A parte qualche pomposità giornalistica nei titoli, l'annuncio che Science pubblica un articolo che parla di nuovi innesti artificiali nel DNA, mi sembra davvero interessante.
Piccoli piaceri
Mi ero ripromesso di fare delle cose ma poi la musica dei Fourplay che doveva essere solo di sottofondo ha preso il sopravvento e, complici le due splendide casse JBL appena "restaurate", mi godo questo bel suono rotondo e presente.
Per chi non li conosce, un paio di link, tanto per gradire : qui un video con Lee Ritenour alla chitarra, qui uno con Larry Carlton e qui uno con Chuck Loeb. Se vi piace questo bel jazz-fusion continuate pure la ricerca su You Tube, ci sono decine e decine di cose da ascoltare.
60!
Oggi ho ritirato in edicola il sessantesimo DVD della collana De Agostini dei grandi concerti presentati da Carlo Boccadoro.
Mi guardo la collezione ora completa come guardavo l'album a cui hai attaccato l'ultima figurina che mancava.
Nostalgia del NAB: Padcaster
Il NAB è la fiera più importante sulla tecnologia televisiva, ci sono stato un paio di volte in passato e ne conservo un bellissimo ricordo: un bambino nel paese dei balocchi.
Non ho mai avuto occasione di sviluppare attività interesanti per l'azienda ma ho imparato un sacco di cose sul mondo televisivo e ogni volta tornavo con "giocattoli" affascinanti come i primi software di montaggio video a basso costo, le prime macchine fotografiche "video/digitali".
Curiosando cosa bolle in pentola al NAB di quest'anno ho trovato il Padcaster una semplice cornice di alluminio con un guscio che permette di montare un iPad su un cavalletto, collegargli un'ottica da telecamera et… voilà.
Legalitu
L'avevo visto ieri sera ma non c'era abbastanza luce per fotografare e allora stamattina prima di andare a Verona sono ripassato nella zona dove sono installati gli spazi per la propaganda elettorale.
Vedere i manifesti di affissione abusiva da quelli che parlano di legalità, rispetto, ordine, sobrietà mi suona così "storto" che mi pare siano l'esempio di chi la legalità la proclama ma se ne autoesonera, la fa valere come "legali-tu" più che legalità.
Ed era già accaduto con la raccolta delle firme e ora si perpetua con altre forme di non rispetto delle regole.
Piccolezze? Forse, ma con la legalità non si dovrebbe scherzare o transigere, altrimenti ognuno ha buone scuse per per farla cadere sugli altri .
Già immagino l'obiezione: "sono i ragazzi che attaccano i manifesti che non sono attenti"(chissà poi perchè questi ragazzi non dovrebbero sapere cosa devono fare oppure essere così mentecatti da non saper riconoscerelo spazio loro assegnato) ma non la trovo lecita, se hanno sbagliato li si manda a staccare i manifesti, almeno per evitare la figura dei trasgressori con quella banda di traverso che disonora.
Da solo?
Stronzate
In uno slancio di sincero affetto, ieri Fabio Koryu Calabrò mi ha regalato un illuminante libretto: Stronzate di Harry G. Frankfurt, un saggio che fa il pari con l' "Allegro ma non troppo" di Carlo Maria Cipolla che ci ha dischiuso la comprensione della differenza tra la persona intelligente e il cretino.
Frankfurt è un eminente filosofo morale che insegna all'Università di Princeton e questo testo, che si legge in un'ora (ma che fa poi riflettere ben più a lungo! ) ha tutto il rigore metodologico e scientifico di uno studioso serio.
Appunto qualche passaggio particolarmente utile alla comprensione di cosa si possa definire una "stronzata" rispetto a una menzogna o anche solo a una sciocchezza.
– La stronzata è una falsa rappresentazione ingannevole, dei propri pensieri, sentimenti e atteggiamenti
– Con le stronzate un oratore vuole comunicare una certa impressione di sé
-E' l'assenza di un legame con un interesse per la verità, l'indifferenza per come stanno davvero le cose, che è essenziale per la definizione di stronzate
– L'essenza delle stronzate non è di essere false, è di essere finte
– Dire una bugia è un'azione con un fine preciso, il bugiardo non può non preoccuparsi dei valori di verità: per inventare qualunque bugia , deve credere di sapere cosa è vero
– chi racconta stronzate non è né dalla parte del vero né dalla parte del falso. I suoi occhi non sono rivolti ai fatti, non si preoccupa che le cose che dice descrivano correttamente la realtà. Le sceglie, o le inventa, perché si adattino ai suoi scopi.
– Le stronzate sono un nemico della verità più pericoloso della menzogna
– Le stronzate sono inevitabili ogni volta che le circostanze obligano qualcuno a parlare senza sapere di cosa sta parlando
– La produzione di stronzate è stimolata ogniqualvolta gli obblighi o le opportunità di parlare di un certo argomento eccedono le conoscenze che il parlante ha dei fatti rilevanti attorno a quell'argomento.
– C'è la diffusa convinzione che in una democrazia ogni cittadino debba avere un'opinione su tutto. L'assenza di qualunque legame significativo tra le opinioni di una persona e la sua comprensione della realtà avrà conseguenze ancora più gravi.
– Come esseri coscienti esistiamo solo nella nostra relazione con le altre cose, e non possiamo in nessun modo conoscere noi stessi senza conoscere quelle.
Una buona sintesi del tema la offre Umberto Eco nella sua recensione al libro in cui conclude :
"Quello che caratterizza la stronzata rispetto alla sciocchezza è che essa è una affermazione certamente errata, pronunciata per far credere qualcosa di noi, ma chi parla non si preoccupa affatto di sapere se dice il vero o il falso. "Quello che di sé ci nasconde chi racconta stronzate, è che i valori
di verità delle sue asserzioni non sono al centro del suo interesse.". Affermazioni del genere fanno subito rizzare le orecchie, e infatti Frankfurt conferma i nostri peggiori sospetti: "I campi della pubblicità e delle pubbliche relazioni e quello, oggi strettamente correlato, della politica, sono pieni di stronzate così assolute da essere diventati ormai indiscussi paradigmi del concetto". Il fine della stronzata non è neppure quello di ingannare su degli stati di cose, è quello di fare colpo su uditori dalle scarse capacità di distinguere il vero dal falso – o anch'essi disinteressati a queste sfumature. Credo che chi pronuncia stronzate confidi anche nella debole memoria del suo uditorio, il che gli consente anche di dire stronzate a catena che si contraddicono tra loro: "Il produttore di stronzate cerca sempre, in un modo o nell'altro, di passarla liscia" "
Adesso capisco perchè mi danno tanto fastidio alcuni dei testi che sto leggendo in campagna elettorale: sono un concentrato di stronzate.
Gerontocrazia
Questa sera ho ricevuto un pieghevole con i candidati della lista civica "Comune Amico" e, a parte una grafica davvero difficiele da leggere, mi ha colpito l'età dei candidati: 11 su 16 hanno dai 58 anni in su.
Ho provato a confrontare il dato con un paio di altre liste che avevo in casa e ne esce un raffronto interessante tra la gerontrocrazia della lista di Comune Amico, la caratteristica dei 30/40 dei grillini, il peso della mezza età del PD all'opposto della lisa Aria Nuova.
Ho anche cercato in rete le altre liste ma ci sono solo i nomi e non le date di nascita (e questo meriterebbe qualche commento ma… lasciamo stare).
Tornando a queste quattro ci sono due dati interessanti:
Età media: Comune amico 57,9 PD 52,7 – 5 Stelle 44,3 – Aria Nuova 41,9
Presenza donne (su 16 candidati) : Comune amico 4 PD 4 – 5 Stelle 2 – Aria Nuova 8
16 anni di età media di differenza tra le due liste agli estremi sono tanti, anche se forse dovrei andare a vedere quanto sia "mediamente vecchia" la popolazione di Desenzano ma ancora più sorprendente è l'assenza di donne tra i grillini come se fosse lo specchio di una generazione di maschi "sessantottini" che ancora non l'hanno mandata giù.
Al di là di queste mie frettolose considerazioni mi piace notare come tra realtà dei fatti e proclami di alcune di queste liste ci sia una tale stridente distanza che sconcerta.
Due su tutte: la lista di Comune Amico si scaglia contro gli "interessi speculativi" dimenticando che hanno amministrato il comune negli ultimi cinque anni e quanto a interessi speculativi che hanno tollerato bisogna stendere un velo bello pesante, i grillini che hanno fatto il copia-incolla di un programma nazionale senza rendersi conto che sono frasi senza senso applicate a Desenzano "potenziando i mezzi per utenti pendolari" ( pendolari? ) "rendendo pubbliche le proposte di legge prima che siano votate" (il comune non fa leggi).
Siamo destinati a essere governati da vecchi, brontoloni, che parlano anche a vanvera?
Oggetti in via di estinzione
Mi serve un nuovo amplificatore, quello che ho (riciclato dal salotto) perde i colpi.
Per un po' mi sono cullato con l'idea di prendere un ampli a valvole, anche cinese su prezioso consiglio di Enrico, ma poi riflettendo meglio sul mio tipo di ascolto, e sulla reale collocazione dell'oggetto, mi son detto che un semplice amplificatore integrato, senza sintonizzatore, senza effetti, e prese AV è quello che mi serve.
Oggi ho fatto un primo "assaggio" nei negozi qui attorno (Trony e d Euronics) per scoprire che gli amplificatori sono oggetti in via di esinzione: televisori in quantità, boom boom box di tutte le forme, home cinema, microintegrati a riempire due scaffali… e tre soli amplificatori con tanto di cartello "saldo".
E' uno specchio del mercato della musica, che spinge alla grande quantità (ipod e cuffiette per intenderci) o all'estrema sofisticazione e costo degli impianti da audiofili lasciando un "buco" nel bel mezzo dove c'erano casse e amplificatori "tradizionali".
Credo che ben pochi dei ragazzi che vedo alla scuola di musica abbiano mai ascoltato musica con un impianto di quelli per cui noi abbiamo lavorato le estati per potercelo comperare e Stefano mi faceva notare come la produzione musicale dal punto di vista sonoro, sta seguendo e massificando la tendenza aumentando il volume e limitando la dinamica del suono ( anche questa è un'altra storia che prima o poi mi scrivo per risistemare i molti pensieri che si intrecciano ma intando metto qui un riferimento semplice e chiaro sulla Loudness War).
Tornando al mio amplificatore, sto pensando che mi devo affrettare prima che si "estinguano" o si ritirino solo nelle riserve degli audiofili e magari se mi ci dedico con un briciolo di attenzione trovo qualche ultimo pezzo che viene svenduto a prezzo di realizzo.
Già sono scomparsi i Sansui che pascolano solo su eBay, resta qualche Onkyo, qualche Harman Kardon, qualche Yamaha, rari Marantz.
A dire il vero sono anche scomparsi i relativi negozi, almeno nei paesi, come è successo ai negozi di dischi: dalla bottega, all'angolo del megastore, alla scomparsa definitiva
Domani farò un'altra esplorazione ma ho come l'impressione di visitare le città abbandonate dopo la corsa all'oro.
Art-Attack
Ho cominciato ieri con la trasformazione di un volgare imballo di cartone in una grintosa "flight case" per la cassa Yamaha che uso per amplificare il violoncello: nastro adesivo nero di quelli potenti, plastica autoadesiva, rinforzi di plasica ai bordi, colla siliconica a caldo (dopo aver scoperto che il Bostik scioglie il polistirolo….), bulloncini, rondelle e nastrino di seta per la chiusura.
Oggi ho riparato lo spruzzino della doccia ma molto meno artisticamente andandone a comperare uno nuovo.
Stasera ho dato l'assalto alla riparazione di un relais difettoso nel vecchio amplificatore che ho in studio e che va a singhiozzo.
Funziona solo se si tiene premuto il suddetto relais con il dito e allora ecco un angolare di metallo, un legnetto con un feltro a premere… ma il mio Art-Attack in questo caso non funziona un gran che.
Dovrò rassegnarmi a buttare l'ampli, non particolarmente di pregio, e sostituirlo con un nuovo oggetto ma questa è un'altra storia.
Nell'attesa me lo tengo con il singhiozzo e gli faccio sentire la minaccia della sostituzione, a volte gli elettrodomestici , quando sanno che hai deciso di rimpiazzarli, si mettono a funzionare come non hanno mai fatto.