Riflessioni su conversazioni, musica e dialogo

Luca ha aperto una interessante riflessione sul suo blog sul ruolo che la rete sta svolgendo nel favorire la comunicazione collaborativa rispetto a quella competitiva.

Il mio commento a caldo è che la rete sta cambiando non solo le conversazioni ma anche tutte le altre forme di comunicazione come la musica, l'immagine, la televisione e che la distinzione è più tra dialogo e discussione.

Da quando sono tornato da Venezia sto pensando che vedere tutto il dibattito sui nuovi media legato solo al mondo della stampa mi pare riduttivo, ci sono in atto grandi rivoluzioni, nella musica, nell'immagine, nella televisione che forse ci indicano nuovi percorsi se non proprio delle risposte.

Siccome le coincidenze non esistono, sto dialogando intensamente proprio su questi temi con Carlo Boccadoro e ho l'impressione che ne uscirà qualcosa di buono.

Certe cose non cambiano

Schermata 2009-10-21 a 23.56.07Mi incuriosivano quelle inserzioni sull'Intrepido che reclamizzavano gli "occhiali a raggiX" che promettevano meraviglie: guardare le mutande delle ragazze senza essere visti. Ah peccaminosa tentazione!

Su un sito oggi ho trovato una pubblicità analoga, al posto degli occhiali adesso c'è il telefonino ma penso che la bufala sia la medesima.

Però fa tenerezza,

Sir Martin Sorell

CEO del WPP group un gigante mondiale della pubblicità, illustra come la pubblicità stia rapidamente guadagnando terreno nell’ online.

Presenta cifre e una visione globale simboleggiata dall’assegnazione dei giochi olimpici a Rio.

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Venice Sessions

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Oggi e domani sono a Venezia a Venice Sessions, il meeting organizzato da Telecom Italia e da Nova dove il tema questa volta è "Il futuro dei media".

Questa sessione sarà tra l'altro visibile in webcast e consiglio vivamente di prendersi il tempo per seguire gli interventi previsti. Ma comunque, anche su Facebook e Twitter ci sono continui aggiornamenti e su YouTube si trovano poi i video delle interviste e degli interventi e c'è anche un blog.

Già questo modo di allargare l'evento grazie a tutte le forme di fruizione e di interazione grazie alla rete è di per sè un segnale di come cambia il mondo della comunicazione e va dato atto e merito a Luca de Biase e a Franco Bernabè (che nonostante gli impegni che il suo ruolo di sicuro impone, non manca mai dakll'inizio alla fine dell'evento) di aver dato vita a un evento che incarna il cambiamento e non solo ne discute.

Da quello che capisco dai post di presentazione su Facebook l'asse centrale della sessione attuale è il rapporto tra carta stampata e rete/computer che sta facendo discutere e riflettere gli editori di tutto il mondo.

A me piacerebbe vedere se e come si estende il concetto di "media", come gli utenti sono produttori anzichè fruitori, come la musica diventa "medium", come il video si fa racconto, forse perchè sono i temi che a me stanno particolarmente a cuore, ma cerco di evitare pre-giudizi e ci vado con la curiosità e apertura che mi farà ascoltare tutto.

Come nelle altre occasioni, di sicuro imparerò molte cose e incontrò persone speciali e questo è già un buon motivo per non smettere di ringraziare Luca che mi ha dato l'opportunità di esserci.

Applausi

Grande Eccoli, tutti in fila a ricevere i meritati applausi per il concerto di oggi al Teatro Grande di Brescia.

Bravi i cantanti (dovrei forse anche dire "attori") bravi i ballerini, bella la scenografia, bella la musica, perfetto Carlo Boccadoro che guidava il tutto.

L'equilibrio tra tensione sulla scena e musica è tale per cui non riesci mai a dire se stai guardando l'una o ascoltando l'altra. Nella seconda parte, quella del Trouble in Tahiti di Bernstein il pubblico non riesce a trattenere l'applauso in due occasioni e di solito si sta buoni e composti fino alla fine dell'opera: ma è un'opera questa? O è un musical? O un balletto? O un' pezzo di teatro del '900 con una base musicale?

Non so dirlo con certezza perchè la musica aveva un ruolo importante ma strettamente legato con quanto avveniva sul palcoscenico e soprattutto per aiutare a cogliere il senso di quello che i due autori volevano raccontare: la crisi dei valori piccolo borghesi.

Lo spettacolo sarà a Pavia, a Cremona e a Como per cui se siete da quelle parti non perdetevelo. Noi stiamo già pensando di andarlo a rivedere a Cremona il 4 o il 6 dicembre.