10 milioni di italiani su Facebook

Lo ha fatto notare Luca, secondo Comcast (un'azienda USA che svolge diverse misurazioni del mondo online) Facebook in Italia ha superato i 10 milioni di utenti.

Tanti, troppi, impossibile, possibile? A me pare più che possibile e comunque anche se fossro 8 milioni o 7 farebbe lo stesso, non conta il numero, conta il fenomeno nel suo insieme, conta il fatto che Facebook sta facendo "scorpire" la rete a persone che fino a ieri non l'avrebbero usata, conta il feomeno virale, l'imitazione ma anche la voglia di provare, di esserci.

E che dire allora dei 12 milioni di Turchi? O dei 22 milioni di Inglesi?
Tutti matti? Tutti insulsi? Credo ci siano altre domande da porsi e io non me la sento di dare giudizi, sarebbe come pretendere di valutare esattamente la velocità di una formula uno che ti passa sotto il naso.

Rileggo due post, uno di Sergio Maistrello e uno di qualche mese fa di Alfonso Fuggetta sulle wi-fi cittadine e credo servano a riflettere: che ruolo per le città nel turbine delle reti sociali? Creare infrastruture? Lasciar perdere perchè come mi son sentito dire più volte "ormai la gente ha dimestichezza con internet e non serve più che il Comune abbia una specifica iniziativa"?

O proprio perchè il fenomeno assume proporzioni sociali rilevanti ( potenzialmente devastanti) occorre un coraggioso intervento innovativo per aiutare a ottenere il meglio dal processo in atto?

Domande difficili a cui non ho risposte convincenti. A istinto mi sembra che i principi "vecchi" alla base di ONDE siano ancora maledettamente attuali e rileggendo la lettera aperta che con Fiorella De Cindio scrivemmo nel novembre del 1994 mi sembra che molte di quelle affermazioni si potrebbero riprendere, ma non vorrei dirlo solo perchè mi innamoro delle mie idee.

E allora continuo a rifletterci.

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