Tra zingari e manouche

La miscela Facebook e YouTube è esplosiva: basta che un amico pubblichi il link a un video musicale interessante che passando da un link all'altro scopro interi nuovi orizzonti musicali.

Stasera la "colpa" è di Marina che ha seguito un post di Filippo (e chi l'ha detto che un liutaio debba solo ascoltare Haydn e Mozart?) che ha postato il link al video di un gruppo di musica gitana Taraf de Haidouks e da lì scoprire poi Tchavolo Schmitt uno straordinario chitarrista degno erede di Django Rheinardt.

Da lì il salto anche a una collezione di Jazz Manouche era assolutamente indispensabile.

Tutta la musica zingara mi piace, è piena di influenze, è vitale, carica di passione, ne avevo già una buona collezione, con alcuni dischi di vera ricerca etnografica e poi via via tutti i generi musicali della zona balcanica fino alla Turchia e lungo la via della seta fino all'asia centrale dove la musica si dimentica di essere "classica", "folk", "occidentale", "orientale": serve solo per rallegrare il cuore.

Con quale faccia!

Cuore1991  Esattamente venti anni fa (8 aprile 1991) il settimanale Cuore uscì con un titolo molto netto a proposito di come i politici stavano gestendo la crisi di governo.

Il titolo fece molto scalpore (oggi siamo ahimé abituati a ben altro!) ma andava dritto alla questione.

Dopo aver letto delle dichiarazioni di Berlusconi a proposito del nucleare, in cui candidamente dice che il provvedimento del governo serve a evitare il referendum perchè, non conta quello che vuole la gente che si lascia "impressionare", conta quello che vuole lui.

Non c'è che dire, il solo titolo appropriato, dopo vent'anni è ancora quello.

Un classico

Questa versione di Bella Ciao l'ho ascoltata per la prima volta al festival dei cori della Pusteria con il coro Comiter e qui c'è la loro versione registrata quel giorno in piazza a San Candido con il telefonino (una gioranata ventosa e l'audio è quello che è) e la versione degli Swingle Singers.

 

Una perla

La versione di “Fischia il Vento” suonata da Giorgio Gaslini, la ascoltai tanti anni fa ad un suo concerto dal vivo ed è ancora secondo me una perla.

Seguendo una canzone per il 25 Aprile

Ho passato alcune ore a seguire la storia di un brano "El cant dels ocells" ed è una bella storia.

Si tratta un canto natalizio catalano di origine medievale che Pau Casals ha reso celebre avendola eletta a simbolo della sua lotta contro il regime franchista e la eseguiva prima di ogni concerto.

E' famosa la sua esecuzione alle Nazioni Unite nel 1971 quando non solo la eseguì alla veneranda età di 95 anni ma fece un discorso memorabile  il cui disse che la Catalogna è una delle più antiche democrazie del mondo e che fin dall' undicesimo secolo aveva la pace come tema primario (poi l'emozione lo interrompe mentre abbraccia il Segretario Generale U Thant).

Casals si rifiutò sempre di suonare in paesi che appoggiavano il regime franchista e fece due eccezioni, una all'ONU, che pur essendo a New York era in fondo "extraterritoriale" e la sede perfetta per fare il suo discorso sulla pace. (qui l'audio di quell'esecuzione) e un'altra nel 1961 dove la eseguì per il presidente Kennedy (qui l'audio).

Ne ho trovato una grande quantità di esecuzioni da quella di Casals a quella di Joan Baez, a quella dei Manheim Steamroller, di Carreras, della Montserrat Caballé di Jordi Savalls  e un intero album del Canzoniere Popolare Catalano con quel solo brano eseguito da diversi gruppi musicali con un bel libro che ne racconta la storia dal 1500 a oggi, da canto natalizio che annunciava la nascita di Gesù raccontata da 32 diversi tipi di uccelli, alla sua attuale collocazione come canzone simbolo della Catalogna e della tenacia di Casals contro la dittatura.

E il 25 aprile?

Secondo me è il brano perfetto per oggi,: un canto dolce che inneggia alla pace, triste perchè ancora ci sono guerre, morti e distruzioni, triste come un esiliato può essere, ma deciso come Casals a non smettere mai la sua battaglia contro la dittatura.

Ecco qui l'esecuzione che ne è la sintesi: lui da solo, con la moglie al piano, una finestra e la dolcezza della musica.

 

La musica perfetta per oggi: il finale della seconda sinfonia di Mahler

Se c’è un brano di musica perfetto per un giorno di festa pieno di simbologie come la Pasqua è proprio il finale della seconda sinfonia di Gustav Mahler.

A parte il titolo della sinfonia stessa (Resurrezione) c’è un tale senso di apoteosi, di gioia, di splendore in questa musica che qualunque versione ascoltiate, o meglio guardiate su YouTube vedrete sempre che anche i direttori più compassati alla fine cantano a squarciagola guidando il coro nell’ “Auferstehen”, “risorgere”.

La versione che preferisco è questa di Bernstein, proprio perchè leggendo dal suo volto tutta la potenza della musica riusciamo anche noi a farcene travolgere.

Il testo cantato prima dai soprani dice ” Credi, mio cuore credi, nulla andrà perduto…” e prosegue dicendo che non si soffre inutilmente perchè nella vita c’è uno scopo e poi pian piano il coro entra e arriva al finale dicendo “Con ali che mi sono conquistato,mi librerò nell’aria! Risorgerai, si risorgerai
mio cuore, in un attimo!” (Qui il testo integrale con la versione a fronte in tedesco per chi vuole seguire)

Non poasso che dedicare questo stupendo brano a mio nipote Alberto, che alla fine risorgerà dall’ingiustizia che ha subito in un tripudio di gioia di tutti noi che gli vogliamo bene.

(Schermo pieno e volume a palla please)

La cerimonia del cestino pasquale

Pasq2 E' tradizione che il sabato della vigilia di Pasqua, tutte le famiglie preparino un cestino con pane, salumi, uova sode, cren, (qualcuno ci mette anche l'insalata russa o  l'arrosto freddo) e il cestino viene portato in chiesa per una cerimonia che si conclude con la benedizione di questo che diventerà il pranzo principale di Pasqua: il geweitz ovvero il cibo benedetto.

Anche noi abbiamo chiesto al macellaio di prepararci il cestino nel pieno rispetto della tradizione e abbiamo segiuto la sua indicazione di coprirlo con un panno bianco: per discrezione non si deve mostrare il contenuto, per rendere uguale chi ha tanto e chi poco.

Pasq3 Abbiamo assistito alla lunga cerimonia del sabato pomeriggio uscendocene alla fine con il nostro cestello come tutti gli altri, soddisfatti di aver preso parte a questo che per noi è più un rito di appartenenza alla comunità che non una vera e propria benedizione del cibo.

Prima a casa di Pippo abbiamo assaggiato pezzi del suo Geweitz con un poderoso cren in radice tagliato fine come il ginger che ha cacciato tutte le occlusioni nasali presenti e future!

 

 

Pasq8 E poi a casa nostra a contemplare il contenuto del nostro cestino che sarà solo di contorno al pranzo che Marina ha preparato con l'agnello al forno.

Auferstehen, resurrezione! Dello spirito ma anche del corpo e la bottiglia di buon vino è già in frigo.

 

What You See Is What You Get

Pasq1 WYSIWYG è un acronimo che una volta si utilizzava per definire le applicazioni che mostravano in tempo reale sullo schermo le varie manipolazioni di grafica.

Nel marketing è l'approccio che mostra il prodotto nel modo più esplicito possibile per far percepire al cliente le sue caratteristiche uniche e peculiari.

Alois Villgrater, il nostro macellaio ci ha dato oggi un'altra prova del suo talento di markettaro di prim'ordine anche senza aver studiato alla Bocconi.

Ecco i suoi salami tagliati a metà in bella presenza perchè si possa apprezzarne le diverse consistenze dell'impasto: puro marketing!

Anche leggendo l'etichetta il suo talento naturale alla comunicazione commerciale si vede: non si chiama "salame" ma "Salame del Contadino di Sesto", ovvero come trasformare una materia indistinta (il salame) in un "prodotto".

Dieci e lode!