Fantastico DVD

Aveva ragione Carlo Boccadoro a raccomandarmi l'acquisto del terzo disco della serie "Invito alla Classica in DVD" che ogni due settimane De Agostini mette in edicola.

A parte la direzione di Carlos Kleiber, ho trovato magnifica la presentazione che fa Carlo in apertura del DVD, che da sola vale il costo e ancora più straordinaria la tecnica di ripresa e di montaggio della clip, così diversa dal solito, con tagli e viraggi di colore, sfocature, voli di telecamera, controluce sgranati.

Wow! C'è da imparare un sacco e l'ho già guardata tre volte. Si, certo anche guardare Kleiber che dirige con gesti minimi è una bella lezione.

Uh, doimenticavo: la quarta sinfonia di Brahms è bellissima.

Immaginarium

Piero mi fa vedere un'applicazione su iPhone (non vi dico quante ne ha!) : con la scusa che deve esplorare nuovi utilizzi di interazione è come se tornasse a casa ogni sera con un cesto di giocattoli.

Un pianoforte a tastiera dinamica: ZenPiano (se cliccate qui, notate che potete consultare l'AppStore senza passare da iTunes, un'altra chicca)

Non che sia interessante avere un pianoforte così microscopico ma è la tecnologia che riconosce l'intensità con cui si pigia sui tasti che rende questa cosa interessante.

E poi ho trovato interessante iDaft, un' applicazione che sfrutta il successo di un brano musicale dei Daft Punk, un gruppo francese che associa i brani alla visione di cartoni animati e che su You Tube hanno spopolato con una coppia di ragazze che fa il verso al loro brano con scritte sulle braccia e sulle gambe (11 milioni di visualizzazioni).

Quello che trovo interessante è l'inbtersezione di musica, video, applicazione su iPhone che apre all'immaginazione nuovi modi di fruire la musica o di proporre interazioni che non siano solo l'ascolto.

E poi abbiamo scherzato con un'applicazione che riconosce i colori per cui giochiamo a sparare al nemico identificato con il colore della squadra e poi, e poi, e poi…

Riflessioni su tempo e durata

L'altra sera sono rimasto a lungo a chiacchierare in Skype con Damiano ragionando su come è cambiata la nostra percezione della durata degli oggetti e soprattutto della durevolezza delle memorie.

Lo spunto è partito quando gli ho raccontato delle riprese che sto facendo al violoncello in costruzione che nasce sul modello di uno strumento che dopo 400 anni suona ancora perfettamente e Damiano che raccoglie vecchie foto di famiglia commentava: ma sei sicuro che le immagini che stai girando saranno ancora visibili tra vent'anni?

Tutti diamo per scontato che i supporti magnetici o ottici siano solidi e duraturi: ma è così?

A parte la reale conservabilità delle memorie, quello che diventa difficile è ricostruire il sistema complessivo che permetta di accedere agli archivi; io ho cartuccce Bernoulli o dischi removibili di cui non ho più le schede di interfaccia, per non parlare dei floppy da 3 o da 5 pollici.

E' come avere la propria musica preferita ancora sulle cartucce Stereo8: qualcuno se le ricorda?

Stiamo producendo immense quantità di archivi digitali, musica, immagini, filmati, testi e non riflettiamo abbastanza sulla fragilità dei supporti magnetici o dell'intero sistema di lettura/scrittura.

Per analogo motivo mi sono comperato a pochi euro una telecamera MiniDV perchè fra un po' tutti i nastri che ho in originale non saranno legggibili perchè le telecamere avranno tutte il disco o memorie SD.

E' vero, la densità delle memorie cresce e il prezzo cala, ho appena acquistato un disco esterno da 500Giga della Western Digital per circa 100 euro con tanto di case leggero e di cifratura automatica, per cui potrò spostare su nuovi archivi le mie informazioni memorizzate su supporti che rischiano l'iileggibilità da obsolescenza.

Ma, come mi ha invitato a riflettere il giorno successivo Maestro Valdemarin, come la mettiamo con il web? Hai mai salvato i dati del blog? E se l'azienda che ospita il sito fallisse?

E' proprio strano, da un lato diamo per scontato che alcuni oggetti elettronici durino molto a lungo mentre dall'altro ci siamo rassegnati a una tale velocità di usura della tecnologia che non ci sorprendiamo se dobbiamo cambiare computer anche solo dopo due anni e mezzo.

Viviamo immersi nella precarietà materiale e sociale, le durate sono diventate sempre più brevi, non solo degli oggetti ma delle relazioni o dei rapporti di lavoro, per non parlare dei gusti o delle mode che generano obsolescenza nel giro di pochi mesi.

Eppure abbiamo bisogno di durata, di stabilità di continuità come quando da bambini chiedevamo sempre la stessa fiaba o chiedevamo alla mamma: tu non mi lascerai vero?

Quanto durava un'automobile? Le vecchie lancia Appia, le vecchie 1100? Quanto dura un'auto oggi? E come non vedere che la lezione non è solo legata alla durata temporale ma alla durata "emotiva" che la bellezza delle forme aumenta sensibilmente.

E mentre la tecnologia corre autoconsumandosi, il violoncello di Maggini dopo 400 anni è ancora lì a generare bellezza.