I Colosseum al castello di Soiano
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Pensieri e riflessioni non solo sulla tecnologia ma su molte cose che mi fanno pensare
Stefano Quintarelli ha scritto un post che sintetizza in modo preciso la questione del diritto d'autore nel mondo digitale.
Qui il link http://blog.quintarelli.it/blog/2011/07/il-mondo-nuovo.html
Anche se puó sembrare ostico ai non addetti ai lavori, è un testo che dovrebbe essere letto e commentato da tutti gli insegnanti di storia e di economia ai propri studenti per ragionare assieme sui grandi cambiamenti in atto con l'avvento di internet.
E' soprattutto l'impostazione del ragionamento che pone subito la questione nella giusta direzione: si tratta di un cambiamento profondo che richiede un modo radicalmente nuovo di porsi e in cui ogni soluzione semplicistica o che applichi modelli concettuali validi nel mondo pre-internet, non fa che peggiorare la situazione.
Per dirla con Stefano: non ci sono scorciatoie.
Ci sono posti particolari, posti in cui improvvisamente l'atmosfera ti prende e ti sposta in un'altra dimensione: quella dell'ascolto.
Può essere un bosco o mentre stai la mattina in riva al mare o quando andavo a pesca con mio padre, o quando si fa sera nel bush e i kookaburra gridano finchè il sole scompare.
Stasera ero al teatro della Scuola per fare alcune prove tecniche per domani (fari, videoproiettore, una connessione con skype) e il teatro vuoto, silenzioso, è diventato uno di quei luoghi magici.
Me ne stavo in consolle e sentivo le voci dell'altro ieri, i suoni, la gente, il brusio, gli applausi, e il silenzio, come se quel posto le avesse memorizzate quelle voci e quei suoni e senza bisogno di riascoltarli te li facesse rivivere.
Guardavo le sedie allineate, le geometrie ripetitive degli schienali, le quinte e le immagini del retroscena ritagliate come fotogrammi, c'era da starci delle ore senza fare assolutamente nulla se non ascoltare.
Non è una caratteristica del nostro teatro, quando mi capita di entrarci ogni teatro vuoto mi dà questa sensazione, di bosco e di deserto, di montagna e di spiaggia. Senti la potenza di quello che è accaduto e il suono di quello che accadrà, senti che tutto si impregna di energia positiva, del talento, delle emozioni di chi suona e di chi ascolta.
E' proprio giovane questo spazio, come un violoncello appena finito, eppure ha già assorbito abbastanza energia da restituirla a chi la sa ascoltare.