Rileggendo l’agenda

In treno, tornando dal meeting sull'agenda digitale, ripensavo al lavoro che c'è da fare, alle proposte da presentare, alla fatica di spiegare per l'ennesima volta perchè l'informatizzazione di un paese sia una scelta vitale e strategica.

Per quanto riguarda le proposta relativa ai temi della sicurezza di cui mi occupo, per ironia della sorte, ho un compito facile perchè si tratta di ripetere quanto andiamo dicendo da anni con il CLUSIT, con quello che ho contribuito a elaborare nel team di esperti di ENISA, e che, avendo fatto poco o nulla in Italia di quanto si diceva allora, è ancora maledettamente attuale.

Mi ha colpito la tenacia di quanti erano oggi a Milano, molti dei quali sono sulla scena dell'informatica italiana da decenni e continuano a credere che anche il nostro possa diventare un giorno un paese normale, specialmente dopo aver visto la slide della rappresentante dell'Unione che faceva vedere come ci sono solo tre paesi al mondo che non hanno un piano strategico sulla crescita digitale: Libia, Somalia e Italia.(devo ritrovare quella slide, vale più di mille parole)

Mi ha colpito la forza che ha l'Europa, pur con tutti i suoi limiti, di imporre ai paesi membri un percorso e un passo che da soli non saprebbero tenere e la lucidità con cui i piani vengono comunque presentati e schematizzati. Spero sempre, come accade anche nelle famiglie, che certe cose si facciano "per non fare brutta figura", anche se non per motivazione e comprensione profonda, ma che si facciano.

A leggere gli otto titoli delle azioni che compongono l'agenda non c'è nulla da dire, c'è solo da fare.

Certo, anche oggi ci sono stati interventi pasticcioni, alcuni molto settoriali, alcuni completamente fuori tema, altri (quelli che mi fanno sbuffare) "il problema è un  altro", "è una questione di cultura…", altri ancora inutilmente polemici che verrebbe da dire che è ovvio che i politici non capiscono: se questo è il livello degli informatici…

Ma proprio perchè la gran parte degli interventi era invece lucido, perchè i tempi sono ben definiti (prossima tappa a maggio al Forum PA), perchè lo schema europeto evita dispersioni, credo si sia avviato qualcosa che costringerà a inserire il tema della crescita digitale del nostro paese assieme agli altri grandi temi nell'agenda della politica, dall'ecologia al lavoro, dalla giustizia alla sanità, dall'economia alle pensioni.

Taci il nemico ti ascolta

A parte la massima storica che campeggiava sui manifesti di propaganda durante la seconda guerra mondiale, mi pare che queste guerre "mediatiche" facciano perdere il senso di cosa si deve e non si deve fare.

Da una parte è giusto che si voglia informare, si cerchino notizie, testimonianze, ma dall'altra chi è in azione (penso al pilota che rilascia dichiarazioni come se niente fosse) deve semplicemente tacere, come dovrebbero tacere i generali, i ministri, i funzionari che sono impegnati in prima linea. Se l'azione è seria allora devono essere serie anche le attività di contorno.

Certo, si potrebbe dire che la cosa non è seria ed è giusto che Frattini, La Russa, Bossi e tutti gli altri straparlino: peccato che stiamo parlando di una cosa che invece è maledettamente seria, e provate a chiederlo ai libici dall'una e dall'altra parte se non è vero.

Si ha l'impressione che nessuno sappia più stare al suo posto.

Stefano tira le soome

Il motore dell’iniziativa è lui e la sua determinazione è encomiabile.

L’Agenda Digitale è in movimento.

Grazie a Stefano Quintarelli, come diceva Totó: “Se non c’era lui, caro lei…”

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Inviato da iPhone

Domani Agenda

Domani sono al meeting per l'Agenda Digitale.

L'iniziativa ha tutte le premesse per spingere le istituzioni ad una maggiore attenzione allo sviluppo della rete nel nostro paese. Vediamo, di certo incontrerò tanti amici.

In vista del 13

Il 13 aprile è prevista una serata di musica per beneficenza e sono invitato con tanti altri amici musicisti (solo il fatto di essere nella lista mi fa molto piacere) e oggi con Marco e Vito abbiamo provato, così tanto per "vedere l'effetto che fa" alcuni brani del CD che non suoniamo da mesi.

Anche solo in 3 senza grandi prove tutto è tornato alla mente: praticamente dal vivo.

Endovene di saperi

Quando Piero passa da casa per un saluto, o come stasera per la festa del papà, è sempre un grande piacere e inevitabilmente parliamo di social networks, di comunicazione in rete, di applicazioni innovative e finisce che mi faccio una endovena di saperi che Piero sta accumulando alla velocità del suono.

La sua dimestichezza con Facebook è strabiliante.

E poi le coccole fanno sempre piacere.

Ratataplan Patapim Pam Pum

Il nostro racconto della battaglia di San Martino e Solferino, nel momento più truce, rifugge dall'utilizzo di una canzone lasciando che sia il pubblico a creare il tessuto sonoro con un ipnotico "Ratataplan Patapim Pam Pum" mentre Fabio recita alcuni versi che danno l'idea della guerra come dei fermi immagine senza tempo.

La nostra volontà è di far capire quanto sia straziante quella guerra come tutte le guerre e farlo sentire facendo vibrare fisicamente chi è presente.

Leggo ora degli attacchi aerei e dei missili Cruise in Libia e non posso che pensare: Ratataplan Patapim Pam Pum… "e un ragazzino che piaaaaange!"

La ragazza alla finestra: BUM!

Antonia Nel raccontare la battaglia di Solferino e San Martino ci siamo imbattuti nella storia di Antonia Savio Cerini che fu colpita casualmente da una pallottola mentre si affacciava al balcone della sua finestra.

Di quel racconto rimane un affresco su una casa a Solferino e ora anche la canzone che ha scritto Fabio KoRyu Calabrò.