SI festeggia l’insussistenza

Cernia Questa sera abbiamo ottimi motivi per fare festa: dobbiamo festeggiare perchè "il fatto non sussiste".

Che meraviglia festeggiare una cosa che non c'è, molto meglio di un "non compleanno".

Per l'occasione Marina ha preparato una bella cernia al forno, per la sbronza aspetto un giorno o l'altro mio fratello e Alberto.

Evviva!

Un sms di mio fratello 2 secondi fa:

Oggi ad Alberto e’ stata riconosciuta l’estraneita ‘ alle accuse più infamanti che gli potessero rivolgere. Da oggi torna ad essere un uomo libero. Una cosa sola non ci soddisfa perché la sentenza lascia spazio alla presenza di una ipotesi di reato lieve. Noi vogliamo abbattere pure quello perché Alberto non l’ha commesso. La battaglia non e’ finita ma oggi e’ una giornata di festa. Ancora grazie!

Inviato da iPhone

La Mille Miglia davanti a casa, chiudono le buche e anche la strada

Stasera la Mille Miglia passa proprio davanti a casa e per l'occasione hanno chiuso tutte le buche nell'asfalto.

Chiuderanno dalle 18 anche la strada per cui dovrò rientrare prima delle 18 o mi sarà impossibile tornare: metterò un seggiolino davanti al cancello e mi gusterò il passaggio delle auto come si faceva una volta.

Tre clip per Chiara

Qualche giorno fa, con grande impegno, ma anche divertimento, abbiamo girato qui a casa tre videoclip di trenta secondi che stanno ora passando per tre volte al giorno su Telearena e Telenuovo.

Anche in soli 30 secondi, se si hanno le idee chiare, ci si può far capire.

No, insieme no

Mi danno fastidio gli slogan elettorali che usano il termine "insieme", li trovo falsi e sbagliati (con Chiara abbiamo maniacalmente evitato di usarlo) perchè chi dice "insieme" è spesso chi poi fa esattamente l'opposto e gestiesce senza la minima trasparenza, senza nemmeno tentare la partecipazione, come chi ti sorride per chiedere la carità ma appena ottenuta già ti ignora e guarda il "pollo" successivo.

E poi è sbagliato perchè chi governa deve assumersi responsabilità e scelte che non può promettere di fare "insieme" ma deve ascoltare, raccogliere, spiegare, condividere e poi fare "da solo".

Quando poi leggo lo slogan della Moratti "Insieme per una Milano sempre più bella da vivere", mi convinco che ho ragione.

L’attesa dell’incolpevole

Vi capita mai di essere in fila a una dogana di un paese straniero di cui sapete poco o nulla e pur nella certezza di non aver niente di illegale addosso o nelle borse, vi domandate cosa potrebbero fare per incastrarvi?

Credo che si senta così mio fratello che ho sentito stasera e a cui va tutto il mio abbraccio: c'è stata l'udienza (finalmente) non sono state prodotte prove, la difesa è al contrario piena di documenti, fatti, circostanze, testimonianze, eppure… ti domandi se hai fatto tutto bene, se hai messo i timbri e i bolli sul visto, se hai la foto in tre copie…

Carica di ansia è l'attesa dell'incolpevole. Domani sapremo.

Cena a Isola

Stasera ero a Isola della Scala per partecipare a una cena di autofinanziamento organizzata dalla lista che sostiene Chiara.

Bel clima, grande semplicità e una voglia di partecipare che sembrava "roba degli anni 'anta": che diversità dalla politica becera e insulsa che vediamo in TV, dagli insulti e dallo sproloquio, dal catastrofismo e dalle minacce.

C'era sempre un misto di passione e dedizione condito con allegria e fiducia: come il risotto all'isolana.

Meritano di vincere.

Il valore dei manifesti

Foto3 A Cosenza e in altri paesi della Calabria che ho attraversato ci sono le elezioni amministrative e mi ha molto colpito l'utilizzo dei manifesti così diverso da quello a cui siamo abituati qui "al nord".

Sarà che sono influenzato dal lavoro per la campagna elettorale di Chiara a Isola della Scala ma mi sono chiesto come mai siano così importanti i manifesti al sud, c'erano ovunque, diffusi in modo smodato, sui cassonetti della spazzatura, sui muri delle case, in una lotta continua a coprirseli l'un l'altro.

Molti davvero brutti e altrettanti in palese contraddizione tra testo e mezzo (non puoi scrivere "Una città migliore" e poi appiccicare i manifesti, storti fra l'altro, su un muro a deturpare una piazzetta) ma con una totale identità di atteggiamento e utilizzo tra destra e sinistra in una gara a chi lo fa peggio, più banale, più cialtrone.

Ho anche guardato qualche spot in televisione, anche qui una vera e propria inondazione, con una qualità scadentissima e messaggi che fanno sembrare gli spot che si vedono nelle multisala prima del film, dei veri capolavori da oscar.

A questo punto o sono matto io o qualcosa mi sfugge perché non posso credere che siano tutti così sciocchi da buttare soldi senza una convinzione di utilità (Carlo ha ipotizzato che probabilmente molte tipografie sono in mano alla 'ndrangheta…) e quindi vuol dire che una qualche efficacia ci sia: che sia come quella di chi dice "io non guardo la pubblicità"?.

Mi sarebbe piaciuto fermarmi quanche giorno per studiare e capire il fenomeno, parlare con qualche candidato e capire perchè usano questi mezzi e chi li fa e cosa pensano di ottenere e… una valanga di domande.

Certo è che vedere ancora gli striscioni di traverso sulla strada, le automobili con l'altoparlante a tromba che annuncia il comizio per la sera, mi sono sembrati tuffi nel passato o forse sono io che mi sono perso qualcosa.

 

Foto minimali

Al concerto di Cosenza era rigorosamente vietato fotografare e ho solo due scatti prima e dopo il concerto ma li riporto qui per "cronaca"

Foto2 Prima dello spettacolo c'è Battiato in regia che discute gli ultimi dettagli

 

 

 

 

 

 

 

Foto e a fine spettacolo Battiato e Boccadoro ringraziano dalla buca dell'orchestra ma sembrano due gnomi che escono dalla terra.

 

Poter dire “io c’ero”

Assistere allo spettacolo di Battiato è stata un'esperienza davvero fantastica: la tecnologia degli ologrammi portata ad un livello tale per cui in scena erano assolutamente indistinguibili dai personaggi in carne ed ossa.

E' stato come assistere a quegli eventi "epocali", le prime proiezioni cinematografiche, la visione dei primi programmi televisivi, perchè sono sicuro che ciò che ho visto in "pezzo unico" diventerà tra qualche anno lo standard di fruizione degli spettacoli teatrali e dei concerti ma anche la fruizione domestica di video e giochi.

Non meno impressionante la qualità del suono in cui alcuni elementi regstrati si fondevano in modo indistinguibile con i suoni prodotti dall'orchestra (l'unica entità in carne ed ossa della serata a parte una fugace apparizione di Battiato all'inizio).

Anche qui la domanda diventa "Ma cosa è reale e cosa non lo è"?, ha perfino senso una domanda del genere? Internet è reale o no? Un ologramma è reale o no? Un suono registrato è meno vero di quello prodotto al momento?

Trattandosi di un'opera dedicata a un filosofo, direi che la scelta di usare questa modalità di presentazione è perfettamente funzionale al messaggio che Battiato voleva dare, non c'è una storia, non c'è una trama vera e propria, c'è solo una musica dolce e delicata che vuole descrivere la profondità o l'elevazione del pensiero.

Alcuni momenti dello spettacolo talmente coinvolgenti che anche la distanza tra chi assiste e chi agisce sul palco si assottigliano fino a scomparire, penso allle delicatissime figure della danza di tre ballerini giavanesi o alla scena in cui appare sul palco un giardino con alberi le cui foglie si muovono a una leggera brezza e una fontana zampilla e il cantante appare e scompare dalla panchina su cui è sdraiato come se fosse il gattone di Alice nel Paese delle Meraviglie.

CI vorrà parecchio perchè lo si possa rivedere in qualche altra città e va a merito di Cosenza di aver investito in un progetto culturale di questa levatura.

Io sono felice di aver visto nascere un nuovo orizzonte e di poter un giorno raccontare ai miei nipoti che giocheranno con gli ologrammi: la prima volta che furono usati a teatro, c'ero anch'io.