E' piacevole ascoltare le riflessioni di Alessandro Baricco alla fine delle Venice Sessions, dotti riferimenti e pacatezza nella argomentazione.
Da Omero a Platone, la narrazione come volontà di conservazione di un mondo a Cervantes e Flaubert in cui il racconto sfascia e distrugge il mondo che ha di fronte a sè.
La forza dinamica per andare verso il futuro è data dalle narrazioni che rendono impossibile preservare l'esistente, tenere insieme il mondo così com'è.
Come riconoscere queste narrazioni? La differenza sta nella voce, la voce è quella che incrina il mondo, e la voce è l'irripetibilità della persona che l'ha raccontata.
La forza della narrazione, quella che può davvero incrinare il mondo, che è più forte della forza del ragionamento, è data dalla voce delle persone che raccontano, dalla loro presenza, che durerà nella memoria più della storia stessa.
Non tutto deve essere racconto, lasciamo spazio e tempo alla narrazione, trattiamola con rispetto perchè quando avviene deve esprimere tutta la forza della voce del narratore.