Porceddu

Ero partito dopo un magnifico pranzo con il couscous e il gulasch di Marina deciso a stare leggero a cena.

Ma arrivo qui a Pula e per cena c’è il porceddu: che dovevo fare, chiedere mozzarella e insalata?

image from http://gigiitaly.typepad.com/.a/6a00d83452001e69e201287772b27c970c-pi

Inviato da iPhone

Si ricomincia

In partenza per Cagliari, domani inizio il nuovo progetto a Pula e partire con una bella giornata come quella di oggi un pochino mi dispiace.
Mi sforzo di pensare che all’arrivo ci sarà ugualmente bel tempo, che ritroverò il violoncello elettrico che mi attende da sei mesi e che le cose che ho da fare sono tutte nuove, impegnative e stimolanti.
E’ come staccarsi dal porto.

Inviato da iPhone

Dalle alpi alle piramidi

IMG_0629Alla festa per la cresima di Chiara diamo una mano a preparare il pranzo e Marina ha preparato un bel pignattone di gulasch che ha sobbollito tutto il giorno profumando di montagna tutta la casa.

Domattina ci andranno le ultime spezie e l'utima passata al fornello.

IMG_0627 Intanto sulla stufa una bella padella di verdure inizia il lungo viaggio che le porterà a fare da contorno al couscous che Marina finirà di preparare domani.

Couscous e gulasch, un incontro di culture e di sapori ma anche in cucina gli incontri portano a belle scoperte.

Fantastico DVD

Aveva ragione Carlo Boccadoro a raccomandarmi l'acquisto del terzo disco della serie "Invito alla Classica in DVD" che ogni due settimane De Agostini mette in edicola.

A parte la direzione di Carlos Kleiber, ho trovato magnifica la presentazione che fa Carlo in apertura del DVD, che da sola vale il costo e ancora più straordinaria la tecnica di ripresa e di montaggio della clip, così diversa dal solito, con tagli e viraggi di colore, sfocature, voli di telecamera, controluce sgranati.

Wow! C'è da imparare un sacco e l'ho già guardata tre volte. Si, certo anche guardare Kleiber che dirige con gesti minimi è una bella lezione.

Uh, doimenticavo: la quarta sinfonia di Brahms è bellissima.

Immaginarium

Piero mi fa vedere un'applicazione su iPhone (non vi dico quante ne ha!) : con la scusa che deve esplorare nuovi utilizzi di interazione è come se tornasse a casa ogni sera con un cesto di giocattoli.

Un pianoforte a tastiera dinamica: ZenPiano (se cliccate qui, notate che potete consultare l'AppStore senza passare da iTunes, un'altra chicca)

Non che sia interessante avere un pianoforte così microscopico ma è la tecnologia che riconosce l'intensità con cui si pigia sui tasti che rende questa cosa interessante.

E poi ho trovato interessante iDaft, un' applicazione che sfrutta il successo di un brano musicale dei Daft Punk, un gruppo francese che associa i brani alla visione di cartoni animati e che su You Tube hanno spopolato con una coppia di ragazze che fa il verso al loro brano con scritte sulle braccia e sulle gambe (11 milioni di visualizzazioni).

Quello che trovo interessante è l'inbtersezione di musica, video, applicazione su iPhone che apre all'immaginazione nuovi modi di fruire la musica o di proporre interazioni che non siano solo l'ascolto.

E poi abbiamo scherzato con un'applicazione che riconosce i colori per cui giochiamo a sparare al nemico identificato con il colore della squadra e poi, e poi, e poi…

Riflessioni su tempo e durata

L'altra sera sono rimasto a lungo a chiacchierare in Skype con Damiano ragionando su come è cambiata la nostra percezione della durata degli oggetti e soprattutto della durevolezza delle memorie.

Lo spunto è partito quando gli ho raccontato delle riprese che sto facendo al violoncello in costruzione che nasce sul modello di uno strumento che dopo 400 anni suona ancora perfettamente e Damiano che raccoglie vecchie foto di famiglia commentava: ma sei sicuro che le immagini che stai girando saranno ancora visibili tra vent'anni?

Tutti diamo per scontato che i supporti magnetici o ottici siano solidi e duraturi: ma è così?

A parte la reale conservabilità delle memorie, quello che diventa difficile è ricostruire il sistema complessivo che permetta di accedere agli archivi; io ho cartuccce Bernoulli o dischi removibili di cui non ho più le schede di interfaccia, per non parlare dei floppy da 3 o da 5 pollici.

E' come avere la propria musica preferita ancora sulle cartucce Stereo8: qualcuno se le ricorda?

Stiamo producendo immense quantità di archivi digitali, musica, immagini, filmati, testi e non riflettiamo abbastanza sulla fragilità dei supporti magnetici o dell'intero sistema di lettura/scrittura.

Per analogo motivo mi sono comperato a pochi euro una telecamera MiniDV perchè fra un po' tutti i nastri che ho in originale non saranno legggibili perchè le telecamere avranno tutte il disco o memorie SD.

E' vero, la densità delle memorie cresce e il prezzo cala, ho appena acquistato un disco esterno da 500Giga della Western Digital per circa 100 euro con tanto di case leggero e di cifratura automatica, per cui potrò spostare su nuovi archivi le mie informazioni memorizzate su supporti che rischiano l'iileggibilità da obsolescenza.

Ma, come mi ha invitato a riflettere il giorno successivo Maestro Valdemarin, come la mettiamo con il web? Hai mai salvato i dati del blog? E se l'azienda che ospita il sito fallisse?

E' proprio strano, da un lato diamo per scontato che alcuni oggetti elettronici durino molto a lungo mentre dall'altro ci siamo rassegnati a una tale velocità di usura della tecnologia che non ci sorprendiamo se dobbiamo cambiare computer anche solo dopo due anni e mezzo.

Viviamo immersi nella precarietà materiale e sociale, le durate sono diventate sempre più brevi, non solo degli oggetti ma delle relazioni o dei rapporti di lavoro, per non parlare dei gusti o delle mode che generano obsolescenza nel giro di pochi mesi.

Eppure abbiamo bisogno di durata, di stabilità di continuità come quando da bambini chiedevamo sempre la stessa fiaba o chiedevamo alla mamma: tu non mi lascerai vero?

Quanto durava un'automobile? Le vecchie lancia Appia, le vecchie 1100? Quanto dura un'auto oggi? E come non vedere che la lezione non è solo legata alla durata temporale ma alla durata "emotiva" che la bellezza delle forme aumenta sensibilmente.

E mentre la tecnologia corre autoconsumandosi, il violoncello di Maggini dopo 400 anni è ancora lì a generare bellezza.

Ottanta secondi

Alla fine ho dovuto aggiungere ancora una manciata di secondi per renderlo meno ansiogeno ma ora il videoclip per la serata di Boccadoro è a posto e mi pare venuto bene.

I dettagli tecnici e le curiosità del "come ho fatto a" le rimando a un altro post per lasciare che il protagonista sia il fimato stess. Se avete pazienza di lasciarlo caricare, non guardatelo nella pagina del blog ma cliccate in mezzo al video e andate su YouTube, guardatelo a schermo pieno scegliendo la risoluzione a 1080p.

Intanto segnatevi la data: Venerdì 19 febbraio. Ne varrà la pena.