Canederli con ripieno di fragole, di mele e di albicocche con una spruzzata di zucchero e cannella.
Inviato da iPhone
Pensieri e riflessioni non solo sulla tecnologia ma su molte cose che mi fanno pensare
Marina ha imparato alcune cose interessanti dalla cerimonia di oggi.
Se il morto è un uomo, a guidare il corteo sono tutti i partecipanti di sesso maschile, poi il feretro, la famiglia e poi le donne.
Se invece la salma è quella di una donna il corteo si inverte con le donne davanti e gli uomini dietro.
Pochi fiori, coroncine semplici ma che viste da vicino mostrano tutta la ricchezza dei dettagli della flora dei boschi e dei prati di questi posti.
Le soste mi hanno colpito: prima al Passo, poi alla partenza del corteo a Sesto, poi a metà paese e infine in chiesa.
Quasi si volesse ritardare il cammino o comunque non renderlo frettoloso.
E poi il bel gesto dell'ultimo saluto: sul cappello da montagna tanti avevano un rametto di abete che veniva intinto nell'acqua santa e poi gettato sul feretro.
Un gesto pieno di senso.
Alla cerimonia di saluto a Michele Alejandro ha cantato "Una pala y un sombrero" che ho registrato al volo con l'iPhone
ed è stato per me molto emozionante, ma mancava il tipico saluto di chi ama la montagna.
Allora glielo dedico io, riprendendo quel filmato in cui il "Signore delle cime" lo cantarono qui a Sesto in 2000 persone.
A Much piaceva molto il "Padre Nostro" in una versione che oggi è stata cantata più volte e questo è il filmato di quanto una bambina glielo cantò la famosa notte in cui dormimmo nei fienili con i bambini.
Much sorride felice accanto a lei.
Oggi siamo stati al funerale di Michele "Much" Happacher, una persona a cui eravamo legati come tutti da queste parti.
Michele era una guida alpina, un rocciatore, è stato gestore del rifugio Comici e poi del Passo di MOnte Croce, mio padre me ne parlava e siamo stati amici.
Ha insegnato i primi rudimenti di arrampicata ai miei figli e ha regalato loro un'indimenticabile notte a dormire nei fienili.
Oggi c'era tutto il paese a salutarlo enon mi so spiegare ma un funerale qui mi è sembrato più
denso di significato, più rispettoso e affettuoso.
Su al passo, nella sua cappella è stato davvero emozionante con il suono del corno di montagna che riecheggiava nella vallata, con le guide alpine a portarlo a spalla per una sosta di fronte al suo albergo.
Il traffico fermo, tutti i collaboratori in fila a salutarlo, tutti con gli occhi rossi.
E poi il corteo qui a Sesto con il carro con il cavallo e tutte le guide alpine delle valli qui intorno a guidare il corteo, un abbraccio, un gesto di affetto come a spianargli il sentiero.
Non sopporto le lettere ai giornali dei dirigenti politici (l'ultima è di Veltroni) che se proprio vogliono fare presenti le loro opinioni hanno le opportune sedi di partito per farlo.
Se fosse una lettera per esprimere una opinione sarebbe assolutamente legittima ma invece è un modo per tirare il sasso e all'occorrenza nascondere la mano.
E poi, uno quando ha perso, per bravo che possa essere stato, come può tornare a dettare l'agenda?