Qui si vedono ancora gli acquaioli, non con brocca e carretto ma con le autobotti.
L’acquedotto comunale c’è e non ho capito se per qualcuno la cisterna privata sia un backup, so che in alcune case nuove la cisterna risolve il problema dell’impossibile allacciamento all’acquedotto in attesa dell’abitabilità e , con mediterranea saggezza, anzichè inveire contro la lentezza della burocrazia, si trova la soluzione.
La storia dell’acqua in Sicilia, per quel poco che ne avevo letto, è una storia di sprechi, di mafia, di inefficienze ma a me piace guardare i camioncini adattati in molti casi artigianalmente ad autobotti e pensare alla lezione che ci impartiscono:
L’ acqua è un bene prezioso e costoso, anche se siamo circondati dall’acqua, anche se ci cade in testa come un dono del cielo, anche se sgorga come per magia dalla terra, è una risorsa limitata che dobbiamo usare con rispetto.
Ricordo che i signori Costa di Salina che ci davano la casa quando ci andavamo, ma fra un po’ forse ci torneremo, nonostante la nave portasse l’acqua dal continente, avevano comunque la cisterna per la raccolta dell’acqua piovana, perchè non si sà mai, magari c’è il mare grosso e la nave non arriva… e non si può rischiare di restare senza acqua, per cui è meglio fare anche da sè. Ricordo anche che a casa di mia nonna non c’era l’acqua corrente, che è stata una conquista degli anni ’60. L’acqua si prendeva alla fontana, dove si andavano anche a lavare i panni, e se ne faceva un uso domestico estremamente parsimonioso. Ora invece si buttano magari 10 litri di acqua per lavare due tazzine o si lascia correre l’acqua inutilmente, senza considerare tutte le perdite delle tubature, soprattutto in meridione, dove mi pare il 30% dell’acqua immessa in tubatura si perde nel nulla. Probabilmente molte tubature risalgono al tempo dei borboni. In Sicilia mi risulta che siano stati creati degli invasi che sono pieni d’acqua ma non sono allacciati alla rete per varie ragioni (burocrazia, mafia…) da cui rubinetti a secco per giorni interi. Personalmente non so se mi adatterei ad una situazione in cui potrei non disporre di acqua corrente. Ma da quelle parti molte persone si devono adattare a situazioni non degne di un paese sviluppato, anche considerando altri settori, come ad esempio l’assistenza sanitaria. Non credo sia accettabile che per una gravidanza a rischio una donna meridionale debba per cautela venire al nord sobbarcandosi spese e disagi per un servizio che dovrebbe essere garantito in modo omogeneo in tutta Italia. Comunque in Sicilia ci torneremo perchè mi manca molto e la gente è splendida.