La grande chiesa lignea di Borgund è una delle meglio conservate delle 28 chiese di questo tipo rimaste in Norvegia.
Per l’epoca (1130-1150) era il concentrato del sapere tecnologico: tronchi lasciati a seccare in verticale con i rami tagliati per farne essudare la resina che li avrebbe protetti per i successivi 800 anni, incastri, volti costruiti con la parte di tronco da cui iniziano le radici perchè più dura, le capriate del tetto fatte a mo di barca vikinga rovesciata.
Ma soprattutto la costruzione con pali che poggiano su una piattaforma in pietra e non vengono a contatto con il terreno umido.
C’è una bellezza austera e solida mentre da fuori ricorda un castello fatto con le carte da gioco.
C’è pochissima luce all’interno e l’idea è di un tempio ad una divinità oppressiva e severa.
Una visita alla chiesa “moderna” (1800) che le sta a fianco esalta il cambiamento reso possibile dallo sviluppo della tecnologia: vetrate ampie, struttura più lieve e più alta.
Come mi diceva Paolo Zanella (in un altro contesto per la verità): ogni scoperta scientifica sposta Dio un pochino più in là.
Risparmio e societÃ
Lungo il viaggio parliamo con i nostri amici noevegesi di economia e società, di come la Norvegia sia uno dei paesi con il più alto livello di qualità della vita e comunque con problemi sociali che rimangono irrisolti.
L’istruzione inclusa l’università è pubblica e gratuita, sanità e welfare elevatissimi grazie anche al fatto che negli anni 60 è stato trovato il petrolio nel mare del nord.
Altra ricchezza nazionale è l’acqua con cui viene prodotta e esportata l’energia i cui proventi vanno in parte ai comuni che hanno le centrali.
Interessante il fatto che il governo rosso/verde da una quindicina d’anni abbia deciso di utilizzare solo il 10% dei proventi del petrolio e di risparmiare il restante 90% per il futuro dei 4 milioni e 600 mila norvegesi.
Riparmiare (pensando a una popolazione che invecchia e che avrà sempre meno giovani a pagare tasse per le pensioni degli anziani) o spendere per migliorare il presente?
Finn e Marit dicono che non c’è risposta.
Gallerie
L’altezza delle montagne e l’impraticabilità invernale di molte strade ha imposto ai norvegesi la realizzazione di gallerie che collegano tra lori i fiordi o i centri più importanti.
Sulla via del ritorno prendiamo la statale che collega Oslo a Bergen direttamente senza l’uso di ferry o passaggi ib montagna.
Imbocchiamo il lunghissimo tunnel di Laerdal, 25 kilometri,interrotto ogni 5 da piazzole con la luce blu: opera d’arte? Soluzione anticlaustrofobica? Mah.
Intanto ci gustiamo il fatto di percorrere il più lungo tunnel stradale del mondo.
Casette b&b
Fabbrica da 80 anni
Visitiamo la fabbrica con il pro-pro-pro-nipote del fondatore (5 generazioni) che dal. 1930 fanno un solo modello di scarpa che viene ancora prodotta allo stesso modo.
Ci dice con orgoglio che sono l’unica fabbrica rimasta in Norvegia, tutte le altre producono in Cina o in Europa dell’est.
4 operai, qualche nuova macchina e un piccolo museo che racconta una storia.
Una bella storia.