All'uscita dal concerto una signora in fianco a me commenta: "Non pensavo di ascoltare musica moderna… ma mi è proprio piaciuta".
Infatti i due brani più ostici, quello di Pierre Boulez e quello di Carlo, grazie anche alla spiegazione iniziale di uno dei violoncellisti e dello stesso Carlo, sono risultati curiosi e interessanti, la gente capiva e seguiva la musica ascoltandone ritmo e spazialità, l'intreccio dei due temi (Jakyll e Hyde) nel brano di Carlo, le note del cognome Sacher che passano da uno strumento all'altro in quello di Boulez.
Come già era accaduto lo scorso anno a Desenzano, se la musica contemporanea è proposta con passione e bravura ma anche con grande rispetto per il pubblico e reale volontà di farla apprezzare il risultato è sicuramente positivo.
Io stesso che ho sempre trovato Boulez scostante e difficile, oggi invece l'ho apprezzato e il suono di quattordici violoncelli ha come arrotondato le dissonnanze ed esaltato l'intreccio dei suoni gravi e di quelli più acuti.
Mi colpisce il fatto che oggi pomeriggio qui alla Scala la maggioranza del pubblico sia composto da donne e mi viene automatico collegare questo fatto ai filmati di TED Women che guardavo nei giorni scorsi. Mi aveva molto colpito la grinta della Nobel per la pace Jody Williams (qui il link al filmato) nel dire che bisogna agire, anche in pochi, per cambiare questo mondo.
E poi c'è la bellezza, l'arte, il flusso molteplice del cambiamento che la musica sa esprimere in modo del tutto unico.
Gli artisti che immaginano, sognano, creano, non importa se per pochi, nel loro cuore c'è sempre l'umanità intera.
Sono convinto che le donne e gli artisti cambieranno il mondo.
Oggni pomeriggio faccio una "corsa" a Milano perchè c'è un concerto molto particolare: i violoncellisti della Scala eseguono brani di musica contemporanea e un pezzo di Bach, il tutto in un'ora.
E' un concerto riservato agli studenti e agli anziani e non essendo né l'uno né l'altro, riesco a entrare perchè Carlo (Boccadoro) dirige uno dei brani di sua composizione e mi ha chiesto se volevo essere suo ospite: come rinunciare?
Se Parigi vale una messa figuriamoci se Milano non vale un bel concerto!
Programma
Georg Christoph Wagenseil Suite de pièces
Carlo Boccadoro Dr. Jekyll
Pierre Boulez Messagesquisses
per violoncello solista
e sei violoncelli Jakob Ludwig, solista
Johann Sebastian Bach Sonata in sol min. BWV 1029 (trascrizione dei Violoncellisti della Scala)
Sto leggendo a letto mentre con un orecchio ascolto il primo Cd dell'opera omnia di Ligeti e con l'altro ascolto la ricerca che Marina sta facendo su YouTube per rintracciare la musica catalana di Llac e Raimon che ascoltavamo appena sposati.
Ogni tanto la sento anche cantare e c'é allegria e ricordi di belle giornate.
A mio nipote Alberto hanno ridotto le restrizioni che gli impedivano di incontrare altre persone, è sempre privato della libertà e non può uscire dal cancello ma ora tutti gli amici lo possono andare a trovare e abbracciare.
E' vero che quando si è al buio anche una candela illumina ma questa è certo una luce nello scenario incredibile in cui si è trovato Alberto.
Non vedo l'ora di andare a guardarlo negli occhi e sorridere con lui. Intanto continuo ad esercitarmi con il Bourrée dlla terza suite per festeggiare quando le accuse cadranno come il Muro di Berlino e potremo festeggiare la libertà, quella vera e giusta.
Mario mi aveva spedito un "mostacciolo gigante" da Cosenza in segno di amicizia e noi lo abbiamo mangiato stasera con la nostra cara amica Liddy e i suoi nipoti: amicizia sigillata a livello planetario.
Alfonso è in volo per Cleveland e mi segnala via mail un bel libro che sta leggendo ora in aereo (Tim Wu: The Master Switch), io lo cerco e ne carico il capitolo introduttivo gratuito sull'applicazione Kindle del mio iPad.
Liddy mi parla da tempo del progetto Globish e ne parlò anche all'Equicena e al Cefriel ma non credo i partecipanti abbiano colto il senso profondo di quanto ci stava dicendo e la grande importanza che il progetto riveste. Io stesso comincio a capire adesso dopo averci parlato per diverse volte: capita con gli innovatori, spesso sono su un altro "pianeta".
Il progetto non è un nuovo Esperanto o l'idea di una nuova lingua ma semplicemente di stabilire un terreno comune di comuicazione tra gente di estrazione e cultura diversa.
Il progetto è stato lanciato da Jean-Paul Nerrière un manager IBM ora in pensione che, francese in una multinazionale planetaria, sapeva bene cosa volesse dire comunicare tra linguaggi e culture diverse e spiega bene con un video il concetto:
Perchè è importante ora il progetto? Perchè in Cina e in Giappone e in tutta l'Asia stanno scoprendo che Globish funziona bene: si tratta di imparare 1500 parole in inglese e scopri che parli di qualunque cosa con chiunque.
Perchè 1500? Perchè dai tempi di Radio America hanno scoperto che 1500 parole inglesi è il bagaglio più che sufficiente per comunicare, non per scrivere un romanzo, ma per parlarsi e con i Social Networks che si fanno planetari, con i Facebook da 500 milioni di utenti, il fatto che ci sia un terreno comune di contatto è da tutto visto come un fatto di grande importanza.
Perchè Globish e non English? Perchè anche chi parla inglese deve mettersi in gioco e non sono solo parole (nel loro caso da limitare) ma anche piccole regole da seguire come ad esempio:
Mantieni frasi corte – Evita metafore e espressioni colorite (un bel problema per me) – Evita domande in forma negativa – Evita le battute – Evita le sigle – Usa gesti e supporti visivi
Globish non sostituisce le lingue tradizionali che rimangono veicoli di cultura, Globish aiuta a parlare con persone di altri paesi.
Ho scaricato il dizionario delle 1500 parole e ho scoperto che potrei parlare tranquillamente in Globish e forse il mio inglese come quello di Jean-Paul è più un Globish che un vero English.
Liddy se ne occupa da grande esperta di apprendimento a livello globale e sono felice di avere direttamente dalla fonte spiegazioni e suggerimenti di attenzione a temi che poi diventano universalmente riconosciuti come importanti.
Intanto mi verrebbe da dare un consiglio semplice semplice: con tutti gli assessment test e gli attestati che si fanno fare ai figli perché "conoscere l'inglese è indispensabile" come se fossero dei novelli Shakespeare, e se invece almeno i 1500 vocaboli del Globish li conoscessero? E sapessero applicare le poche regole che servono? Non scriveranno un nuovo Amleto ma potranno forse parlare con persone che incontreranno a Tokyo o a Tegucigalpa riuscendo a capirsi.