Investimenti a lungo termine: la bellezza

Parlo con il Tonmeister, mi complimento per la qualità del suo lavoro e gli chiedo quanto lavoro ci sarà poi da fare per il montaggio (tre settimane almeno) e in quanto tempo la Deutsche Grammophon può rientrare da un simile investimento, l'orchestra, la soprano, i tecnici, la sala, i viaggi, il soggiorno, per un disco raffinato di musica colta che quante copie potrà mai vendere?

Mi conferma che ci vorranno più di tre anni, forse cinque e forse mai.

Eppure se non ci fossero questi investimenti a lungo termine per preservare la bellezza di opere come queste che mondo ci troveremmo fra cinque anni?

Piccoli privilegi

Nei momenti di pausa delle registrazioni chiacchiero con i tecnici e i musicisti e imparo molte cose.

Ad esempio mi sono fatto spiegare dal tecnico audio di Deutsche Grammophon quali interfacce mi servono per registrare in alta qualità anche a livello domestico con il mio mac (per i curiosi l'oggetto chiave è questo) e poi con Francesco, il violoncellista a parlare di liutai e di strumenti e mi ha anche dato suggerimenti d'ascolto a cui stasera ho dato seguito (Le opere di Marin Marais eseguite da Jordi Savals alla viola da gamba).

A proposito di discografia, ho anche chiesto ad Andrea Marcon una discografia ragionata della stessa Venice Baroque Orchestra e, come mi aveva già suggerito il bravo Gaspar, mi ha detto di partire dalle incisioni di Vivaldi con Giuliano Carmignola al violino: "Te te ribalti" mi ha detto in dialetto.

Un Haendel passionale

DobbiacoiPhone

Una scappata veloce a Dobbiaco per ascoltare la registrazione di un'aria dall' Alcina di Haendel "Ah mio cor" che racconta le pene di un'innamorata. (qui una versione su YouTube che però non mi sembra nemmeno lontanamente quello che ho ascoltato io oggi)

Sarà che la soprano oggi aveva i capelli sciolti (rosso tiziano) e in jeans e giubbetto sembrava proprio Janis Joplin che cantava con una passione da non credere.

Approfittando della silenziosità dell' iPhone ho fatto alcuni scatti durante la registrazione:

DobbiacoiPhone (1)

DobbiacoiPhone (2)

“Benedetto” Marcello

Anche ieri ho ascoltato un paio d'ore delle registrazioni della Venice Baroque Orchestra con Patricia Petibon e i due brani in programma ieri mi hanno molto colpito per la diversità e la modernità che li caratterizza: "Come mai puoi vedermi piangere" dall'Arianna di Benedetto Marcello e "Neghittosi or voi che fate" dall' Ariodante di Haendel. (giusto per farvi un'idea potete cercare su iTunes il brano e ascoltarne i 30 secondi iniziali)

In particolare il brano di Benedetto Marcello, con la VBO che esegue la parte del flauto con i violini che esprimono una dolcezza magnifica, mi è sembrato davvero attualissimo e commentavo con il direttore Andrea Marcon che potrebbe essere un brano da SanRemo o da colonna sonora: ascoltandone i passaggi degli accordi si capisce quanta musica attuale abbia preso a piene mani i "giri" degli accordi da questi grandi compositori.

In questa versione trovata su YouTube potete capire cosa intendo facendo lo sforzo di immaginare la cantante che canti come una Mina o Giorgia (devo dire che Patricia Petibon, mette una passione tale che non ti accorgi nemmeno che sia un'opera lirica e che è ben diversa da quella stucchevole che si sente nel filmato di YouTube)

Benedetto sia Marcello!

Una nota tecnica per i miei amici "appassionati" (Mimmo e Gaspar): c'è stato un'interessante dibattito tra la Petibon e Marcon sulla scelta di registrare sia la parte A che la parte B come previsto nello spartito originale ma la Petibon ha preferito fare solo la parte A e togliendo il clavicembalo per dare al brano l'atmosfera romantica e triste che il pezzo esprime. Marcon argomentava che Marcello aveva una sua logica stringente e che forse si rivolterà nella tomba (che tra l'altro è a Brescia ho scoperto) ma ha poi accettato la scelta anche perchè il minutaggio complessivo del disco potrebbe averne bisogno.

Rientro dall’apeggio

Ieri c'era una festa particolare, il rientro dall'alpeggio: le mandrie di mucche vengono portate nelle stalle a valle per prepararsi all'inverno.

Gli esemplari più belli portano ghirlande di fiori e rami di pino ed è una processione festosa preceduta dalla banda che segna l'arrivo imminente della neve.

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Quest'anno c'erano anche figuranti in costume da contadini dell'apoca, bambini con i giocattoli ricavati da rami intagliati a raccontare un'epoca che non è poi tanto tanto lontana.

Attrazione di quest'anno il gruppo folkloristico di Terento, un paese tra Brunico e Bressanone, con banda e ballerini con i pantaloncini di cuoio che si sono esibiti nella tipica danza "a schiaffi".

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Archi in cielo

E' vero che la pioggia a volte è noiosa ma poi ci regala anche spettacoli che vale la pena di gustarsi.

Arco

e basta un raggio di sole per scoprire un'infinità di tolìnalità di verde.

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