Oggi ero a Mediaword a Mantova e ho trovato tre CD che pensavo di comperare su iTunes (Ivano Fossati, Franco Battiato, i Muse) ho speso complessivamente per tutti e tre 4 euro in più rispetto all'online ma a questi prezzi, per i feticisti come me, avere il cd, la custodia, il libretto è un buon prezzo.
Tagliando
Ho portato il violoncello dal suo "creatore" Igor Moroder per un controllo a tre anni di distanza e l'ha trovato perfetto: solo una spolverata perchè non ha nulla da correggere.
Ne abbiamo anche confrontato il suono con un violoncello interamente costruito da lui recentemente e non c'è grande differenza fra i due, segno che a forza di suonarlo ha sviluppato una bella sonorità.
Sono soddisfatto.
Fusilli blues
Una telefonata di Marco a metà pomeriggio: "Ti va di suonare? Ci sono anche Vito e Vladimiro…"
E così passano alcune splendide ore tra Pink Floyd in acustico, un giro di blues e un piatto di fusilli al sugo con lo speck.
Mettiamo anche in cantiere una canzone scritta da Marco "Amelia sotto la pioggia", e già che ci siamo proviamo a registrare: non siamo la VBO con la Deutsche Grammophon ma il piacere è del tutto uguale.
Geometrie involontarie
Mi piacciono le geometrie involontarie che si creano nei panorami attorno a noi: linee che demarcano mondi inseparabili o staccionate costruite per dividere un campo dall'altro ma che allo sguardo separano cielo e terra.
A volte sono poligoni immisurabili che si creano con un secchio e una scopa messi apparentemente a caso ma che l'ordine cosmico mette dove debbono stare, a volte sono solo colori che si accostano e che dal contrasto o dall'armonia disegnano mondi nuovi ai miei occhi.
Avrei voluto avere con me la Nikon per fare decine di foto a quella staccionata, cogliere le rughe del legno in confronto all'azzurro liscio del cielo, fotografarla a cavalcioni per evidenziare il suo inutile scopo, trovare un punto in cui poterla mettere a fianco di un'immagine della grande muraglia e mostrare che ogni popolo costruisce muri con i materiali che ha, qui le assi di abete e la le pietre squadrate e i mattoni.
Ed è quando si costruiscono muri che si scopre quanto siano poco durevoli nel tempo, statue all'inutilità che nella geometria casuale riacquistano uno scopo più nobile, quello di deliziare lo sguardo e le riflessioni.
Anche quando stridono restituiscono armonia.
Un poster per l’autunno
Qui e là i cespugli di mirtillo cominciano a rosseggiare, in alcuni punti la macchia rossa è ormai grande quanto quella verde.
Sono i primi annunci dell'autunno imminente, un manifesto all'armonia dei colori che passano ai toni più caldi forse per contrappeso al freddo che aumenta nell'aria.
Dovunque le tinte si attenuano ma questo non fa che esaltare l'intesità di fiori qui e là che, come cicale vegetali continuano a cantare l'estate sgargiante.
Riflessioni dolomitiche
Il sentiero che porta al Sillianer Hutte corre proprio sulla linea di confine tra Italia e Austria: volendo (e con i ragazzi lo abbiamo fatto spesso) si cammina con un piede in Austria e uno in Italia.
Guardo i cippi che segnano quella linea che vediamo sugli atlanti e che indica con precisione dove finisce la Ö (Ostereich) e dove comincia la I.
Penso alle migliaia di morti per sostare quel trattino in qui e in là di qualche millimetro: una stupidità quando guardo le montagne qui intorno che non appartengono a nessuno perchè la loro vista appartiene a tutti.
Penso al nuovo mondo che si crea con la comunicazione e la conoscenza reciproca e in cui i confini sbiadiscono come l'inchiostro di questi cippi. Certo restano le lingue e le culture ma nessuno le imprigiona in lienee tratteggiate e soprattutto non si spostano se non con i genocidii o con carneficine immonde.
Sul sentiero, un pellegrinaggio che ad ogni istante calpesta i confini e nel farlo li nega, ci sono soprattutto austriaci e tedeschi ma anche italiani e inglesi, gente che ormai quella guerra non la ricorda se non dai libri di scuola o dalle foto al museo di Sesto: si sono sparati per due anni senza spostare la linea vinti dalla forza delle Dolomiti e dell'inverno.
Dalla fine guerra, a giudicare dalla data sul cippo, ci sono voluti altri due anni di patti e accordi per decidere dove piazzare il trattino.
Sulla cima di Mont'Elmo c'è ancora la casermetta della guardia di finanza che per anni ha controllato che non si facesse contrabbando tra i paesi e che l'unificazione europea ha reso inutile. Ora è deserta da quando l'unificazione europea l'ha resa inutile eresta come monumento che ricorda ai giovani come si viveva quando si era divisi.
I cippi ora non segnano un confine ma il suo superamento.
Il premio
Con una giornata così…
Con una giornata simile era davvero un delitto rimanere in casa e siamo dandati su Mont'Elmo per fare un pezzdttino di traversata Carsica che unisce l'arrivo della funivia al rifugio Sillianer.
Gli ultimi 200 metri sono sempre i più difficili: vedi la meta ma il tratto si fa davvero ripido, è così anche al rifugio Comici, lo faranno per aumentare l'appetito all'arrivo?