Mi piace osservare l'involontaria geometria che un luogo racchiude.
Invisibile a chi ha fretta basta chiudere la visuale, astrarre il contorno e cercare l'essenza.
Isolate dal contesto diventano opere d'arte, quadri e sculture che non si nascondono in musei ma sono l�, sotto i nostri occhi a ricordare quanta bellezza si apre agli occhi di chi la sa vedere.
Ecco un concentrato di ferry.
In pancia alla balena
Un tetto fiorito
Lezioni
Alloggio
Laerdal � la nostra tappa appena scesi dai ghiacciai.
Un paesino grazioso che vive solo d'estate (d'inverno il sole non c'� praticamente mai) e abbiamo prenotato in un bed&breakfast molto semplice e accogliente.
I norvegesi in vacanza prediligono i campeggi con i bungalow agli hotel e credo che sia ragionevole per chi passa i mesi invernali in casa e con poca luce: all'arrivo dell'estate vogliono stare all'aperto e immersi nella natura.
Andiamo a cena nell'unico hotel che funge anche da ristorante: � pieno di giapponesi ma il buffet di salmone vale la sera.
Interessante il fatto che i camerieri non parlano norvegese, noi siamo accolti da un ragazzo polacco che parla bene italiano.
Di qua e di la del fiordo
Pranzo in cima al mondo
Vettidal
Lungo la strada che ci porta al fiordo nostra meta di oogu, facciamo una digressione nella valle di Vetti.
Una natura rigogliosa, cascate da entrambi i lati della valle scavata da un torrente vigoroso dal colore verde blu come il ghiaccio da cui è appena nato.
Sotto le cascate l’aria profuma di neve incredula nell’essere passata così velocemente dalla prigione dello stato solido alla libertà impalpabile dell’aria.