Finalmente

Finalmente ho attivato l'accesso alla Digital Concert Hall dei Berliner Philarmoniker per i quali Marina mi ha regalato l'abbonamento in agosto.

Semplicemente fantastico! Il suono, le riprese, l'orchestra, l'immersione che si ottiene anche solo con il portatile sulle ginocchia e un buon paio di cuffie.

Ho ascoltato il finale della seconda sinfonia di Mahler, volevo vedere se anche Sir Simon Rattle si lascia travolgere come Bernstein da quel potente crescendo che con il coro intona "Auferstehen" "Risorgere" e la risposta è… assolutamente sì.

E sabato c'è Yo-Yo Ma in diretta con il secondo concerto di Shostakovich.

Roba da Alice

Vi sembrerà strano ma oggi ho scoperto che domani è l'11 e non il 12 perchè oggi è il 10!

Il 12 è dopodomani. Che bella notizia.

Scirocco, uffa

Terzo giorno di scirocco, cielo grigio, temperatura sopra zero (+6 ora) e di tanto in tanto pioggerella.

E' del tutto insolito questo clima a metà gennaio quando inizia il periodo più freddo e secco e l'umore non se ne avvantaggia.

Marina e Liddy domani tornano a valle e quasi quasi anch'io…

Gracias a la vida

Stasera eravamo invitati a casa di Pippo e Kiki per un dopocena musicale con il loro cognato Alejandro da poco arrivato dal Cile. Lui alla chitarra e io con il violoncello a fare da contrappunto alla sua melodiosa voce intrisa di sudamerica: una serata magnifica, sembrava che avessimo suonato assieme da sempre.

A me bastava guardare le sue dita sulla chitarra per seguirne la linea melodica e trovare al volo le note piú giuste e poi alcuni brani universalmente belli come Gracias a la vida sono stati davvero il simbolo della serata.

Devo proprio dire grazie alla vita che mi ha dato tanto, come dice la canzone, che mi ha dato amici come Pippo e Kiki, o Liddy appena arrivata, che mi ha dato la musica e uno strumento per suonarla, e il cuore per gustare il calore umano che scaturisce dal semplice stare insieme con la musica.

You ain’t seen nothing yet

Stamattina, facendo prove di collegamento video tra il mio mac e l'iPad, ho riguardato il filmato di Zander su Ted in cui dice: ci sono quelli che dicono che la musica classica sta scomparendo e quelli che dicono cheancora non avete visto nulla: "You ain't seen nothing yet!"

Quello che avete visto non è ancora nulla rispetto a quello che ancora accadrà, lo dicevo ieri a cena con Alberto e Massimo quando parlavamo dei nostri sogni con Onde e della rivoluzione di YouTube e di Facebook.

Oggi, su suggerimento di Flavia, ho scaricato un nuovo browser, RockMelt, e non so se sarà davvero fantastico o no (Flavia di solito ha fiuto) ma mi stupisce vedere una startup da trenta persone che si lancia per realizzare…. un nuovo browser: ma come non ci sono già Explorer e Safari e Firefox e Opera e Chrome? Con giganti alle spalle come Microsoft e Google e Apple e…

Eppure è proprio qui il messaggio: you ain't seen nothing yet.

E' stupefacente quanto spazio ci sia ancora per inventare nuovi modi di usare la rete di cambiare le interfacce, di proporre nuovi servizi e solo chi ha vista corta crede che ormai si sia scoperto tutto ciò che c'era da scoprire.

"L'uomo non è predestinato a raggiungere queste velocità" dicevano gli scettici che guardavano le prime sferraglianti automobili sfrecciare a venti kilometri all'ora, "Se l'uomo potesse volare il buon Dio gli avrebbe fatto le ali" dicevano quelli che non credevano nei tentativi dei fratelli Wright e ora sorridiamo di tanta stupida cecità verso l'innovazione.

Ancora non abbiamo visto nulla di cosa potremo fare grazie allo sviluppo della rete e soprattutto di come noi potremo imparare, conoscere, scambiare, dialogare, capire, migliorare ciò che ci circonda.

Eh ma da noi… è un problema culturale… è una questione organizzativa… non ci sono le risorse… noi con Berlusconi… figuriamoci… si ma la Silicon Valley…. certo ma i Cinesi e gli Indiani sono un'altra cosa… e mentre i timorosi del futuro continuano a vedere l'impossibilità c'è chi vede l'opportunià anche nelle bidonvilles di Nairobi.

You ain't seen nothing yet.

La bellezza

MeditaX05 Uno dei temi su cui ho dialogato con Alfonso è quello della "bellezza", sostenendo che nell'animo di chi è spinto all'innovazione c'è un desiderio di bellezza, quasi una certezza che il nuovo risponda a un ordine che è intrinsecamente "bello".

Stimolato da queste riflessioni mi soffermavo oggi lungo il cammino per cercare la bellezza che ci circonda, quella a cui non diamo peso, quella che apparentemente non vediamo ma che non sfugge al nostro "occhio interno". (tutte le immagini sono su Flickr)

Guardavo i riverberi dell'acqua imprigionata nel ghiaccio, i pezzzettini di corteccia o gli aghi di pino, sigillati come insetti nell'ambra e trovavo affascinante il gioco che la luce faceva semplicemente spostando lo sguardo da un lato all'altro.

MeditaX01 Anche dove la neve non è più immacolata, lungo la strada dove gli spruzzi delle auto l'hanno sporcata di fango, la bellezza emerge come un giglio sul letame: basta guardare stringendo il campo, escludere il superfluo e cercarla, la bellezza è lì, nascosta agli occhi frettolosi ma ben disposta verso chi la desidera trovare.

E' un discorso scomodo, che imbarazza molti: ma che c'entra la bellezza con la tecnologia?

Vuoi dire che un computer deve essere bello? Stai parlando del packaging? Stai dicendo che una pagina web deve essere ben disegnata?

MeditaX04 Ovvio che sì, ma la bellezza è qualcosa che va oltre l'estetica e la forma.Oggi trovavo una bellezza anche in oggetti casuali, giustapposti senza un senso estetico, spesso dal caso, quasi sempre da chi cercava una funzione e non una forma ma diventavano belli proprio nella loro normalità.

E' la bellezza, quella profonda, quella che ti giunge al cuore attraverso gli occhi, quella che lascia l'estetica per puntare al "sub-lime" a quel punto che è appena sotto il limite massimo di percezione e che spesso ti commuove tanto che sei costretto a tirare un respiro per reggerne l'ondata. E quanti respiri abbiamo fatto oggi, tra rocce innevate e raggi di sole tra i rami.

MeditaX03 Quando la tecnologia punta solo alla funzione e non asseconda l'estetica nè ricerca la bellezza, il risultato è spesso paradossale e ridicolo, patetico addirittura.

Come il ghiaccio che si è aperto un varchio nel secchio così è difficile ingabbiare la bellezza pensando di non doverla assecondare.

Io sono sicuro di essere bellezza nella bellezza del mondo, perchè sento di essere parte e non estraneo a quanto mi sta intorno. Sono certo che la vita sia bellezza, bellezza di abbracci, non solo di oggetti, bellezza di dialogo tra ciò che c'è in me e le stelle.

MeditaX11 A molti non piacerà questo mio modo di pensare, lo giudicherà tra l'enfatico e lo snob, me lo diceva Alfonso, ma guarda caso tutti gli innovatori che ho conosciuto e ammirato (e lui non fa eccezione), non solo hanno un profondo senso per la bellezza immediata (dalla musica, alla fotografia) ma sono di certo animati da valori ben più alti che non il semplice meccanicismo quando vedono nell'innovazione il modo per rendere migliore il mondo.

Ne ho la prova nel compiacimento che ho sempre letto sul loro volto quando mi raccontavano del mondo futuro, quel sorriso estatico e sicuro di sé mi faceva sempre venire in mente un passaggio della Bibbia che al termine della creazione dice "And he saw that it was good".

MeditaX08 Ho fatto un sacco di foto al ghiaccio oggi, il ghiaccio in fondo è acqua che muta continuamente il suo stato e mi pare sia un eccellente terreno per permettere alla bellezza del mondo di manifestarsi.

E' bellezza in movimento, dinamica come la vita, più veloce del mutare di una roccia e più lenta di una foglia che cade. Ma è un movimento con un tempo lentissimo che lo fa diventare la fotografia di un'istante in cui il mondo che si rinnova nel "panta rei" del suo scorrere continuo.

Dovunque girassi lo sguardo vedevo segni di mutamento cristallizzato quasi che la natura li avesse fotografati per me in modo che io non dovessi fare altro sforzo che raccoglierli con l'iPhone.

Mentre scrivo queste note per non perderne traccia, ascolto la nona sinfonia di Mahler, una bellezza struggente, "sub-lime", in cui nella prima parte racconta la bellezza del mondo con accordi e modulazioni dolcissime per poi arrivare alla fine ad una lentezza quasi impossibile e a una evanescenza che racconta il punto in cui la vita passa da uno stato all'altro, finisce quella terrena e inizia l'aldià.

MeditaX12 Come in questa lastra di ghiaccio che ricopriva una roccia in cui non c'è un netto passaggio da un colore all'altro eppure ci sono tutti, dove il ghiaccio è sospeso tra il solidificarsi ulteriormente e il ritornare allo stato liquido per via di quel raggio di sole che lo sta scaldando.

Sì, userò la metafora della musica ancora molte volte per dire ciò che penso perchè c'è in lei la stessa dinamica bellezza che ho visto oggi, che chiede agli innovatori di avere il coraggio di ricercarla per essere il raggio di sole che la sbloccherà dalla temporanea prigionia del freddo meccanicismo.

 

 

Meditazione

MeditaX09 Il sentiero della meditazione è un percorso che si snoda tra pietre e boschi sulla costa di Mont'Elmo proprio dietro casa mia.

Non lo avevo mai fatto in inverno e devo dire che alla sua suggestività la neve aggiunge qualcosa di speciale, di magico.

Di tanto in tanto lo sguardo si apre e intravedi scorci che allargano vista e cuore come questo in cui si vede tutta Val Campodidentro.

L'occasione della passeggiata era la presenza di amici cari come Alberto e Veronica ma in realtà avevo bisogno di riflettere dopo la chiacchierata con Alfonso a proposito del lavoro che sto facendo per preparare la mia nuova conferenza.

MeditaX02Un dialogo con Alfonso è come mettere in bocca un confetto: non puoi inghiottirlo, devi rigirartelo in bocca un bel po', sciogliere lentamente tutti gli strati per arrivare al vero nocciolo, il più gustoso.

Lo so, io sono forse un po' maniaco quando faccio questi lavori e rimugino di continuo, dubbioso, incerto e poi convinto e ansioso di mettere in pratica per poi tornare ad arrovellarmi.

Una passeggiata è quello che ci vuole per pensare-non-pensando e cioè lasciare che i pensieri si sviluppino senza cercare una logica lasciando che siano loro ad assumere una forma che poi si tratta di leggere come una radiografia.

MeditaX06 Quel sentiero ha tutto ciò che serve, dettagli di bellezza nascosti, tronchi intagliati a farne statue che la neve impreziosisce e trasforma, come questo Cristo che perde la sua divinità per diventare eroe medievale con stola e corona.

La meditazione serve in fondo a prendere tempo, a non avere fretta di finire: se il pensiero è quello giusto non scapperà.

Infatti ora che sono qui a risistemare i pensieri … non mi pare di aver nulla da sistemare, la risposta che cercavo è nel cammino, negli amici con cui ero, nel guardare dove mettevo i piedi. Attenzione e presenza. Hic et nunc.

In fondo la sfida che mi sono dato (e che è tutta mia, nessuno me la chiede o impone) è di fare meglio di quanto ho fatto prima ma non ho una vera unità di misura, come non aveva una vera meta la nostra passeggiata di oggi, anzi pensavamo di andare in su alla Baita del Cacciatore e invece siamo andati in giù verso San Candido.

 

MeditaX10 Quale sarà la via che prenderà il mio pensiero non lo so, ma guardando San Candido dalla collina dove termina il sentiero mi appagavo della bellezza che sprigiona senza bisogno di aggiungere altro e forse è proprio questa la conclusione.

Ghiaccio artistico

ANemes1 Non mi volevo portare la Nikon volendo stare il più leggero possibile e poi questa camminata l'ho fotografata un sacco di volte.

Però oggi un paio di scorci con il ghiaccio a formare arabeschi e sculture mi hanno fatto fermare e direi che l'iPhone se l'è cavata.

Le foto sono su Flickr e qui ne condivido qualcuna.

 

Questo è un ruscello che scorre sotto il ghiaccio

 

ANemes4 Questa è neve gelata ricamata dal vento

 

 

 

 

 

 

 

ANemes5 Un quadro di Fontana nel ghiaccio?

 

 

 

 

 

 

 

ANemes9 Quando cala il sole e tutto diventa blu il ruscello è pieno di forme caotiche