A proposito di cambiamenti

Kodak ha fatto richiesta di amministrazione controllata (chapter 11) il digitale cambia il mondo e si può anche non esserne contenti perchè scompaiono modi di fare e oggetti a noi cari (oltre che posti di lavoro e talenti).

I lavori nuovi predono il posto di quelli vecchi e non credo sia possibile arrestare luddisticamente questi processi di cambiamento così come cambieranno profondamente i libri di testo e la musica, i viaggi e i giornali, il video e il far da mangiare, come acquistiamo e come comunichiamo.

Di certo la difficoltà più grossa è quello di saperlo "fiutare" il cambiamento, se possibile generarlo prima che ti travolga e comunque prepararsi a cavalcarlo per passare da uno scenario all'altro.

Saggezza MAYA

Marina mi ha fatto vedere questo video e c’è tanta saggezza in quelle parole e un bellissimo concetto di maternità (o paternità) universale in cui mi ritrovo.

Dato che fa esplicito riferimento all’età di Marina mi convinco ancora una volta di più (sempre che sia possibile) che ho sposato una sciamana.

Quanto a me devo ancora aspettare sette anni per diventare polvere d’oro.

iBook Author

Tra le novità più eclatanti annunciate da Apple ieri c'è sicuramente iBook Author, un applicativo specifico per realizzare libri elettronici interattivi scaricabile gratuitamente in rete.

Solo guardandolo velocemente stamattina mi sono detto 

– che le prossime conferenze vorrei farle così e non più con lo "slideware",

– che vorrei fare la versione interattiva di Tommasone Cybercop per i computer da 100 dollari come mi ha chiesto Liddy qualche mese fa,

– che vorrei che i tredici ragazzi che ieri hanno iniziato il progetto Officina Sonora alla scuola (quello cofinanziato dalla Fondazione Cariplo) vorrei che avessero in uso tredici iPad e producessero testi interattivi e non solo appunti per uso individuale

… che vorrei cambiare il metronomo della mia giornata per avere il tempo di sperimentare un mondo.

Intanto in un'oretta ho prodotto il mio primo iBook e devo ancora capire come trasferirlo all'iPad e all'iPhone ma guardando fuori dalla finestra vedo gli alberi con la brina e immaginandoli fioriti immagino quante possibilità ci siano ancora da esplorare.

 

iTunesU

Quanta conoscenza c'è oggi in rete!

Dal progetto OnDe (che aveva in comune con la  Open University inglese l'utilizzo di First Class, ma anche alcune idee circa la possibilità di imparare in modo nuovo) non smetto di meravigliarmi di quanta conoscenza c'è a disposizione di chi voglia sapere, studiare, inventare.

Basta guardare iTunesU, la sezione educativa di iTunes in cui università di tutto il mondo stanno mettendo a disposizione materiali e supporti didattici di ogni genere e che ora è anche una specifica applicazione su iPad o iPhone: come non vedere la straordinaria opportunità!

E' vero la sezione italiana è deprimente, c'è da domandarsi come mai manchino grandi atenei come il Politecnico di Milano e di Torino, come mai non ci siano università come quella di Bologna, come mai quelle esistenti, Trento, Padova, PIsa, Bocconi, Trieste abbiano poco più che dei depliant illustrativi dei corsi tradizionali.

E' vero, è difficile cambiare l'ecosistema dell'apprendimento, lo sapevo dai primi approcci ai computer nelle aule e ne ho avuto conferma quindici anni dopo quando ho provato a far entrare il CRS4 in iTunesU ma non ce l'ho fatta: troppe resistenze dall'interno (per quanto possa sembrare strano ai non addetti ai lavori, il mondo della ricerca e accademico è tra i più gretti, conservatori che si possano immaginare).

E' difficle ma per questo non bisogna smettere di crederci e di impegnarsi a cambiare: me lo ha testimoniato un grande come il prof. Paolo Zanella che mi ha chiamato qualche giorno fa per ricambiare gli auguri di Natale. Gentile e affettuoso come sempre, sorridente e ottimista come l'ho conosciuto e deciso a non demordere dall'idea che il sapere sia una grande opportunità per tutti.

 

Segni di cambiamento profondo

L'annuncio di Apple dei nuovi strumenti per la creazione di libri di testo interattivi mi pare uno di quelli sui quali fermarsi  a riflettere ed è quello che ho fatto stamattina.

E' vero che i temi dell'apprendimento mi sono particolarmente cari e non è un caso che il progetto ONDE fosse focalizzato sull'imparare a convivere con un mondo che cambia o che la mia attività di volontariato sia proprio in una scuola.

Ma l'evento che si è svolto, non a caso, al Guggenheim Museum di New York ha molte implicazioni sia per la forza commerciale e innovativa di Apple che ha già dimostrato di saper cambiare completamente scenari apparentemente consolidati, sia perchè il mondo dell'apprendimento è quello da cui scaturisce il futuro.

Non credo ci siano dubbi sul fatto che ogni genitore responsabile o ogni adulto con un briciolo di saggezza si debba domandare: come posso insegnare ai miei figli, ai giovani che verranno dopo di me come migliorare il mondo? Come creare le condizioni perchè possano fare meglio di quanto ho fatto io? Come permettergli di vivere da protagonista in un mondo che non ha più le regole che erano valide per me?

Quando cambia il mondo dell'apprendimento è come cambiare il corso di un fiume: può cambiare un intero ecosistema e non è detto che sia automaticamente un fatto positivo.

Ha ragione Mantellini a porre dei dubbi circa il fatto che non si dovrebbe delegare a piattaforme proprietarie lo sviluppo degli strumenti a supporto della conoscenza, specialmente dove la scuola pubblica è una precisa scelta, ma non credo sia frenando il processo che possiamo governarlo bensì accettando la "sfida" e facendo di più e meglio.

Liddy mi ha insegnato che ciascuno deve fare la sua parte e a chi la criticava perchè portava i computers ai bambini in Cambogia mentre servivano anche medicinali e infrastrutture, lei rispondeva "io non sono capace di costruire strade e non sono un medico ma so che l'istruzione e la conoscenza sono condizioni essenziali al progresso".

Ho anche imparato da lei che occorre grande rispetto per le culture, le tradizioni, i patrimoni di civiltà che non sono esclusiva dell'occidente "civilizzato" e che trasferire il sapere è profondamente legato al mondo in cui si vive e che i "barbari" spesso non sono gli aborigeni che vanno lavati, battezzati e istruiti per farne esseri umani degni di vivere.

E' possibile distruggere esperienze o farne tesoro, è possibile aprire orizzonti o chiudere la ricerca al solo commercio è possibile dare speranza a milioni di bambini dei paesi che una volta si chiamavano emergenti ma soprattutto ai nostri che non hanno nessuna garanzia che per il solo fatto di essere nati in "occidente" il loro futuro sarà roseo.

Cambiare l'apprendimento non è solo cambiare la didattica, è cambiare il futuro.