perché volevo essere unico, lo stesso, credo, i miei fratelli.

Senza bisogno di dire nulla lei lo capí che la giustizia non é dare a tutti la stessa cosa ma dare a ciascuno ciò che é importante per lui, una fetta di torta o il tempo di una chiacchierata.

Ci ha raccontato la parsimonia di chi ha vissuto i bombardamenti e la disponibilità di chi ha imparato da bambina la sacralitá dell'ospite a cui offrire un caffé o un piatto di canederli, l'accoglienza della porta aperta e la condivisione di ogni piatto buono con i vicini.

Di sicuro ci ha trasmesso la sua tenacia austro ungarica, la determinazione del fare ciò che va fatto e il  giusto compromesso fatto per "amor di pace" una ragione più che valida per chi ha conosciuto la guerra.

Mi aveva fatto promettere che finché ce l'avesse fatta, sarebbe rimasta nella sua casa, accudita dagli amici e dai vicini, voleva farcela da sola per dignitá, sapeva di poter contare sulla rete di solidarietá che aveva costruito attorno alla sua casa.

Solidarietá vera, che ogni mattina ti chiede "come stai?", "hai bisogno di qualcosa?", fatta di segnali amorevoli , la tapparella alzata che vuol dire "sono sveglia",  una cartolina sullo zerbino dice "sono uscita a far la spesa".

Solidarietá che ti fa sentire utile e importante.

"Vorrei guarire" diceva, pensando che l'etá fosse una malattia da cui curarsi per tornare a 91 anni ad agire e muoversi come quando ne aveva 22.

Glielo chiesi esplicitamente diversi anni fa, quando cominciai a sentire io stesso  i primi turbamenti dell'invecchiare, "quanti anni ti senti dentro, mamma, a che etá si é fermato il tuo tempo interno" e lei rispose senza esitare "22 anni", era quella la sua etá senza tempo, che chi l'ha conosciuta, percepiva.

Un piccolo miracolo: una ragazza di 22 anni con 70 anni in più di esperienza!

Negli ultimi tempi  diceva spesso"sono stufa!" ,"a cosa serve tirare in lungo cosí?" e chi é stato con lei e le ha parlato anche il giorno prima che morisse, conosce la risposta: il nostro esempio, le nostre parole, e più spesso il nostro ascolto, servono agli altri.

Abbiamo un compito indispensabile di cui siamo artefici sensa sapere esattamente chi ce lo ha affidato: siamo in missione per conto della vita.

E questa è la sua ultima lezione, la più bella,  l'ho ascoltata in questi giorni nelle persone che sono venute a salutarla per l'ultima volta: mamma Wilma ha donato un pezzo di sé a ciascuno di loro perché la sua storia non finisce e continua a vivere nel loro ricordo.

Siamo sempre presenti con il nostro racconto nel cuore di chi abbiamo amato.

Amen.

Che musica stasera?

Una giornata piena di emozioni, di abbracci e lacrime, di compostezza e ricordi e ora mi serve una musica adatta che mi faccia compagnia.

Mimmo mi ha dedicato il Deutsches Requiem di Brahms: perfetto per compostezza e profondità.

Io però credo che il racconto di oggi sia racchiuso nella bellezza sublime del finale della Sinfonia numero 9 di Mahler, in quel passaggio impercettibile tra il suono e il silenzio, tra la vita e la morte.

E' accaduto così e nella sua pace profonda è racchiuso il senso della vita.

Un posto speciale

Che meraviglia! Venire accolti da Alberto che suona Ravel su uno Stainway gran coda.

La bellezza del suono che esce dalla scuola fa sembrare belli anche i rumori delle officine qui intorno

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Inviato da iPhone

La Ferrari del pianoforte

SteinwayOggi alla Scuola di Musica hanno portato due pianoforti Steinway, veri gioielli del suono.

C'è un "gran coda" nell'atrio e un mezza coda in teatro per l'esecuzione di stasera.

 

Che dire: è come vedere da vicino una Ferrari ed ascoltarne anche il rombo.

Bicchieri mezzi pieni e mezzi vuoti

Bicchiere "mezzo pieno":

Finalmente in Comune stabiliscono dei principi di trasparenza prima di
assegnare contributi alle associazioni che operano nel territorio.

Un buon segno

Bicchiere "mezzo vuoto"

La visione assistenzialistica serpeggia (tutti i punti in più vanno in
quel senso), più fondi allo sport che alla cultura, nessuna visione
proposta (dite voi associazioni cosa volete fare e poi decidiamo), tra
le condizioni di erogabilità manca un minimo di uno o due anni di
esistenza nel territorio, per evitare i furbi dell'ultimo minuto, e il
rispetto della legalità per

evitare che le associazioni siano un trucco per non pagare i contributi.

E' vero che c'è scritto che il bando è "in via sperimentale", chissà
che non convochino anche le associazioni per chiedere un loro parere,
per chiedere di cosa avrebbero bisogno, che difficoltà incontrano, cosa
potrebbero fare assieme ed è vero anche che, come sempre si fa nelle
leggi italiane si stabilisce un principio "forte" nel primo comma (i
destinatari sono le associazioni e gli enti iscritti nell'albo del
Comune) e poi nel secondo comma lo si contraddice riaprendo la porta
alla discrezionalità ( in casi particolari, adeguatamente motivati, la
concessione dei contributi può essere disposta anche a favore di enti
che non sono inclusi nel registro).

Tutto sommato preferisco
tenermi il bicchiere mezzo pieno, almeno c'è un punto da cui iniziare a
dialogare e sono convinto che quello che c'era nel programma del Sindaco
sia condivisibile e vada messo in pratica

 

Un mixer analogico AMEK 2500 alla Scuola di Musica: una fotostoria

Mix9Stefano, grande esperto di suono e di qualità sonora ci ha trovato un mixer analogico che giaceva inutilizzato in uno studio di registrazione a sud di Mantova e da settimane siamo al lavoro per organizzare la logistica di come andarlo a prendere e portare al primo piano della scuola dove stiamo costruendo la regia del teatro.

L'oggetto è un AMEK 2500 analogico a 48 canali di dimensioni ragguardevoli è lungo 3 metri e pesa quasi 500 kili ma soprattutto è una straordinaria macchina per registrare il suono.

 

Mix13Stamattina di buonora, la squadra dei papà e degli amici è pronta per andare a prenderlo armati di furgone a pianale lungo e transpallet.

 

 

 

 

 

 

Mix11Serve ovviamente un piano "strategico" per caricarlo viste le dimensioni e il peso e l'esperienza di Giancarlo e di Alberto si fa subito preziosa.

 

 

 

 

 

 

Mix12Ci vogliono tutte e dodici le braccia per caricarlo ma alla fine ci si riesce, e in mezz'ora siamo già pronti per tornare.

Un brividino: nel salire la rampa il furgone arretra pericolosamente e si ferma a due centimetri dal muro!

 

 

 

 

Mix10Alla scuola ci aspettano Stefano e Christian perchè l'idea è di smontarlo per alleggerirlo altrimenti è impossibile portarlo su.

 

 

 

 

 

 

Mix8Un primo consulto

 

 

 

 

 

 

 

Mix6Uhmmm c'è poco da fare, anche smontando le schede di canale il peso è nel cablaggio interno che è impossibile toccare.

 

 

 

 

 

 

Mix5Serve un "piano B", anche perchè c'è il rischio che piova e bisogna trovare una soluzione in fretta.

Una gru? … un muletto?… Già, un muletto!

Misuriamo le altezze e mentre Giancarlo e Alberto smontano la ringhiera per ridurre l'altezza, andiamo a chiedere aiuto ai vicini dell'officina.

 

 

 

 

Mix4Controlliamo la distribuzione del peso, verifichiamo che possa scivolare una volta arrivato in alto e andiamo.

 

 

 

 

 

 

Mix3Con precisione millimetrica (al primo tentativo non passa per un centimetro!) il mixer è al piano e ora si tratta di farlo scivolare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mix2Giancarlo e Davide hanno preparato le assi e le funi per tirarlo all'interno e il transpallet per facilitare l'operazione.

Oramai ci siamo!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mix1E' fatta!

Il mixer è nel suo posto provvisorio ma comunque è vicino al palco per cui si potrà usare anche se la regia richiederà ancora qualche tempo.

Brindiamo per ringraziare chi ci ha aiutato a dotare la scuola di un oggetto così speciale.

Stefano già sta pensando di…