Bernstein e la musica moderna

Magico YouTube! Saltando da un video all’altro ho trovato le cinque lezioni che Bernstein tiene in TV nel 1957 per spiegare cosa sia la “musica moderna”, cosa sia la musica atonale e cosa sia l’evoluzione di quella tonale. Un gioiello di chiarezza con un sacco di esempi.

One Reply to “Bernstein e la musica moderna”

  1. Bernstein aveva un vero talento per la didattica, rigoroso ma comprensibile e chiaro senza diventare mai pedante o paludato. Negli anni ’50 la TV era già molto diffusa in USA e lui la usò per bene. Quelle serie hanno avuto un grande successo e sono state riproposte più volte; ora anche il canale della classica di SKY ne manda qualcuna talvolta. Da noi ricordo una trasmissione storica di Luciano Berio intitolata “C’è musica e musica” dei primi ’70 dove Berio passava in rassegna in varie puntate diversi aspetti della musica moderna e della tradizione classica assieme a vari amici, Boulez, Maderna, ecc. La musica del ‘900 continua ad essere meno conosciuta di quella dei secoli precedenti anche se mi piacerebbe sapere che cosa ascolta veramente un ascoltatore medio quando sente, ad esempio, una sinfonia di Beethoven o di Mozart. Ho sempre il sospetto che gradisca quella musica più per abitudine che per altro. Il problema della musica del ‘900 è che è difficilmente inquadrabile nel suo complesso perchè va in mille direzioni diverse per cui ti spiazza. Se prendi lo stesso Stravinsky non avevi fatto in tempo ad abituarti alla barbarie della Sagra che ti compone Pulcinella, neoclassicismo! Personalmente la trovo forse più interessante della musica dell’800, molto più omogenea nel suo complesso, e la trovo più “eccitante”. L’anno scorso in Auditorium qui a Milano ci sono stati 10 discovery concert la domenica mattina dedicati alla musica del ‘900. Si è partiti da Debussy per finire con Messiaen passando per Bartok, Stravinsky, Ravel, Gershwin, Berio, ecc. Quest’anno si è partiti con Mahler (X sinfonia) e si finirà con Ligeti passando per Strauss, Weill, Janacek, Nono, ecc. Ben lungi da essere esaustiva è una rassegna molto interessante anche perchè il direttore spiega la musica che poi viene eseguita e dopo la spiegazione si scopre che quella musica ha un senso e una motivazione e quindi non sono vere affermazioni tipo: “Quella roba lì la componevo anch’io!”

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