Guardando i prati di Dobbiaco dalla casa dove Gustav Mahler passava le sue vacanze si coglie il nesso tra la sua Musica e questo grande spazio.
E’ mezzogiorno e suonano le campane, le stesse che lui metteva qui e là nelle sue opere assieme a vaghi suoni di banda o campanacci di mandrie al pascolo.
In attesa del pranzo facciamo dur passi nel bosco che odora di cortecce. Ritmo e armonia sono fisicamente percepibili.
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Che meraviglia!