Siamo in Norvegia, che diamine
Inviato da iPhone
Pensieri e riflessioni non solo sulla tecnologia ma su molte cose che mi fanno pensare
D'accordo con Carlo che mi ha telefonato subito il raggiungimento del quorum, abbiamo scelto la musica ideale per festeggiare il risultato: il finale della settima sinfonia di Mahler, trionfante e pieno di energia (non nucleare) e di allegria.
Eccolo qui con i Wiener diretti da Bernstein che come sembre salta ed esprime tutta la gioia di questa musica.
Se avete fretta andate subito al gran finale al minuto 7 oppure guardatevi
questa sintesi della versione diretta dal maestro Abbado che è altrettanto potente
Seguo con grande curiosità la valanga di messaggi che girano su Facebook a proposito del voto, gli appelli, gli incoraggiamenti, i "mi piace" e quant'altro.
Molte sono amplificazioni di banalità o di posizioni demagogiche ma molte sono anche le prese di posizione chiare e convinte.
In ogni caso questo uscire allo scoperto, in prima persona, dopo tempi di "meglio non apparire", mi sembra un bel segnale di impegno di cui tutti dovranno tenere conto. Forse gli esperti di sondaggi e analisi sociologica sapranno anche valutare il peso reale di questa onda di comunicazione diretta sul dato finale ma a me pare già di per sé, un fatto davvero nuovo e rilevante.
Come in un canto collettivo, le voci si uniscono e diventano più forti di quelle di un singolo che si crede potente perchè ha telecamere, giornali, soldi e servi.
Cambia, todo cambia…
Ero convinto che la Norvegia fosse nell'Unione Europea e invece, pur aderendo all' accordo di Schengen per la circolazione delle persone e delle merci, non fa parte della UE.
Potenza di Wikipedia!
Leggo la notizia della morte di Giorgio Celli e mi dispiace, le sue apparizioni in televisione me lo avevano reso sempre molto simpatico.
Buon Viaggio!
L'orario impone una pausa al viaggio e facciamo sosta a Casteldarne da Obermair, un locale in cui non siamo tornati da tanti anni e che ricordavamo per dei primi ottimi.
Lo ritroviamo con qualche difficoltà anche se Casteldarne è un paesino minuscolo, e siamo gli unici avventori, il che mi fa temere che il menu non sia quello di allora.
Mi ricredo subito con questi canederli di prezzemolo con ripieno di formaggio grigio e un bel letto di rape rosse che fanno tanto "tricolore".
Una citazione di merito va anche alle bracioline d'agnello: perfette.
Le verdure grigliate, teoricamente dietetiche, erano ben intrise di sughetto delle bracioline e hanno dato un senso alla weissbier che accompagnava il nostro pranzo.
Ieri alla fine di una telefonata un amico, quanto ha saputo che sarei partito per Sesto per votare mi ha detto in dialetto "Me racomande, vota bé! " (mi raccomando, vota bene)
Era tanto che non sentivo quell'invito a "votare bene" che era tipico degli anni in cui il fare politica era scelta netta di campo e quel "votare bene" significava votare PCI, significava rispondere con il voto, tanto faticosamente conquistato, a chi non voleva che si facesse politica.
C'era anche una sottile intesa ammiccante, un "tu sai cosa voglio dire perchè la pensiamo allo stesso modo" e infatti di solito quando si cercava di capire se la persona con cui stavi parlando era un elettore di sinistra, molto facilmente veniva fuori la frase "Me stò de chesta banda" (io sto da questa parte) come se ci fosse solo una parte dalla quale stare.
Dopo l'epoca dei tornaconti, dei voltagabbana, della politica per interesse, mi piacerebbe che tornasse la politica dell'adesione convinta, del senso di parte, della presa di posizione interiorizzata e non quella del "io faccio un distinguo".
"Votarò bé" (voterò bene).