Rientro dall’apeggio

Ieri c'era una festa particolare, il rientro dall'alpeggio: le mandrie di mucche vengono portate nelle stalle a valle per prepararsi all'inverno.

Gli esemplari più belli portano ghirlande di fiori e rami di pino ed è una processione festosa preceduta dalla banda che segna l'arrivo imminente della neve.

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Quest'anno c'erano anche figuranti in costume da contadini dell'apoca, bambini con i giocattoli ricavati da rami intagliati a raccontare un'epoca che non è poi tanto tanto lontana.

Attrazione di quest'anno il gruppo folkloristico di Terento, un paese tra Brunico e Bressanone, con banda e ballerini con i pantaloncini di cuoio che si sono esibiti nella tipica danza "a schiaffi".

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Archi in cielo

E' vero che la pioggia a volte è noiosa ma poi ci regala anche spettacoli che vale la pena di gustarsi.

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e basta un raggio di sole per scoprire un'infinità di tolìnalità di verde.

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Tone master

Dietro le quinte della registrazione lavorano 5 persone, il tecnico del suono, il tecnico della registrazione a computer, un coordinatore e due figure chiave di cui non sapevo l'esistenza: l'assistente vocale che in pratica consiglia la cantante sui passaggi, su come correggersi, su come migliorare e il Tonemeister che è il vero artefice del disco e che guida la sessione.

Il Tonemeister è un ingegnere di registrazione e sarà lui che poi dirigerà il montaggio, ma è anche un musicista che segue l'esecuzione con lo spartito in mano e ad ogni "take", ad ogni registrazione dice cosa andava bene e cosa no e fa rieseguire interi pezzi o anche poche battute fino a che il risultato non è quello desiderato. Ovviamente deve conoscere alla perfezione il brano che si sta registrando perchè interviene anche con commenti sulla qualità dell'esecuzione (più brillante, alla battuta 36 non eravate assieme, attenzione all'intonazione alla ripresa ecc.)

Anche nella musica classica la registrazione in studio avviene per fasi che poi verranno montate successivamente e per ciascun brano si fanno più take e poi registrazioni specifiche dei passaggi più difficili che verranno incastrati al posto giusto, in effetti un lavoro faticoso, circa cinque ore per tre brani e con un grado di attenzione sempre altissimo perchè lo sbaglio di uno costringe tutti a fermarsi e a rifare.

Mi ha stupito la cantante che dopo aver rifatto 6 volte un passaggio con un acuto che faceva tremare la sala è passata a registrare la parte successiva, una cadenza, in cui cantando faceva la stessa parte dei violini e dell'oboe, in pratica un gorgheggio continuo,  a una velocità mozzafiato. Era come ascoltare Ella Fitzgerald quando "svisava" dopo un assolo di Duke Ellington.

Quattro chiacchiere sul suono

Oggi tra una foto e l'altra sono riuscito a scambiare quattro chiacchiere con il tecnico del suono della Deutsche Grammophon e gli ho chiesto spiegazioni di alcuni dettagli che avevo notato.

Il fatto che sul fondo della balconata della sala fossero stati emssi dei teloni di feltro mi pareva ovvio, dato che la sala è vuota si voleva ridurre la riverberazione "secca", ma perchè c'era un cassone dietro il contrabbasso? perchè i convertitori analogico/digitali dei microfoni sono in sala e alla regia ci vanno in fibra ottica che dista una trentina di metri dal palco?

La risposta è di finezza: si vuole evitare la riverberazione del contrabbasso contro la parete alle sue spalle, e la conversione digitale in sala serve per ridurre la lunghezza del cavo microfonico che comunque attenuerebbe il segnale e ottenere un suono il più possibile perfetto.

Per questo ci sono 5 microfoni sulla cantante (per quelli alti il tecnico ha misurato la distanza con un'asta per compensare il ritardo di propagazione…) e 5 microfoni puntati sul soffitto e sul retro dell'orchestra, per cogliere il suono nelle sue diverse intensità e poi in fase di montaggio, dosandolo sapientemente, ricostruire quanto si ascolta in sala.

Di sicuro vorrò ascoltare questo disco perchè ne imparo a conoscere tutti i dettagli ma la riflessione che facevo tornando a casa è che nel suono, come nel video, come in tutti i campi con cui entra a contatto, la tecnologia crea condizioni qualitative incredibili e nell'innalzare il gusto di chi guarda o ascolta impone a chi vuole realizzare prodotti in questi ambiti di ricercare livelli qualitativi eccelsi.

E' la differenza tra una cosa banale e quella che, non sai perchè ma lo senti, ti fa sobbalzare sulla sedia.

Oggi Haendel

In tanti lo conoscono per il Messiah (aaa-lleluya! aaa-lleluya! alleluya! alleluya! alle-e-e-lluya!!) ma Haendel ha composto una gran quantità di musica che poi per quasi due secoli, a pare alcuni "hits", è finita nel dimenticatoio.

Ho ascoltato stamattina la prova e oggi la registrazione di tre arie di Haendel e mi piacerebbe trovare un modo per farla ascoltare a un pubblico di non addetti, a ragazzi che ascoltano Alanis Morisette o Nora Jones: musica d'impatto con una grande cantante.

La solista qui è Patricia Petibon, una grande soprano francese, e ieri quando è arrivata sembrava una ragazzina minuta ma quando ha cominciato a cantare il salone si è riempito di voce: incredibile!

Ho trovato sul suo sito un video che riproduce quello a cui sto assistendo anche se con un'orchestra diversa da quella di tipo barocco che c'è qui: lei in tuta da ginnastica, i musicisti "in borghese", un sacco di microfoni (tutti Sennheiser per la cronaca ne ho contati 24) e noterete nel video una lampada rossa che indica la registrazione in corso e un telefono bianco sotto con cui la cantante o il direttore dialogano con i tecnici del suono che sono in una sala a parte e da cui seguono la scena con una telecamera panoramica montata alle spalle dell'orchestra.

Immagini dalla registrazione

Vbo_Dobbiaco 6 Durante la sessione di registrazione della Venice Baroque Orchestra ho fatto un centinaio di foto e stasera le ho già ripulite e suddivise per portarle domani ad Alessandro, il contrabbassista che mi ha fatto da ospite.

Era parecchio che non facevo fotografie e riprendere in mano la Nikon e rientrare subito nel "clima" giusto è stata una bella sensazione.

Ci sono diverse immagini che mi piacciono (per ora ho messo su Flickr solo quelle senza le persone) e questa è quella che secondo me sintetizza la giornata: musica barocca e un sacco di tecnologia e rigore per ottenere il suono migliore.

La fortuna non esiste

CalabresiEra un po' che non leggevo, le vacanze dedicate alle parole crociate e a studiare audio e video mi hanno tenuto lontano dalla lettura e il primo libro che riprendo è questo "La fortuna non esiste" di Mario Calabresi, non bello come il suo precedente "Spingendo la notte più in là" ma un libro che vale la pena di leggere.

Innanzitutto per la scrittura limpida, diretta del giornalista reporter e poi per il contenuto di fondo del libro che già si svela nel sottotitolo "Storie di uomini e donne che hanno avuto il coraggio di rialzarsi".

Storie di persone che riprendono dopo alluvioni, disastri, malattie, o che non si arrendono davanti alle avversità sullo sfondo dell'America ceh scommette su Obama, visto come simbolo della capacità di quella società di rigenerarsi.

Qua e là frasi che vale la pena di annotare e mi è piaciuta una citazione di Seneca "La fortuna non esiste: esiste il momento in cui il talento incontra l'occasione".

Un corso davvero speciale

VboDemetrio, il Presidente di DOC la più grande cooperativa di musicisti d'Italia,  mi ha procurato un'occasione davvero unica: da domani assisto alle sessioni di registrazione di un'orchestra che incide per Deutsche Grammophon e che ha scelto come sede per farlo il salone del Centro Culturale di Dobbiaco.

Già domani pomeriggio assisterò a tutta la messa a punto dei microfoni e delle apparecchiature da parte dei tecnici di Deutsche Grammophon e solo questo mi sembra un corso di apprendimento assolutamente speciale.

Ieri e oggi ho ascoltato alcune registrazioni della Venice Baroque Orchestra per "entrare in clima" e da giovedì ascolterò l'intera sessione fino a domenica.

Ho anche proposto di fare fotografie e riprendere alcune scene per ricompensare dell'opportunità e anche questo sarà divertente.

Due modi di suonare

Meraviglia questo docente di basso elettrico del Berklee College of Music (una cattedrale dell’educazione musicale) di Boston che insegna l’uso delle scale pentatoniche utilizzando un brano di King Curtis come esempio. Da guardare con attenzione la sua mano sinistra che scorre sul manico apparentemente senza fare sforzi ma solo sfiorando le corde.

Dopo aver visto questo filmato sono andato a cercare il brano di King Curtis e, magia di youTube eccolo. Notate le dita del bassista che articolano le note con un “lavoro” decisamente superiore, e quindi con maggiore fatica di quanto ha fatto vedere il docente di Boston.