
Mi è difficile trovare aggettivi per descrivere il concerto di stasera, Paolo Angeli suona uno strumento da lui creato, una chitarra sarda modificata o "preparata" per usare il termine classico usato per il pianoforte di John Cage
(adesso ne ha fatto un secondo esemplare per Pat Metheny che glielo ha chiesto) che produce suoni che ti avvolgono o ti percuotono o che prima ti catturano in una melodia arabeggiante e poi ti scuotono con le distorsioni da chitarra rock.
E' un equivalente di un organo paragonato a un pianoforte, la chitarra ha una serie di martelletti e servo meccanismi che Paolo aziona con i piedi scalzi e leggendo dalla sua biografia una passata esperienza di batterista si capisce da dove venga questa maestria ritmica.
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