Ancora su radiazioni, dati ed emozioni

Questo articoletto semplice semplice del Post  è proprio da leggere e anche quello che aveva riportato Stefano, aiuta a contestualizzare il tema dell'esposizione alle radiazioni.

Giusto informarsi, doveroso capire.

Dico spesso che l'istruzione costa, ma l'ignoranza ha un costo insopportabile.

 

 

2 Replies to “Ancora su radiazioni, dati ed emozioni”

  1. nell’articolo riportato bisogna fare attenzione alle unità di misura. Secondo me hanno sbagliato a riportarle in questo modo, dato che chi non ha dimestichezza potrebbe confondersi. Stare vicino a fukushima e chernobil comporta un’esposizione misurata in MILLIsievert, le altre in MICROsievert. 1 milli sono 1000 micro. Comunque da quanto ci ha spiegato il prof di chimica ieri il problema delle particelle alfa, dannose per l’organismo, è che si depositano, e quindi si ingeriscono mangiando e bevendo

  2. Ciao Gigi, da quando è successo il sisma in Giappone seguo costantemente le notizie che vengono date sulla situazione a Fukushima su NHK World, la tv di stato Giapponese. Nell’arco di 10 giorni la situazione è peggiorata gradualmente, tanto da portare il livello di gravità per l’incidente al pari di quello della centrale di Three Miles Island.
    La Tepco si è smentita di continuo aggravando il quadro di volta in volta, è stata bacchettata dal primo ministro che l’accusava di oscurare le informazioni e contemporaneamente è intervenuta sui reattori con mezzi e tecniche che molti considerano insufficienti o inutili.
    Fra tutti gli interessi che possono spingere a distorcere la realtà, quello legato alla proliferazione nucleare è, a mio avviso, quello più pericoloso, dato che interessi di milioni di euro di appalti ruotano intorno alla costruzione di una centrale atomica. Perciò se le informazioni vengono distorte, è più logico che siano distorsioni pro-nucleare.
    Ad esempio la Tepco è accusata di aver nascosto diversi incidenti alle proprie centrali negli ultimi trent’anni di attività.
    Ora un punto; l’incidente di Cernobyl ha fatto un numero differente di vittime a seconda dei diversi punti di vista. Secondo il Chernobyl Forum sono 65 certi e 4000 presunti, secondo Greenpeace sono più di 6 milioni. Ora: dato che NON si può sapere con esattezza se un tumore nasce per l’incidente a una centrale o per cause naturali, per quanto mi riguarda, tanto vale augurarsi il caso peggiore, ovvero che inquinamento, radiazioni nell’aria, fumo passivo, alimentazione, ecc siano tutte cause di quella malattia. Questo perchè è un dato di fatto che certe malattie siano in aumento e non potendo ricollegarci direttamente alla causa, se non per dati vagamente statistici, tanto vale guardare allo scenario peggiore, assumendo che qualsiasi tecnologia o comportamento umano potenzialmente nocivo è in realtà nocivo nella sua misura più grande; in questo modo possiamo trovare i mezzi per tenerci alla larga da intraprendere individualmente e come società dei comportamenti che mettano a rischio la nostra salute.
    Questo non significa per forza non fare centrali nucleari, ma considerando che una tecnologia potenzialmente in grado di rendere inabitabile una porzione di territorio per migliaia di anni e di uccidere centinaia di persone nel corso del tempo va pianificata con un atteggiamento un po’ diverso, pianificando sistemi di sicurezza in grado di far fronte a catastrofi naturali di gravità non ancora conosciute.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *