Alberto è a casa finalmente.

Aspettavo questa notizia di ora in ora e quando oggi mi ha telefonato mio fratello ho capito che finalmente era arrivata: mio nipote Alberto è finalmente a casa dopo 188 giorni di ingiusta privazione della sua libertà.

Volevo correre ad abbracciarlo ma ancora ci sono restrizioni e limitazioni di cui vorrei capire la ragione ma non è il momento, adesso è solo gioia per lui e per la sua e mia famiglia.

Grazie a tutti i miei amici che lo hanno sostenuto, oggi mio fratello mi chiedeva di estendere a tutti voi il suo grazie e grazie anche ai 997 fan su Facebook che gli hanno dato la forza e la speranza e non hanno mai smesso di parlargli.

E' una bellissima giornata, il resto farà il suo corso.

Full immersion

Oggi full immersion alla nuova sede della scuola, complice il cugino di Marina, lavoratore vero che mi dà appuntamento alle 8 (sennò ad arrivare a mezzogiorno non si conclude nulla, dice) e si va avanti con una pausa di un'ora per il pranzo fino a stasera alle 7.

C'era grande fermento, c'erano tanti altri amici e volontari che davano una mano e il risultato si comincia a vedere: due delle nove aule pronte, l'impianto luci che comincia a funzionare, il primo giro di pulizia che ha prodotto quattro enormi sacchi di spazzatura.

Sarà così per tutta settimana perchè lunedì 6 si apre e tutto deve funzionare e devono acora arrivare i gessiti per fare le ultime tre pareti, manca la pedana dell'orchestra (ma domani l'abbozziamo) grandi spazi ancora da tinteggiare, e poi ci saranno i traslochi dei pianoforti e degli strumenti e il montaggio degli arredi ma tutto pian piano prende forma.

La mia adrenalina a sera è al massimo per cui sono stanco fisicamente e iperattivo mentalmente per pensare alle soluzioni da adottare all'indomani: vediamo se una bella doccia mi aiuta.

Grande couscous

Mi rendo conto che non si può sempre vincere.

Una bella camminata oggi dalla Croda Rossa al passo Montecroce, 700 calorie bruciate (secondo il contapassi di Marina) in bella compagnia e con una vista ampia e luminosa.

Poi a casa Marina ha preparato un couscous con verdure e ossibuchi (magnifica carne di Villgrater) da far resuscitare i morti, i nostri ospiti a cena hanno fatto festa e hanno anche portato un liquore di mirtillo nero fatto in casa da Pippo.

Morale: le 700 calorie me le sono giocate già con l'antipasto di pane carassu, formaggio di Sesto e pomodorini, il resto è tutto in più.

Felicemente sconfitto nella battaglia con il couscous con gli ossibuchi.

SestoFesta

Pompie2Tre giorni di Festa dei Pompieri a Sesto per raccogliere fondi per i Vigili del Fuoco che come altrove sono tutti volontari.

Una perfetta occasione per incontrare praticamente tutto il paese, con duemila anime non è un'impresa difficile in fondo e poi la nuova tensiostruttura che copre l'anfiteatro davanti alla Haus Sexten è perfetta.

Chiacchiere con gli amici, qualche "pettegolezzo" leggero, un sacco di sciocchezze di plastica vinte alla pesca di beneficenza, un paio di birre e un ottimo Strauben con i mirtilli.

Pompie1 Anche la musica non è affatto malvagia con i ragazzi della banda di Villgrantental trasformati in big-band con un repertorio meno zum-pa-zum-pa zum-pappa del solito.

Un anno al concerto

Marina oggi mi ha regalato l'abbonamento alla DIgital Concert Hall dei Berliner Philarmoniker e per un anno potrò guardarmi i concerti sia dal vivo che riguardarmeli poi con calma.

Era un po' che "facevo la corte" a questo regalo e oggi parlavamo di Mahler e guarda caso la stagione dei Berliner si apre proprio il 27 agosto con la Prima Sinfonia di Mahler, una delle mie preferite.

Mi godo l'attesa esplorando il sito e gli archivi, l'abbonamento annuale dà diritto non solo ai concerti ma anche a rivedere le opere dell'anno passato, e già pregusto: la Seconda di Brahms, Wynton Marsalis, uno special sul ritmo delle città…

Ho un solo dubbio: a letto con cuffia e MacBook o sul divano con stereo e videoproiettore?

Kaiserschmarren test

Tour10Sempre a proposito di piatti semplici, i kaiserschmarren, sono una frittata spezzata con sopra dello zucchero a velo.

Proprio perchè semplici in apparenza, c'è una grande differenza tra chi li fa bene e chi li fa e basta.

Al Mondschein li abbiamo usati come test dopo la splendida rosticciata di baccalà e la prova è stata ampiamente superata.

Perfetta la scelta del piatto scuro, non costa ed esalta la dignità suprema di questo dolce. Da dieci e lode la caramellatura del fondo, probabilmente spolverandolo di zucchero a velo quando la padella è rovente con l'ultima "girata".

Forse un pizzico di sale in più nell'impasto sarebbe stato necessario per esaltare il profumo dell'uovo e direi che se alla morbidezza dello schmarren di Klaus all'Alte Sage aggiungessimo il caramello delicato di quasto del Mondschein potremmo avvicinarci alla perfezione.

Solo la panna di quallo della malga Klammbach potrebbe insidiarli.

Rosticciata di baccalà

Tour09La rosticciata è un piatto povero, figlio degli avanzi della cucina ma che come tutti i poveri assume una grande dignità quando è messo all'opera.

Una rosticciata di uova speck e patate o polenta è una delizia per rigenerarsi dopo le prime sciate del mattino, il bauern gerostli, il piatto del contadino, una semplice delizia con i pezzetti di carne lessa fatta saltare in padella con qualche aroma e una montagna di patate e cipolle.

Per non parlare della rosticciata di canederli mangiata ieri al rifugio Fondovalle, con dei filettini di maiale resi croccanti dal miele.

Oggi eleggiamo a sovrana la rosticciata di baccalà che si trova a pranzo al ristorante dell'hotel Mondschein a Sesto, segnalata dal nostro amico Massimo e immediatamente provata. Ottimo l'accostamento delle patate con il baccalà a tocchetti, il sapore di alloro, un goccio di panna per dargli la cremosità senza coprire il sapore e la spolverata di erba cipollina.

Ancora una volta il Mondshein, hotel Luna in italiano, si conferma perfetto nel rapporto qualità prezzo. Discreto e poco evidente sull'angolo della piazza di Sesto, è proprio come la luna: ha un volto nascosto che merita di essere scoperto, il suo ristorante.

Mulini

Tour01Proprio sopra la basilica di Maria Luggau c'è il sentiero dei mulini, uno scosceso viottolo che collega cinque mulini ancora attivi, forse più per i turisti che per una vera attività economica.

Affascinanti comunque con quel profumo di farina e crusca, di legno e acqua.

Tour03 Mi affascina la semplice ingegneria  del mulino, resa complessa dal fatto che tutto è fatto di legno intagliato che pare cosi debole nel suo confronto continuo con l'acqua ma, rovesciando le sorti della sua partita a morra-cinese, l'acqua corre via e il legno resta.

Tour05E che dire dell'idraulica fatta di tronchi scavati come forse gli uomini fanno da secoli?

Vista da sotto sembra addirittura una sfida alla gravità perchè i ponti che reggono i tronci sebrano andare verso l'alto, ma poi, ovviamente, ci si accoge che da un mulino all'altro le condotte sono in cadenza perfetta per portare l'acqua con la giusta forza senza che l'energia la faccia debordare ma arrivi tutta al suo motore.

Tour04 Parafrasando lo slogan che Séguéla inventò per Mitterand, c'è una "forza tranquilla" nella ruota che gira mossa dal getto dell'acqua che prende il suo slancio nell'ultima pendenza.

C'è il senso del tempo e della ripetizione, dell'eterno ritorno, della impermanenza delle cose con l'acqua che scorre a ricordare i Buddha e gli Eraclito e tutti quelli che nei millenni si sono chiesti il perchè delle cose.

Tour06 Quando poi un'assicella sposta il canale di legno oltre la ruota per fermarne il moto, si ferma la macina ma non la forza dell'acqua che diviene luce e suono.

Einstein lo aveva spiegato, l'energia salta da una forma all'altra ma siamo noi che facciamo fatica a coglierlo, lei lo fa naturalmente.

Basta fermarsi qualche minuto nel silenzio dei prati ascoltare il suono di una ruota ferma, ascoltare il suono dell'acqua che la potrebbe muovere ma che le passa accanto con un sussurro.

Opera dell'uomo che si è congiunta in armonia con la natura, forza lavoro presa in prestito per un attimo e restituita al bosco, al prato, al fiume.

Non c'è l'insulto delle fabbriche, c'è la saggezza artigiana, la medesima che è racchiusa nel mio violoncello.

Ho nelle orecchie la prima sinfonia di Mahler, che impropriamente, secondo me, si chiama Titano, talmente ampia e larga e piena di pace luminosa come lo sono queste vallate, scintillante come questi ruscelli.

Sia lode al pane, la cui farina, macinata da queste pietre, ha catturato l'acqua e i prati, il cielo e i monti: ecco il miracolo, spezzi la pagnotta ed esce una sinfonia.