Negli USA ho finalmente trovato "The art of possibility" il libro di Benjamin Zander che cercavo da tempo.
Mi trascrivo il passaggio che lui cita in apertura del World Economic Forum di Davos lo scorso anno.
"Storicamente gli artisti sono stati ingaggiati dalle istituzioni al potere per dare verità emozionale ai principi stabiliti.
Ora nella nostra nuova società globale, nessuna istituzione ha il grado di consenso per creare valori e direzioni per la maggioranza della gente.
I mercati, nelle società libere stanno rapidamente sostituendo i governi e le istituzioni religiose come regolatori della più elevata autorità, ma i mercati operano senza valori, non dialogano in una lingua umana.
Le arti possono aprire qui nuovi spazi, portando consapevolezza umana per confrontarsi con questo flusso di merci e capitali, dando energia alle nostre connessioni interpersonali e aprendo nuove porte per l'invenzione e la pratica.
Un cambiamento rivoluzionario nelle strutture operative del nostro mondo richiede una nuova definizione di chi siamo e del perchè siamo qui.
L'arte, in fondo,riguarda il nostro "riposizionamento", creando giustapposizioni sorprendenti, aperture emozionali, luminose presenze, percorsi aerei verso l'eterno."
Rubinstein
Tra le cose che mi sono portato da fare a Sesto ci sono gli ultimi 7 DVD con i grandi concerti di musica classica della De Agostini con le presentazioni di Carlo Boccadoro che, per un motivo o per l'altro, non ero ancora riuscito nemmeno a togliere dal cellophane.
Talvolta mi dico che sono matto a comperare, dischi, libri e DVD che poi non ho il tempo di leggere o di guardare ma mi è bastato ascoltare la presentazione che Carlo fa del DVD in cui Arthur Rubinstein esegue i concerti di Grieg, Chopin e Saint Saens per ricredermi: quel solo spezzone è un motivo per fugare ogni dubbio.
Non ho parole per descrivere la qualità delle immagini, la purezza del suono di Rubinstein e vederlo quasi cieco a 87 anni eseguire passaggi che fanno pensare che sia impossibile per le mani di un'anziano giungere a tanto.
E poi il DVD con Abbado e quel finale dell' Uccello di Fuoco e il secondo concerto di Rachmaninov così delicato e passionale: un'altra perla.
Ho finito alle tre e mezza stanotte ma mi sono guardato tutte le presentazioni e sbocconcellato qui e là i passaggi che Carlo sottolineava e adesso posso riprendere i DVD uno a uno e guardarmeli con calma e se non ci riesco, poco male, Rubinstein a 87 anni era ancora bello arzillo e io ho altri trent'anni per riguardarlo.
Il Mare dei Soldati e delle Spose
Ho trovato nella cassetta della posta un regalo graditissimo e del tutto inatteso: l'ultimo libro di Roberto Giardina "Il Mare dei Soldati e delle Spose".
Tanto più gradito perchè è lui stesso che me lo manda e dato che ci conosciamo solo tramite l'incontro in rete, è davvero una gentilezza semplice e spontanea che mi fa apprezzare ancora di più questa persona di cui conosco gli scritti e i pensieri, ma che ancora non sono riuscito a incontrare.
Adesso devo trovare una scusa per andare a Berlino, abbiamo ancora una pizza in sospeso da mangiare assieme.
Hotel 2.0
C'è chi si domanda se i Social Network sono un fenomeno utile allo sviluppo del business, chi dice "sì, sì, abbiamo un sito web", e qualche ardito che dice "ho una pagina su Facebook" e chi… agisce.
Come mi disse una volta Stefano Bonaga "c'è chi ti dice 'ho capito' ma tu vedi negli occhi che non è vero, e c'è chi fa, perchè chi ha capito davvero agisce".
Mucca di legno
Che dire di questa mucca di legno nel parco giochi di Moso?
Non è tanto l'originalità di vedere animali intagliati nei tronchi (ci sono gufi e cerbiatti, cani e gatti qui e la), quanto il fatto di averla collegata a una fontanella e di aver costruito quattro tettarelle di gomma in modo che i bambini possano provare a mungerla.
Il cavallo blu
C'è un maneggio lungo la passeggiata tra Sesto e Moso e un magnifico stallone pascolava fuori dal recinto.
La luce di questa giornata autunnale ha mutato il mantello nero in un blu intenso e gli mancava solo l'unicorno per farne una creatura magica.
Ci mancava solo Vassilij Kandinskij e il suo Blau Reiter (il cavaliere azzurro) e il quadro era perfetto.
Foliage a Sesto
E' una stagione magnifica questa a Sesto: silenzio, pochissima gente in giro, aria pungente ma non gelida e il bosco che si tinge di pastello.
Mancano i rossi degli aceri del New England ma gli arancioni dei larici e il giallo delle betulle non è meno intenso e luminoso.
Il Mont'Elmo, la Croda Rossa, la Casella sono tutte imbiancate e l'annuncio dell'inverno imminente è ben leggibile.
Una passeggiata di un'ora è sufficiente per liberare la mente anche perchè è come se l'aria ripulisse dai turbamenti.