Un anno al concerto

Marina oggi mi ha regalato l'abbonamento alla DIgital Concert Hall dei Berliner Philarmoniker e per un anno potrò guardarmi i concerti sia dal vivo che riguardarmeli poi con calma.

Era un po' che "facevo la corte" a questo regalo e oggi parlavamo di Mahler e guarda caso la stagione dei Berliner si apre proprio il 27 agosto con la Prima Sinfonia di Mahler, una delle mie preferite.

Mi godo l'attesa esplorando il sito e gli archivi, l'abbonamento annuale dà diritto non solo ai concerti ma anche a rivedere le opere dell'anno passato, e già pregusto: la Seconda di Brahms, Wynton Marsalis, uno special sul ritmo delle città…

Ho un solo dubbio: a letto con cuffia e MacBook o sul divano con stereo e videoproiettore?

Kaiserschmarren test

Tour10Sempre a proposito di piatti semplici, i kaiserschmarren, sono una frittata spezzata con sopra dello zucchero a velo.

Proprio perchè semplici in apparenza, c'è una grande differenza tra chi li fa bene e chi li fa e basta.

Al Mondschein li abbiamo usati come test dopo la splendida rosticciata di baccalà e la prova è stata ampiamente superata.

Perfetta la scelta del piatto scuro, non costa ed esalta la dignità suprema di questo dolce. Da dieci e lode la caramellatura del fondo, probabilmente spolverandolo di zucchero a velo quando la padella è rovente con l'ultima "girata".

Forse un pizzico di sale in più nell'impasto sarebbe stato necessario per esaltare il profumo dell'uovo e direi che se alla morbidezza dello schmarren di Klaus all'Alte Sage aggiungessimo il caramello delicato di quasto del Mondschein potremmo avvicinarci alla perfezione.

Solo la panna di quallo della malga Klammbach potrebbe insidiarli.

Rosticciata di baccalà

Tour09La rosticciata è un piatto povero, figlio degli avanzi della cucina ma che come tutti i poveri assume una grande dignità quando è messo all'opera.

Una rosticciata di uova speck e patate o polenta è una delizia per rigenerarsi dopo le prime sciate del mattino, il bauern gerostli, il piatto del contadino, una semplice delizia con i pezzetti di carne lessa fatta saltare in padella con qualche aroma e una montagna di patate e cipolle.

Per non parlare della rosticciata di canederli mangiata ieri al rifugio Fondovalle, con dei filettini di maiale resi croccanti dal miele.

Oggi eleggiamo a sovrana la rosticciata di baccalà che si trova a pranzo al ristorante dell'hotel Mondschein a Sesto, segnalata dal nostro amico Massimo e immediatamente provata. Ottimo l'accostamento delle patate con il baccalà a tocchetti, il sapore di alloro, un goccio di panna per dargli la cremosità senza coprire il sapore e la spolverata di erba cipollina.

Ancora una volta il Mondshein, hotel Luna in italiano, si conferma perfetto nel rapporto qualità prezzo. Discreto e poco evidente sull'angolo della piazza di Sesto, è proprio come la luna: ha un volto nascosto che merita di essere scoperto, il suo ristorante.

Mulini

Tour01Proprio sopra la basilica di Maria Luggau c'è il sentiero dei mulini, uno scosceso viottolo che collega cinque mulini ancora attivi, forse più per i turisti che per una vera attività economica.

Affascinanti comunque con quel profumo di farina e crusca, di legno e acqua.

Tour03 Mi affascina la semplice ingegneria  del mulino, resa complessa dal fatto che tutto è fatto di legno intagliato che pare cosi debole nel suo confronto continuo con l'acqua ma, rovesciando le sorti della sua partita a morra-cinese, l'acqua corre via e il legno resta.

Tour05E che dire dell'idraulica fatta di tronchi scavati come forse gli uomini fanno da secoli?

Vista da sotto sembra addirittura una sfida alla gravità perchè i ponti che reggono i tronci sebrano andare verso l'alto, ma poi, ovviamente, ci si accoge che da un mulino all'altro le condotte sono in cadenza perfetta per portare l'acqua con la giusta forza senza che l'energia la faccia debordare ma arrivi tutta al suo motore.

Tour04 Parafrasando lo slogan che Séguéla inventò per Mitterand, c'è una "forza tranquilla" nella ruota che gira mossa dal getto dell'acqua che prende il suo slancio nell'ultima pendenza.

C'è il senso del tempo e della ripetizione, dell'eterno ritorno, della impermanenza delle cose con l'acqua che scorre a ricordare i Buddha e gli Eraclito e tutti quelli che nei millenni si sono chiesti il perchè delle cose.

Tour06 Quando poi un'assicella sposta il canale di legno oltre la ruota per fermarne il moto, si ferma la macina ma non la forza dell'acqua che diviene luce e suono.

Einstein lo aveva spiegato, l'energia salta da una forma all'altra ma siamo noi che facciamo fatica a coglierlo, lei lo fa naturalmente.

Basta fermarsi qualche minuto nel silenzio dei prati ascoltare il suono di una ruota ferma, ascoltare il suono dell'acqua che la potrebbe muovere ma che le passa accanto con un sussurro.

Opera dell'uomo che si è congiunta in armonia con la natura, forza lavoro presa in prestito per un attimo e restituita al bosco, al prato, al fiume.

Non c'è l'insulto delle fabbriche, c'è la saggezza artigiana, la medesima che è racchiusa nel mio violoncello.

Ho nelle orecchie la prima sinfonia di Mahler, che impropriamente, secondo me, si chiama Titano, talmente ampia e larga e piena di pace luminosa come lo sono queste vallate, scintillante come questi ruscelli.

Sia lode al pane, la cui farina, macinata da queste pietre, ha catturato l'acqua e i prati, il cielo e i monti: ecco il miracolo, spezzi la pagnotta ed esce una sinfonia.

Maria Luggau

Tour08Abbiamo approfittato di una giornata non piovosa per andare a fare un giro nella valle di Gail, una valle parallela alla Pusteria tra Sillian e Lienz.

Il punto centrale è la basilica di Maria Luggau ma tutto il percorso è punteggiato di paesaggi affascinanti tanto che il fatto che la strada sia stretta e non consenta di superare i 40 all'ora è persino un piacere.

SI passa da un'altopiano aperto con tutte le casette ordinate, la legna perfettamente sistemata, esplosioni di gerani ai balconi, a gole e boschi degni dei fratelli Grimm.

E poi paesini attraversati da una strada stretta che ti obbliga a guardarti attorno per vedere le decorazioni sulle case e (sorpresa!) una FolksMusikSchule con tanto di decori a pentagramma sul muro.

A parte il santuario, austero come sanno esserlo questi posti in nord Europa, è l'intera valle che emana spiritualità e lentezza, ritmi e fatica del lavoro e maestosità dei prati e dei monti.

Tour07 Rispetto alla strada primncipale si impiega il doppio del tempo per arrivare a Lienz ma èè tempo speso bene.

Gli occhi e il cuore ringraziano