Ai Fai

Macco1Con Marco stiamo cominciando a registrare i brani che abbiamo scelto per la nostra nuova "opera" e oggi avevamo un antipatico "ritorno" nel microfono che registrava anche altri suoni nella stanza (chitarra, cello, base di batteria) e abbiamo provato a schermerlo con un cartone ma l'effetto oltre che praticamente nullo, era particolarmente ridicolo per via del buco ( indispensabile per vedere i testi e per darci gli attacchi a vista) ma non riuscivamo a suonare e restare seri.

A questo punto abbiamo approfittato della giornata di sole e abbiamo fatto una scelta più drastica:

Macco2Adeguatamente imbacuccato, Marco ha suonato e cantato fuori dalla cucina (un pochino intrappolato dal cavo della cuffia corto) e l'effetto non è da Hi Fi ma comunque accettabile per questi provini.

Dopo ogni brano rientrava a scaldarsi e comunque abbiamo detto che terremo i brani solo strumentali per quando piove ….

 

Ascolti in anteprima: Emanuele Maniscalco

12 ManiscalcoStasera, sì è già venerdì, alla Scuola di Musica viene Emanuele Maniscalco un bravo musicista che ci parlerà del suo ultimo lavoro: un CD dedicato alla musica del grande jazzista Paul Motian.

E' la prima serata di un "ciclo" che abbiamo pensato di dedicare all'ascolto commentato di particolari lavori musicali, chidendo agli autori di venire a parlarci del loro lavoro, delle finalità artistiche, delle difficoltà e delle aspettative che ci sono sempre dietro a un CD.

Un modo anche per capire quanto lavoro, quanta dedizione richieda la creazione artistica di qualità.

Austriaci

Post3Come l'anno scorso, anche quest'anno mi arriva dall'Hotel Post di Bad Kleinkirchheim la cartolina di auguri per il compleanno, come lo scorso anno arriva ESATTAMENTE oggi e non credo l'abbiano portata di persona: avranno un algoritmo sofisticato per calcolare la data in cui spedire perchè arriva esattamente nel giorno da festeggiare compensando le imprevedibilità delle poste italiane?

Il timbro postale di Bad Kleinkirchheim dice che è stata spedita il 5 marzo: 3 giorni fa, fortuna?

Forse è solo meticolosità, attenzione e semplice bravura.

Intanto mi guardo i dettagli della cartolina: la foto in copertina con la famiglia Ronacher, i proprietari dell'hotel che "si giocano" in prima persona e così non serve dire "gestione familiare", ci sono loro a dirlo implicitamente.

Il retro è personalizzato non tanto perchè cita il cognome (piccola svista lessicale quel "Signore") quanto per il riferimento al fatto che siamo ancora a inizio dell'anno.

Anche le firme raccontano storie, dal piedino della piccola Marie alla firma decisa ma leggibile di Markus Ronacher.

C'è poca "vendita", un leggero accenno al piede ai nuovi servizi di wellness e buona cucina, ma tanto marketing: il soggeto della lettera è il destinatario, non l'hotel. Bravi

Costo contatto: 70 cent il bollo, 10 cent (???) la cartolina, la stampa, la consegna in posta, la gestione del database. Diciamo 1 euro per cliente e quanti ne avranno di nominativi unici? 10.000? Quindi una campagna da 10.000 euro di costo per fidelizzare i clienti esistenti, non mi pare una follia.

DI certo un'operazione sobria, efficace, elegante e ben proporzionata rispetto all'obiettivo.

Grazie

Grazie a tutti quelli che non sono ancora riuscito a ringraziare di persona per gli auguri, le telefonate, gli abbracci virtuali.

E' stata una bellissima giornata, luminosa fuori, piena di calore umano attorno e gioiosa dentro di me.

 

Quanti anni ho?

Oggi compio gli anni, 58.

Sembrano tanti ma c'è un pezzo di me, quello "dentro il guscio" che non se ne accorge, lui pensa sempre di averne 24, quando mi sono sposato, quando ho fatto il militare, quando ho fatto l'assessore, quando ho cominciato a lavorare, quando ho piantato l'università, tutto nello stesso tempo e nello stesso tempo ho staccato la fune che mi legava all'ormeggio della vita.

Stasera suonavo con gl amici (che festa, con torta e prosecco!) e il tempo era come sospeso: è arrivata mezzanotte in un lampo e le due in un istante.

Quanti anni ho? Mi chiedevo venendo a casa: come faccio a dirlo? L'orologio si è fermato su 24, la mezzanotte della vita, sospesa tra lo ieri e il domani. Allora non mi chiedevo quanti anni avessi, ero così impegnato a vivere che non mi passava nemmeno per la testa di chiedermi una cosa del genere.

Quando chiesi a mia mamma, che ora di anni ne ha 91, quanti anni avesse, mi rispose "22", forse anche per lei gli anni delle decisioni importanti, c'era una guerra in corso, tutto era precario e il futuro incerto ma aveva una vita sua e un marito e che altro serviva? Sono certo che se ripetessi la richiesta oggi mi darebbe la medesima risposta perchè quell'orologio che abbiamo dentro si ferma a una certa data, a un certo tempo.

Non è un orologio guasto, non si ferma a caso, non per un colpo o un difetto. Si ferma a fissare un momento magico, a eternizzarlo, a farci ricordare in ogni momento la forza che avevamo quando siamo usciti dall'adolescenza, non ancora adulti ma di certo non bambocci.

I "bing" dei messaggi di auguri su Facebook rilanciati dal telefonino mi fanno compagnia, tintinnano l'abbraccio di tanti amici, di tanta gente a cui voglio bene e di altrettanti che ho incontrato lungo il cammino e che ancora mi sono affezionati. E' una compagnia che fa piacere ma che soprattutto fornisce una risposta sensata e tangibile alla domanda che qualcuno si fa: ne vale la pena?

Mai come in questi tempi di "placida determinazione" mi mancano gli amici che non ci sono più, Stefan, Gianpiero, mi mancano i nonni che non ho mai visto, mi manca mio padre a cui vorrei chiedere di cantarmi ancora una canzone accompagnandosi alla chitarra.

Quanti anni ho? Come faccio a misurare la vita? Ha più senso turbarsi nella consapevolezza del fatto che quelli che devono venire saranno certamente meno di quelli già trascorsi? o stupirsi della magia che ogni istante è lungo come tutti gli anni dell'universo? che lo sguardo di Marina raccoglie tutti i sorrisi che l'abbraccio dei miei figli è la somma di tutti gli abbracci.

Vorrei che lo scorrere del tempo rallentasse perchè ho ancora molte cose da fare e non potendo allungare il passo vorrei che la terra sotto i piedi ruotasse più velocemente per avvicinarmi alla meta in tempo.

Ho nipoti non nati da incontrare, paesi da vedere, amici da salutare prima che sia l'ultima volta, devo ancora suonare una suite, ho racconti da scrivere, musica da inventare, progetti a cui dare vita e reggere il dolore delle perdite che avrò.

Tutto può finire domani e sarei felice lo stesso, dispiaciuto certo perchè non è mai tempo di tornare a casa quando sei in festa, ma senza rimpianti o innervato di rancore.

Quando mi capita di assistere ad una messa mi chiedo che parole potrei dire condividendole pur non essendo credente: mi piace il "dacci oggi il nostro pane quotidiano" e il "liberaci dal male" ma mi piacciono anche "credo nella vita che verrà", nel senso che ci sono altre vite da vivere in modi a noi ignoti soprattutto perchè "credo nella vita eterna", nel suo manifestarsi in mille forme, nel suo prenderci e lasciarci, nell'eterno percorso verso la bellezza.

Quanti anni ho? Non so dirlo, ne compio 58 ma non ne possiedo nessuno.

Primariamente

Leggo i commenti ai risultati delle primarie e faccio fatica a condividere molte delle cose che leggo: "il PD perde" se la gente vota un candidato diverso da quello proposto, "aria di crisi", "accusa di brogli", "noi andiamo avanti lo stesso" (ovvero non mi interessa cosa ha scelto la gente, perchè come la capisco io non la capisce nessuno, nemmeno lei stessa).

Anche a Desenzano, con altri toni e temi, non mancano le diatribe e mi pare si perda di vista il senso della cosa: una organizzazione chiama i propri aderenti a scegliere i candidati e ne deve rispettare le scelte.

Il candidato perdente si indigna ed esce sbattendo la porta? Meglio così: pensate cosa sarebbe stato come sindaco!

Le primarie di partito o di coalizione? Se una coalizione esiste è un buon modo, ma se non esiste nei fatti, nelle relazioni intessute con pazienza e con vera volontà di vedere il senso comune di un progetto, perchè farle? Pensando forse che la gente "tanto non se ne accorge"?

Delle primarie non mi piace il sottile populismo che ricorre alla "sovranità popolare" per nascondere in realtà una incapacità di fare scelte e di assumere responsabilità e decisioni, dimenticando che democrazia non è solo votare: è prima di tutto dare  gli strumenti per comprendere (e impegnarsi a comprendere) per partecipare alla formazione delle decisioni.

La "gente" lincerebbe volentiri l'efferato assassino, non farebbe sacrifici, non accetta facilmente i vincoli al territorio se il terreno è il suo, non vuole discariche, non vuole TAV, non vuole fatica (banalizzo e generalizzo, lo so) ma il punto è che è proprio perchè dobbiamo scegliere le persone migliori per guidarci nel cammino verso il futuro che dobbiamo fare di tutto per scegliere bene.

Luca Sofri lo dice bene nel suo libro: dopo una politica di "padri fondatori", si sono scelte persone mediocri, incapaci, disoneste, per evitare il rischio di doversi confrontare con chi è meglio di noi, chi vede lontano e, dato che temo di non capire e temo che "mi freghi", meglio uno stupidotto che però posso controllare. Ma così non andiamo da nessuna parte.

E allora viva il Presidente Napolitano che si assume la responsabilità di trovare la persona giusta nel momento cruciale e viva i partiti che lo sostengono facendo prevalere il bene comune sull'interesse di parte.

Rispetto al populismo di chi si nasconde dietro al "civismo" (magari quello stesso frozitaliota o leghista che fino a ieri ha fatto disastri per semplice imbecillità) evviva i partiti!

Meglio il PD che "perde" aprendosi alle primarie rispetto a chi si autocandida investito da un "la gente mi ama" che nessuno ha sancito.

Io non voto a Desenzano ma (tra i tanti di cui si parla perchè per presentare una lista bisogna trovare poi i candidati, raccogliere le firma, darsi da fare, andare in giro….. una fatica!!!) almeno due candidati positivi ci sono: Rosa Leso scelta dal PD con le primarie, Annamaria Damiano, indicata da una coalizione di Sel, Idv e un movimento giovanile locale  senza che abbiano fatto delle primarie ma assumendosi la responsabilità della scelta ed entrambi mi sembrano percorsi validissimi a cui gli elettori daranno il giudizio finale con il loro voto.

Non mi aspetto (come lo sconsolato Fuggetta auspicava) che ci sia lo spirito delle primarie USA che hanno un paio di secoli di storia e prassi, in cui il perdente stringe la mano al vincitore e subito dopo corre per la vittoria della "squadra".

Non mi appartiene la cultura del piagnisteo tanto cara alla sinistra che non perde occasione per litigare e vivere di sottili distinguo, e che ogni volta che dice "bisogna fare chiarezza" in realtà incasina le cose.

Non sopporto i perdenti a priori, i perenni minoritari che si candidano solo per contarsi, che non cercano di far vincere un'idea ma solo di far perdere quella degli altri e che quando scoprono che gli elettori li hanno "premiati" facendoli perdere (come appunto desideravano) si lamentano perchè hanno perso. Un tedesco farebbe fatica a capire la contorsione tutta bizantina.

Candidarsi a dirigere un comune, una città è una grande responsabilità (di questi tempi poi!) e con tutti i limiti continuo a preferirle sapendo che non sono il modo migliore per scegliere il candidato ma sono un modo che presuppone un modello di governo successivo: se vengo eletto facendo ricorso alle primarie ma poi amministro senza più ascoltare la gente… non mi rieleggeranno perchè si accorgeranno della strumentalità (due sindaci di sinistra non rieletti a Desenzano dovrebbero essere sufficienti a capire la lezione).

Le primarie sono come i social networks: se scegli di usarli sono una promessa unilaterale che continuerai a utilizzarli per dialogare, per spiegare, non è detto che farai cosa ti dicono, ma ascolterai attentamente e deciderai assumendoti la responsabilità delle tue. Se non sei pronto a farlo lascia perdere e non arrabbiarti se altri vinceranno al posto tuo.

 

 

 

 

Pomeriggio pigrissimo

Una festa per la cresima di Stefano e al ritorno tre ore di sonnecchio sul divano.

Ne approfitto per riascoltare i primi dischi di McCartney e la ricerca di suoni "nuovi", semplici, crudi, dopo la scorpacciata di innovazione con i Beatles.

Come chi al ritorno da una festa cerca riposo e silenzio… appunto.

25 miliardi

Stanotte è stata scaricata dall'Apple Store la app numero 25.000.000.000 venticinquemiliardi…

Ci sono cambiamenti che nessuno si aspetta ma che qualcuno immagina: chi l'avrebbe detto solo cinqu anni fa che il mondo del software sarebbe stato rivoltato come un calzino? (dopo che era già stato rivoltato almeno altre tre volte).

Il software! Cristallizzazione di conoscenza, intelligenza che si rende tangibile, che va protetto come un quadro di Picasso, che costa moltissimo e quindi deve essere pagato tantissimo, si diceva, ma senza immaginare che l'affermazione potesse essere valida solo se ciascun singolo elemento di valore potesse essere moltiplicato venticinque miliardi di volte.

Mi viene da pensare che la musica è nel bel mezzo dello stesso processo e non riesce ancora a immaginare come anzichè vendere un disco a 10 euro, una serata a 1.000 euro o una tournée a 100.000 si potrebbe vendere una nota a 1 centesimo.

E non abbiamo ancora visto niente.

 

Urka è già venerdì!

Questa settimana è letteralmente volata, sarà il bel tempo, le molte cose da fare, il fatto è che mi ritrovo a venerdì e misembra di essere appena tornato da Sesto.

Devo dire che mi prendo anche il tempo di gustare le cose, mi alzo tardi perchè leggo, ascolto, scrivo, non vivo "con lentezza" come insegna il mio amico Bruno Contigiani ma nemmeno mi faccio travolgere dalla frenesia.

E' pur vero che non mi sfiora la noia ma se tutto va così rapidamente… domani sarà già il 2044.