Ghiaccio artistico

ANemes1 Non mi volevo portare la Nikon volendo stare il più leggero possibile e poi questa camminata l'ho fotografata un sacco di volte.

Però oggi un paio di scorci con il ghiaccio a formare arabeschi e sculture mi hanno fatto fermare e direi che l'iPhone se l'è cavata.

Le foto sono su Flickr e qui ne condivido qualcuna.

 

Questo è un ruscello che scorre sotto il ghiaccio

 

ANemes4 Questa è neve gelata ricamata dal vento

 

 

 

 

 

 

 

ANemes5 Un quadro di Fontana nel ghiaccio?

 

 

 

 

 

 

 

ANemes9 Quando cala il sole e tutto diventa blu il ruscello è pieno di forme caotiche

Recupero calorico

ANemes7 Il premio per ogni camminatore, un pranzo al rifugio.

Oggi, su consiglio di Otti, il gestore della Malga Nemes, abbiamo scelto polenta con porcini e formaggio fuso.

 

 

 

 

 

ANemes8 Al posto del dolce io mi sono fatto un bel piatto di canederli di spinaci su una salsa di gorgonzola.

Ottimi!

Cane da neve

ANemes3 Blue non ha fatto altro che correre e saltare nella neve, perfettamente a suo agio e sempre intenta a tenere unita "la mandria" correndo tra me e Marina.

Con il pelo striato dall'alito che ghiaccia e il naso con le tracce dell'ultima scorpacciata di neve è rimasta in posa solo pochi secondi per poi rituffarsi in quello che per lei deve essere un immenso parco giochi.

A spasso

ANemes2 E' la nostra camminata preferita quella che porta dalle Sette Baracche alla Malga Nemes.

Di solito la facciamo con gli sci da fondo ma oggi con Alberto e Veronica l'abbiamo fatta a piedi senza fretta gustandoci ogni angolo.

Una giornata luminosa con l'assenza di vento che rendeva accettabile il freddo (-12) è quello che ci vuole per gustare l'uscita dal bosco quando appare il monte Quaternà deto anche "il Cervino di Sesto"

 

 

ANemes6 Bello anche l'arrivo al rifugio in pieno sole.

Mi sono eclissato nello studio

C'era l'eclissi stamattina ma non l'ho vista, non avevo uno schermo adeguato per guardare il sole che splendeva luminoso tra il col Quaternà e la Croda Rossa. Una giornata leggermente velata che ha fatto da sfondo a una mi avoglia di riprovare a suonare dopo molti giorni di sospensione per una fastidiosa epicondilite al braccio destro.

E così il tempo è volato tra la trascrizione del commento alla terza sinfonia di Mahler e i miei esercizi che ho ripreso da pagina 1, datata febbraio 2005, tanto per vedere l'effetto che fa suonare ora ciò che allora mi pareva tanto ostico.

Come è lontana la difficoltà quando stai affrontando nuovi e più duri ostacoli! Eppure quanto è lungo il cammino dell'apprendimento e della e-ducazione, del condurre se stessi da un punto all'alltro, da una sponda all'altra della conoscenza.

Ci sono volute quasi due ore per ritrovare una certa dimestichezza ed è normale che così sia, ho solo tolto un pò di ruggine dell'inattività.