Quattro chiacchiere sul suono

Oggi tra una foto e l'altra sono riuscito a scambiare quattro chiacchiere con il tecnico del suono della Deutsche Grammophon e gli ho chiesto spiegazioni di alcuni dettagli che avevo notato.

Il fatto che sul fondo della balconata della sala fossero stati emssi dei teloni di feltro mi pareva ovvio, dato che la sala è vuota si voleva ridurre la riverberazione "secca", ma perchè c'era un cassone dietro il contrabbasso? perchè i convertitori analogico/digitali dei microfoni sono in sala e alla regia ci vanno in fibra ottica che dista una trentina di metri dal palco?

La risposta è di finezza: si vuole evitare la riverberazione del contrabbasso contro la parete alle sue spalle, e la conversione digitale in sala serve per ridurre la lunghezza del cavo microfonico che comunque attenuerebbe il segnale e ottenere un suono il più possibile perfetto.

Per questo ci sono 5 microfoni sulla cantante (per quelli alti il tecnico ha misurato la distanza con un'asta per compensare il ritardo di propagazione…) e 5 microfoni puntati sul soffitto e sul retro dell'orchestra, per cogliere il suono nelle sue diverse intensità e poi in fase di montaggio, dosandolo sapientemente, ricostruire quanto si ascolta in sala.

Di sicuro vorrò ascoltare questo disco perchè ne imparo a conoscere tutti i dettagli ma la riflessione che facevo tornando a casa è che nel suono, come nel video, come in tutti i campi con cui entra a contatto, la tecnologia crea condizioni qualitative incredibili e nell'innalzare il gusto di chi guarda o ascolta impone a chi vuole realizzare prodotti in questi ambiti di ricercare livelli qualitativi eccelsi.

E' la differenza tra una cosa banale e quella che, non sai perchè ma lo senti, ti fa sobbalzare sulla sedia.

Oggi Haendel

In tanti lo conoscono per il Messiah (aaa-lleluya! aaa-lleluya! alleluya! alleluya! alle-e-e-lluya!!) ma Haendel ha composto una gran quantità di musica che poi per quasi due secoli, a pare alcuni "hits", è finita nel dimenticatoio.

Ho ascoltato stamattina la prova e oggi la registrazione di tre arie di Haendel e mi piacerebbe trovare un modo per farla ascoltare a un pubblico di non addetti, a ragazzi che ascoltano Alanis Morisette o Nora Jones: musica d'impatto con una grande cantante.

La solista qui è Patricia Petibon, una grande soprano francese, e ieri quando è arrivata sembrava una ragazzina minuta ma quando ha cominciato a cantare il salone si è riempito di voce: incredibile!

Ho trovato sul suo sito un video che riproduce quello a cui sto assistendo anche se con un'orchestra diversa da quella di tipo barocco che c'è qui: lei in tuta da ginnastica, i musicisti "in borghese", un sacco di microfoni (tutti Sennheiser per la cronaca ne ho contati 24) e noterete nel video una lampada rossa che indica la registrazione in corso e un telefono bianco sotto con cui la cantante o il direttore dialogano con i tecnici del suono che sono in una sala a parte e da cui seguono la scena con una telecamera panoramica montata alle spalle dell'orchestra.

Immagini dalla registrazione

Vbo_Dobbiaco 6 Durante la sessione di registrazione della Venice Baroque Orchestra ho fatto un centinaio di foto e stasera le ho già ripulite e suddivise per portarle domani ad Alessandro, il contrabbassista che mi ha fatto da ospite.

Era parecchio che non facevo fotografie e riprendere in mano la Nikon e rientrare subito nel "clima" giusto è stata una bella sensazione.

Ci sono diverse immagini che mi piacciono (per ora ho messo su Flickr solo quelle senza le persone) e questa è quella che secondo me sintetizza la giornata: musica barocca e un sacco di tecnologia e rigore per ottenere il suono migliore.