Buon 25 Aprile

E' una bella giornata e ho due citazioni da condividere.

La prima me l'ha fatta scoprire Carlo Malaguzzi che è a Seattle ma ha un pezzo di cuore qui:

" Dietro il milite delle Brigate nere più onesto,
più in buonafede, più idealista, c’erano i rastrellamenti, le operazioni
di sterminio, le camere di tortura, le deportazioni e l’Olocausto;
dietro il partigiano più ignaro, più ladro, più spietato, c’era la lotta
per una società pacifica e democratica, ragionevolmente giu
sta,
se non proprio giusta in senso assoluto, ché di queste non ce ne sono.
[Italo Calvino] 
"

La seconda è la versione di Fischia il Vento suonata da Giorgio Gaslini che ho passato ieri su Facebook agli amici e dopo averla riascoltata un paio di volte sono ancora più convinto di quello che ho scritto nel commento e allora lo riporto anche qui:

"In questa esecuzione di Giorgio Gaslini c'è
tutta la bellezza di questa musica evocativa, la tristezza e il dolore
della guerra e la dolce speranza che il mondo che verrà sarà migliore.
Non c'è alcun machismo guerrafondaio nessun segno di vendetta in cui
sangue chiama sangue, ma una musica che spande la pace di cui gli
uomini hanno bisogno.

La dedico a Alberto che ha bisogno di
giustizia e crede che questo mondo meriti comunque l'impegno non
violoento ma inflessibile di ognuno di noi per farlo migliore.
"





Andirivieni

Giulio è partito presto per Brescia stamattina, Marina sta ultimando le valige e oggi parte per la Giordania.

Io al rientro dall'aeroporto dopo le prove con i "Sogni in Corso" parto per Pula e Piero rientra stasera dal Festival del Giornalismo a Perugia e così farà Giulio.

Liddy mi ha appena scritto che viene in giugno e già godiamo all'idea dei suoi racconti di autostoppista planetaria.

Siamo fatti così, curiosi e in movimento, viaggiatori e ospiti di altrettanti amici che portano cesti di storie e opportunità per nuovi viaggi e scoperte.

Blue che rimane a sorvegliare la casa, ci guarda e nel vedere le valige si agita e pensa che andiamo a Sesto: "No cara, Sesto ci aspetta immobile e paziente, questa volta andiamo altrove", tanto le Dolomiti hanno tempo per raccontarci la loro storia.