Il Post

Da oggi è online "Il Post", un nuovo modo di fare informazione online guidato da Luca Sofri.

Io mi sono "abbonato" subito e consiglio a voi di leggere l'editoriale di Luca e decidere se vorrete anche voi continuare a seguire questo progetto che dovrebbe portare a risultati davvero importanti nel nostro orizzonte futuro.

Bello il titolo e la grafica del titolo, sobria e semplice l'impaginazione, bello anche l'articolo di Giovanni Floris, molto bello quello di Flavia Perina, insomma ci sono tutti gli ingredienti.

In bocca al lupo a Luca e a tutti i redattori e cioè a tutta la blogosfera.

One Planet

Iin fondo i disagi dei viaggiatori fanno capire concretamente cosa vuol dire essere parte dello stesso pianeta: un inghippo della natura in Islanda e zac! la cosa si ripercuote nel resto del pianeta.

Un danno ecologico in Sudamerica o in Australia e anche se non lo vediamo subito, ci toccherà.

Il pianeta è uno solo e ogni tanto cerca di farcelo capire.

Anche per oggi non si vola

Schermata 2010-04-19 a 12.31.17Niente da fare, la mia agenda è tutta da riorganizzare.

Tanto vale fare in questi due giorni cose che avevo spostato alla prossima settimana e magari prendermi un po' di respiro.

Il Direktor

Schermata 2010-04-18 a 23.56.02Dopo tre giorni di full immersion tra prove, registrazioni, installazione e disinstallazione delle attrezzature, saggezza vorrebbe che andassi di corsa a letto (Marina infatti è più saggia di me, anche perchè lei ha fatto da mangiare per più di 30 persone per tre giorni).

Io non resisto a dare un’occhiata veloce ai filmati (uno sta andando su YouTube così com’è ma mi pareva bello condividerlo) ascoltare le registrazioni e preparare il DVD con le tracce separate per Alberto che deve riascoltare il materiale per guidare le altre prove da qui allo spettacolo del 29 maggio.

Devo dire che il nostro Direktor, è stato proprio bravo e paziente e alla fine (a parte un paio di brani da sistemare) lo spettacolo sta prendendo forma e abbiamo anche fatto due simulazioni intere del concerto, che vuol dire quasi un’ora e mezza di musica tutta di seguito con pochi secondi tra un brano e l’altro e una grande concentrazione.

Rispetto all’anno scorso c’è davvero un bel salto di qualità e anche le musiche scelte sono assolutamente innovative e impegnative rispetto al normale repertorio di una scuola di musica.

Il video su YouTube è in HD e si colgono bene gli sguardi e le piccole attenzioni di quando proviamo (l’occhiata iniziale di Alberto a Federico che si fa scappare una nota nel silenzio iniziale è da manuale)

Vrooooom

Non c’è modo di aggiornare il blog durante la giornata, è un turbine di eventi, incontri e attività che non lasciano molto spazio alla pausa di riflessione.
Mi sforzo di farlo ora per non perdere la memoria almeno degli eventi più importanti per me anche se in tre giorni ce ne sono stati talmente tanti che metterli in graduatoria mi sembra di svilirli.
Ieri poi i ragazzi del team mi hanno dato grande soddisfazione facendo un lavoro egregio in pochissimo tempo e più alzo loro l’astina e più sembrano entusiasmarsi a volerla superare.
Si, è cone se stessi facendo un giro in moto: sento l’aria fresca e i profumi, ci sono curve e ostacoli per cui ci vuole concentrazione ma è un guidare felice e le accelerazioni che di tanto in tanto un rettilineo ti consente, ti fanno sentire la meta più vicina.
Vrooooooom

Inviato da iPhone

Grandi storie

L’altra sera ho passato tre splendide ore con il prof. Zanella e con sua moglie che mi hanno raccontato aneddoti e storie della loro vita tra fisica delle particelle, premi nobel geniali e intrattabili e la nascita della bioinformatica.
Ieri sera, quasi a ringraziare Damiano della sua presentazione in anteprima, Zanella gli ha regalato un’oretta di aneddoti da par suo e in un paio d’occasioni Damiano ha rischiato di strozzarsi dalle risate.
Bisogna proprio che io mi dia da fare e prima che finisca il mio incarico mi metta a filmare questi racconti: c’è la storia dell’informatica, c’è quella della fisica, dell’Europa che pian piano rinasce al Cern ma soorattutto una grande umanità e un inguaribile ottimismo di chi a 77 anni guarda ridendo al futuro.

Inviato da iPhone

Fermento

Dopo mesi di stallo, sono tornati a popolarsi i laboratori del Distretto ICT della Sardegna a cui avevo lavorato lo scorso anno.
Flavia Marzano che ora ne coordina l’attività sta facendo un gran lavoro, e si vede, per rimettere in movimento il tutto, per ricostruire l’entusiasmo dell’innovare, per contrastare l’imbecillità della burocrazia.
Ieri ha anche organizzato qui al parco il primo incontro italiano sulla “Internet of Things”, la rete degli oggetti intelligenti e ieri sera era qui a far incontrare persone, a stimolare dialoghi, a incoraggiare idee.
A spostare i sassi grossi, si sa, escono da sotto un sacco di insetti, alcuni anche molto pericolosi, ma è così bello rimuovere gli ostacoli e fare spazio al futuro che incalza!

Inviato da iPhone

Immaginifico

Fabio Bandel è uno dei tanti bravi tecnici che ho conosciuto al CRS4 ma il suo vero talento, oltre a quello di suonare le tastiere con me e Mancio, è quello di avere un occhio speciale dietro alla macchina fotografica.

Basta guardare le immagini della Settimana Santa sul suo nuovo fotoblog.

E così ho scoperto, dal nome che lui ha dato al blog, che la neotenia è il nome dato a una sindrome che indica la permanenza di attributi infantili nell'età adulta, (la citazione di Fabio viene da Joichi Ito) e mi pare un pensiero, come dice lui, da condividere.

Non c’è futuro per chi non abbraccia il cambiamento

Sono stato al bel concerto di Sandro Laffranchini e Andrea Rebaudengo a Brescia e soprattutto Sandro ha suonato da par suo con la difficoltà in più di un'acustica della sala davvero punitiva per il violoncello.

C'era parecchia gente, direi duecento persone (chiederemo il parere della Questura…) e contando che è un giorno feriale mi pare un dato positivo.

L'età media è sempre irrimediabilmente troppo alta,il che imporrebbe qualche riflessione a chi vuole che la musica colta (non esiste la musica classica) non muoia: cosa si può fare per attrarre un nuovo pubblico? Di certo rompere gli schemi che anche stasera ho visto.

In apertura un semplice saluto, nessuna presentazione del concerto, dei musicisti (nemmeno nominati) e del repertorio. Il concerto è iniziato subito dopo l'inchino senza alcun commento sul perchè delle scelte, sul  significato di quelle opere per chi le suona, senza cercare il minimo dialogo emotico con il pubblico se non con le sue orecchie.

Il programma di sala non era da meno con le biografie dei musicisti che sembrano pagelle e pedigree (un quartetto ha voluto far stare tutto, ma proprio tutto in una pagina con un bel corpo 4 illeggibile) ma nulla dicono per aiutare ad apprezzare il talento del musicista o la sua proposta musicale.

Penso agli sforzi del sovrintendente della Scala che va da Fazio, penso ad Abbado, ai Berliner online, a Dudamel e alla Simon Bolivar orchestra e al lavoro che con Alberto Cavoli stiamo facendo alla Scuola di Musica del Garda.

La strada del cambiamento e dell'innovazione è la sola percorribile per chi deve affrontare la crisi ma anche per chi vuole che la musica continui a vivere.