Le coincidenze non esistono

In attesa del concerto ripensavo alla stranezza inspiegabile di quegli accadimenti che qualcuno chiama "coincidenze": è una coincidenza che l'altro giorno abbia preso quel libro sulla musica del '900 mentre ne stavo cercando un'altro? E' una coincidenza che ne abbia letto le prime duecento pagine, proprio quelle in cui si parla della musica ai tempi di Weimar e del rapporto tra il jazz e la musica "classica" nei primi decenni del secolo scorso?

E' una coincidenza la chiacchierata con Carlo Boccadoro, il suo invito al suo concerto?

Io non lo so ma preferisco credere che sia un sottile mistero, inspiegabile e per questo ancora più affascinante.

Una bella persona

L'appuntamento con Carlo Boccadoro era davanti al Teatro Grande prima delle 14 "Mi riconoscerai, sarò l'unico a quell'ora vestito da 'direttore d'orchestra' " diceva la sua mail e invece eccolo lì sorridente in jeans e felpa, semplice e cordiale come è stato il nostro incontro.

Certo che pensando a certi direttori d'orchestra che "se la tirano", Carlo è proprio un'altro pianeta ed entriamo subito in sintonia, parliamo di musica, del suo disco, della musica del '900 e di come del suo libro mi aveva colpito la capacità di passare con eguale competenza da Mahler a Frank Zappa, senza pregiudizi ideologici ma nemmeno senza facili semplificazioni o banalità.

Ci ha dato una sua chiave di lettura del concerto che avremmo poi ascoltato ed è stato lo spunto per una chiacchierata sulla "musica contemporanea", della musica che racconta il tempo, quello della Repubblica di Weimar da parte di Kurt Weill e l'America del jazz, del consumismo di massa di Leonard Bernstein, della musica di oggi, della rivoluzione dell 'iPod, della musica inutile (c'era della musica di sottofondo al bar) del bisogno anche del silenzio.

Il nostro tempo è quello di un caffè perchè deve andare a prepararsi ma riusciamo in quel poco a darci qualche idea per un incontro sulla musica a Desenzano.

Io poi aspetto che apra la libreria Feltrinelli e vado subito a comperare il suo ultimo libro Racconti Musicali.

Piccoli doni

E' bello svegliarsi il sabato mattina e mentre arriva dalla cucina il profumo del caffè leggere sul blog di Elena il suo haiku e la sua semplice e chiarissima spiegazione di cosa siano questi piccoli camei di poesia.

C'è una grande pace in quelle parole, me le gusto mentre la tazza del caffè mi riscalda le mani e ascolto il respiro regolare di Marina che ancora dorme.

Il resto è rumore

RumoreCi sono libri che ti "saltano addosso", che sembra ti vengano a cercare quando tu non sapevi nemmeno che esistessero.

Ieri ero in libreria a cercare "Racconti Musicali"  l'ultimo libro di Carlo Boccadoro, dato che lo incontrerò domenica mi pareva carino leggere almeno qui e là della sua ultima raccolta di racconti, ma il libro non c'era e la commessa mi guida nella zona dedicata alla musica e mi chiede se per caso è questo "Il resto è rumore" di Alex Ross il libro che stavo cercando visto che è in vetrina e presume sia una novità.

Ovviamente ho lasciato perdere e mi sono aggirato per gli scaffali: riuscirò mai ad uscire da una libreria senza comperare nulla quando non c'è il libro che cercavo?

Ho puntato allora sullo "Stabat mater" di Tiziano Scarpa di cui ho letto una veloce recensione e che su IBS ha suscitato reazioni entusiastiche e stroncature decise.

Stavo per uscire e mi è tornato in mente quel libro in vetrina, sono andato a riprenderlo e ho riletto il sottotitolo "Ascoltando il XX secolo" e poi sul retro una citazione dalle prime pagine che dice più o meno "La storia non può spiegare la musica ma forse la musica può aiutarci a capire la storia": ok lo prendo. E mentre aspetto la ricevuta del bancomat leggo che Alex Ross è dal '96 il critico musicale del New Yorker, candidato al Pulitzer (infatti il libro è scritto in modo impeccabile) e che tiene un suo blog e un sito dedicato al libro e alla discografia raccomandata.

Stamattina l'ho attaccato e cento pagine sono volate d'un soffio (ho smesso solo perchè Marina chiamava per il pranzo) e trovo proprio interessante l'intreccio tra la vita degli artisti, la storia dei primi del secolo, i tormenti sociali che si trasformano in note e accordi.

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Computers televisione e cultura

Molto interessante la segnalazione di Luca di un articolo su Le Monde in cui un'indagine in cui "Si scopre che il maggior tempo dedicato dalla gente allo schermo del
computer e del telefonino per stare online non è sottratto alle altre
esperienze culturali. Anzi: proprio chi usa di più internet fa anche
più esperienze culturali.

Piuttosto è la televisione a non andare d'accordo con le esperienze culturali."

L'articolo di Le Monde.

Dialetto e computers

Avevo letto su Wired una notiziola che mi aveva sorpreso positivamente:

SCUOLA PRIMARIA / 350 LAPTOP XO IN SEI ISTITUTI / PROGETTO OLPC

XO,
il computer di Nicholas Negroponte pensato per le scuole dei paesi in
via di sviluppo, è finito anche in due classi della primaria di
Desenzano del Garda (Bs).

Non se ne sa nulla in paese, ma dalle nostre parti è normale.

Leggo ieri su Facebook una notizia che ha pubblicato Margherita:

Sconcertata
dalla scuola elementare di Desenzano : compito a casa ….. traduzione
di alcune frasi dall' italiano al dialetto bresciano!

La scuola è la stessa e mi domando se per fare questa aberrazione hanno usato i computer di cui tanto si gloria nella foto su Wired l'assessore provinciale all'innovazione Corrado Ghirardelli, che è andato a Boston come si legge poco più avanti, mica a Piffione dove ferrano le oche con il martellino di paglia (scusate una citazione solo per i bresciani).

Mi domando dove sono i genitori se non si indignano, se non scrivono al direttore chiedendo conto, se il direttore non chiama e chiede conto di quale illuminato progetto didattico ci sia dietro la scelta.

Mi chiedo se l'insegnante abbia dato opportune spiegazioni anche di fonetica (altrimenti poi si sbagliano i cartelli stradali come a Montonale e a Grole) e se abbia introdotto le differenze tra il dialetto di Desenzano, quello di Padenghe e quello di Pozzolengo o quelli di Montichiari e di Bagnolo o di Ospitaletto.

Immagino la giustificazione didattica del "recupero delle tradizioni e delle culture" e l'immancabile appello alla "libertà d'insegnamento" ma il computer voluto da Negroponte e per cui Liddy lavora in Cambogia ha poco a che fare con il dialetto bresciano e le due notizie fanno a pugni, vanno in direzioni diametralmente opposte: una nel mondo e l'altra sulla rocca di Lonato.

Nella "Carta dei diritti dei bambini in internet" tanti anni fa scrivemmo con Scaparro che "I bambini hanno diritto di avere attorno a sè adulti responsabili", insegnanti responsabili, genitori responsabili, amministratori responsabili, che si prendano cura del loro futuro che li preparino a un mondo in cui dovranno incontrare e dialogare.

Adulti responsabili che facciano sentire la loro voce quando si passa dal cartello "Desensà" ai compiti in dialetto perchè se la prima è una cretinata e uno spreco di denaro pubblico, la seconda è una sottile manipolazione dei bambini e questo non è tollerabile in nessun caso.

M'entende de dì, a capìila.

Invito a sorpresa

L'altro giorno ho ricevuto un graditissimo e inaspettato invito, il maestro Carlo Boccadoro mi ha scritto invitandomi ad assistere al suo concerto a Brescia domenica, dicendomi che visto che mi conosce tramite il blog aveva piacere ad incontrarmi di persona.

Non conosco Boccadoro di cui ho letto con grande piacere il libro e ne avevo parlato qui qualche mese fa e mi aveva fatto piacere una sua mail di apprezzamento ma non mi aspettavo questo invito e la prospettiva di berci un caffè assieme prima del suo concerto me lo farà gustare doppiamente.

Ovviamente mi sono liberato dagli impegni domenicali e ci andrò con Marina: un incontro con un grande musicista è sempre una occasione che allarga il cuore e il cervello.

Pidiozia

Secondo la teoria del cretino sviluppata da Cipolla in "Allegro ma non troppo", un cretino è chi ti danneggia facendosi del male.

Appunto, basta leggere solo il titolo di Repubblica:

Ignazio Marino duro con gli altri candidati: "Saranno spazzati via"
Il segretario al leader della Cgil Epifani: "Noi siamo uniti e i sindacati?"

Pd, D'Alema contro Franceschini
"Mi attacca per andare sui giornali"

Il segretario: "Massimo è fantastico…io rispondo, non attacco"
Francesco Rutelli: "Resto nel partito? Decido dopo il 25"

La tutela degli artisti

LOCANDINA VIOLINISTAxAbbiamo chiesto al nostro amico Demetrio di venire alla Scuola di Musica a parlare di diritti e tutele degli artisti.

  Quasi sempre gli artisti non si preoccupano degli aspetti previdenziali e amministrativi, presi dalla priorità dell'arte ma proprio per questo sono spesso indifesi e oscillano tra lo sfruttamento e la dabbenaggine.

Sono contento che la Scuola di Musica non sia solo un posto dove si insegna ma anche un luogo per tutti gli artisti dove si discuta di come tutelare le varie forme d'arte.

Le tribù cambiano il mondo

Il concetto di tribù mi è sempre sembrato molto più interessante di quello di "massa" e contrariamente a quello che si pensa sia il risultato della diffusione della tecnologia che "massifica", accade esattamente il contrario o per dirla con John Naisbitt "Più diventiamo globali, più diventiamo tribali".

Ora trovo su TED questa lezione sul fatto che tutti siamo parte di una tribù e che ci sono diversi tipi di tribù (cinque stadi secondo il prof. David Logan) e che si passa dalle tribù che si identificano secondo diversi gradi di ideali: 1 (la vita fa schifo) al 2 (la mia vita fa schifo) al 3 (sono fantastico) al 4 (siamo fantastici) al 5 (la vità e fantastica).

Il leader è quello che guida la sua tribù a passare da un livello all'altro e nel farlo cambia il mondo soprattutto mettendo in contato membri della propria tribù con membri di altre tribù.

Interessante davvero la domanda/sfida finale: "La tua tribù sta cambiando il mondo?"