Meditazioni Mediterranee (4)

Andando a Segesta abbiamo fatto una strada interna che la mappa di google indica come strada normale.
A parte un paesaggio splendido tra bassi vigneti, casolari sparsi e campi lavorati, mi ha colpito la strada stessa.
Asfaltata per buoni tratti ma di tanto in tanto devastata da buche e sconnessioni profonde, per lunghi tratti l’asfalto scompare e ti viene il dubbio di aver sbagliato strada.
Marina che è già stata molte volte in Sicilia, dice che è normale, che molte strade dell’interno vengono asfaltate (campagne elettorali penso io?) ma poi non vengono più mantenute.
Penso al progetto di Ponte sullo Stretto e penso che con quei soldi si potrebbe sistemare la viabilità di tutta la Sicilia e credo che questo favorirebbe il turismo e la vita dell’isola ben più di quell’assurdo ponte.foto.jpg

Poeti

Dopo il comandante dei vigili musicista, questa sera il padre del nostro affittacamere ci ha detto alcune sue poesie e ci ha anche detto che ha appena vinto il secondo premio nazionale di poesia.
Finchè ci saranno musicisti e poeti c’è motivo per essere ottimisti

Inviato da iPhone

Dolomia

Leggendo un pannello nel parco naturale di Monte Cofano, scopro che si tratta di una formazione di roccia dolomitica: sarà per questo che mi ricorda la vista dal rifugio Berti?foto.jpg

Fioriscono lumache

Parafrasando Goethe mi vien da dire “Conosci il paese dove fioriscono le lumache?” (ingrandire la foto per godere lo spettacolo)foto.jpg

Caraibisiculo

Avevamo visto questa caletta già nei primi giorni ma sempre affollata. Ora che il pienone è passato ci godiamo gli ultimi due giorni in questo angolo stupendofoto.jpg

Meditazioni mediterranee (3)

Guardo attonito il teatro di Segesta.
Posto in cima a una collina, con un
angolo di mare come sfondo e uno studio delle correnti d’aria per cui i 4000 spettatori potessero sentire bene.
Ma che gente era questa che costruisce templi e teatri, che pensa al trascendentale e alla cultura?
Son passati 3000 anni e la loro lezione è ancora lì ad ammonire quanti non trovano nemmeno i soldi per offrire un concerto ai propri cittadini.
Gente del mediterraneo a cui la vastità del mare ispirava pensieri grandi.
Cosa ci siamo persi del loro esempio?
Amavano il bello e la cultura, il rispetto
per gli anziani era legge profonda, l’interazione con il soprannaturale era quoridiana prassi. Erano uomini come quelli che al posto dei templi erigono centri commerciali, che invece di teatri organizzano il concorso di Miss Padania.
Uomini, non dei ma con un senso cosmico portentoso, ispirati da questa terra dove chi vuole vede siccità e incuria ma dove si vedono millenni racchiusi in un dolce o nella saggezza antica del sale.
C’è gente fantastica anche oggi, persone che incontri tutti i giorni, ma è raro vedere l’intelligenza fatta villaggio, vedere templi e teatri nei posti che oggi si riservano alla speculazione immobiliare.
Grande popolo quello greco che attraversò il mare, grande terra la Sicilia che li accolse e diede loro campi e colline per far da sfondo e contorno al sublime.
Le cicale cantano come 3000 anni fa e il loro frinire ipnotico ti fa scordare il mondo materiale e ti fa volgere lo sguardo in su.foto.jpg